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Volti perfetti, che non esistono: le inquietanti capacità dell’IA Nvidia

Nvidia ha postato di recente un video in cui mostra le capacità raggiunte dalle sue reti neurali di generare volti che sembrano perfettamente verosimili, ma che non sono mai esistiti.

Volti umani, perfetti, ma non ne senso che siano privi di difetti, anzi. Le facce che appaiono in un video postato da Nvidia qualche giorno fa sono molto realistici e sembrano quelli di persone comuni, non per forza bellissime. Solo che non esistono, sono stati generati da un’intelligenza artificiale, per la precisione una rete neurale di tipo GAN “Generative Adversarial Network”.

Semplificando molto una rete GAN è composta da due IA competitive. La prima si occupa di creare qualcosa, può essere il livello di un videogioco o la soluzione di un problema, basandosi sui normali sistemi di machine learning. L’altra si occupa invece di analizzarne i risultati, cercando di trovare errori o comunque dettagli che in qualche modo ne mettano in discussione la validità e spingendo in questo modo la prima a correggere gli errori e ottenere risultati migliori.

Le reti GAN non sono una novità e nemmeno il loro utilizzo per generare volti. La vera novità, come spiega Nvidia nel video, è più che altro aver trovato un modo per ottenere un maggior controllo sull’aspetto dei volti generati. La nuova IA infatti procede in maniera completamente diversa, utilizzando due fonti di immagini di volti veri, la A serve a stabilire sesso, età, lunghezza dei capelli, posa ed eventuale presenza degli occhiali, la B per tutti gli altri dettagli.

Il generatore quindi pensa ciascuna immagine come un insieme di “stili” come li definisce Nvidia, ciascuno in grado di controllare determinati effetti. Gli stili sono tre: il livello più generico, che comprende dettagli come posa, capelli e forma del volto, quello intermedio, che si occupa degli occhi e delle funzioni facciali e infine quello che gestisce i dettagli, ossia lo schema colore per occhi, capelli e pelle.

Cambiando ciascuno di essi quindi si può ottenere una variante dello stesso volto. Inoltre è possibile controllare la “forza” con cui ogni parametro di ciascuno degli stili viene applicato, rispetto a un “volto medio”, quindi rafforzando i tratti del naso, diminuendo quelli del mento e così via, un po’ come accade adesso con i generatori di volti di molti videogiochi di ruolo.

Ovviamente nel finale del video Nvidia suggerisce altri possibili usi di questa tecnologia, ad esempio per simulare variazioni su una stessa automobile, o il risultato di diversi tipi di arredo in una stanza, come stanno sullo stesso volto diversi colori o tagli di capelli etc. ma è innegabile che il video sia molto inquietante.