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Lavoro in banca addio? L’IA farà perdere il 30% dei posti di lavoro nei prossimi cinque anni

Secondo l'ex amministratore delegato di un'importante gruppo statunitense di banche e servizi finanziari, nei prossimi cinque anni il 30% dei posti negli uffici delle banche andranno persi, perché gli esseri umani saranno sostituiti dall'intelligenza artificiale.

Posto in banca addio. Presto il “posto sicuro” tanto agognato da molte generazioni potrebbe perdere il suo prestigio: l’ex amministratore delegato di Citigroup, un’importante multinazionale statunitense di banche di investimento e società di servizi finanziari, ha infatti dichiarato in questi giorni al Financial Times che nei prossimi 5 anni negli Stati Uniti il 30% dei posti di lavoro negli uffici delle banche andranno persi, con l’intelligenza artificiale che rimpiazzerà gli esseri umani. Almeno però la mamma non ci farà più una testa così per non aver mai provato a sistemarci in banca.

Scherzi a parte però in realtà questa possibile evoluzione è già nota e, purtroppo, abbastanza concreta. Attualmente infatti molte grandi aziende di Wall Street stanno già utilizzando tecnologie come machine learning e cloud computing per automatizzare le proprie operazioni, mentre la scorsa estate Tom Montag, direttore operativo di Bank of America, aveva annunciato ufficialmente l’intenzione da parte della società di voler adottare tutte le soluzioni tecnologiche disponibili per sostituire gli impiegati umani al fine di ridurre i costi.

Anche in Europa del resto la situazione non appare più rosea. Come vi avevamo detto l’estate scorsa infatti‎ anche Nordea, il più importante gruppo bancario della Scandinavia, si sta preparando a licenziare ben 6000 dipendenti in favore dell’automazione di tutti i servizi possibili, mentre altri gruppi bancari del Nord Europa come SEB, Svenska Handelsbanken AB e Swedbank AB, pur non avendo piani per seguire Nordea nell’immediato, concordano che la tecnologia sia un valore aggiunto e la chiave per la competitività del futuro.

Tuttavia l’amministratore delegato di JPMorgan, una delle più importanti multinazionali di servizi finanziari al mondo, è più cauto e consiglia di non sovrastimare le perdite umane in ambito lavorativo. Secondo lui infatti il numero di impiegati della sua società è destinato addirittura a salire, solo che invece di assumere impiegati per il lavoro di back office, assumerà un numero crescente di tecnici per gestire le tecnologie di automazione.

Insomma, il lavoro si distrugge o cambia semplicemente, spostandosi da un settore all’altro a seconda delle esigenze del mercato? Non è chiaro, sicuramente però si può perdere.

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