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“Nonna ti presento la mia fidanzata”, ecco il sito generatore di volti che ci toglie dall’imbarazzo

Si chiama Thispersondoesnotexist.com ed è un sito Web accessibile gratuitamente, che utilizza una tecnologia Nvidia per generare volti inesistenti ma perfettamente credibili. Un modo per toglierci dall'imbarazzo con amici e parenti invadenti, ma anche sottilmente inquietante.

“Allora, te la sei trovata la ragazza?”: è la domanda inopportuna da cui solitamente non si può sfuggire nelle grandi occasioni di ritrovo familiare. Per toglierci da ogni imbarazzo d’ora in poi basterà estrarre lo smartphone e digitare nel browser questo indirizzo: https://thispersondoesnotexist.com/. Magicamente apparirà sullo schermo un volto, di uomo o donna e di varie età, dai bambini agli anziani. Con tanto refresh e un po’ di fortuna ne troverete uno che faccia al caso vostro, da spacciare come la vostra compagna/o. Il trucco è che questi volti, pur convincenti e realistici, non esistono, sono generati da un’IA di Nvidia.

Dell’intelligenza artificiale messa a punto da Nvidia vi avevamo già parlato tempo fa, la novità appunto è che ora tutti possono avvantaggiarsene, accedendovi in maniera semplice, immediata e gratuita.

Come abbiamo già avuto modo di spiegarvi, quella Nvidia è una rete neurale di tipo GAN (Generative Adversarial Network), composta da due IA che, per così dire, competono tra loro. La prima infatti si occupa di creare qualcosa, può essere il livello di un videogioco o la soluzione di un problema, basandosi sui normali sistemi di machine learning. L’altra invece ne analizza i risultati, cercando di trovare errori o comunque dettagli che in qualche modo ne mettano in discussione la validità. In questo modo la prima può correggere gli errori e riprovare, ottenendo risultati migliori.

La novità dell’approccio Nvidia consiste nell’uso di due diverse fonti di immagini di volti veri, la A serve a stabilire sesso, età, lunghezza dei capelli, posa ed eventuale presenza degli occhiali, la B per tutti gli altri dettagli. Il generatore quindi “pensa” ciascuna immagine come un insieme di “stili” come li definisce Nvidia. Il livello più generico, che comprende dettagli come posa, capelli e forma del volto, quello intermedio, che si occupa degli occhi e delle funzioni facciali e infine quello che gestisce i dettagli, ossia lo schema colore per occhi, capelli e pelle. Cambiando ciascuno di essi quindi si può ottenere una variante dello stesso volto.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti e sono incredibili. Resta però anche un sottile senso di turbamento quando si comprende che quello che pensavamo fosse l’insostituibile lavoro della Natura può essere realizzato – al momento solo virtualmente – anche da un’intelligenza artificiale.

Quella che credevamo essere la nostra irriducibile specificità, il fondamento stesso della nostra identità che passa attraverso la miriade di dettagli che costituiscono ogni volto, è in realtà riducibile a un insieme finito di parametri, che possono essere gestiti da algoritmi, creando volti indimenticabili quanto quelli veri. Bello o terribile?