Tom's Hardware Italia
Streaming e Web Service

Pirateria digitale in Italia: una prassi per il 60% degli adulti che vanno su Internet

L'indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia realizzata da IPSOS per FAPAV conferma dati eclatanti.

Il fenomeno della pirateria audiovisiva in Italia negli ultimi tre anni, secondo le analisi condotte da Ipsos per FAPAV, ha interessato 38% dei maggiori di quindici anni con 578 milioni atti illegali. Il segmento più importante è quello digitale e se si calcola solo gli utenti abituali online l’incidenza sale al 60%.

“Nel 2018 si conferma il trend decrescente della pirateria in termini di atti: -8% nell’ultimo anno; -14% rispetto al 2016”, scrive FAPAV nella sua indagine 2018. “Se da un lato questo trend è dovuto al rafforzamento delle attività di enforcement e sensibilizzazione del consumatore, dall’altro la crescita dell’offerta legale, sempre più ricca e diversificata, gioca un ruolo cruciale nel cambiamento di abitudini del pirata. Questa tendenza a piratare meno è riscontrabile principalmente nei giovanissimi, un dato importante che testimonia la necessità di proseguire con apposite campagne informative rivolte a quello che si appresta a diventare il pubblico di domani”.

I film si confermano il contenuto piratato più spesso e dal maggior numero di persone: riguarda l’87% delle persone (il 33% della popolazione italiana adulta, +3% rispetto al 2017) e oltre la metà degli atti di pirateria (quasi 313 milioni). Nonostante sia il fenomeno più diffuso, la pirateria di film continua a generare meno atti illeciti rispetto agli anni precedenti: -7% rispetto al 2017, -16% rispetto al 2016.

“Sostanzialmente stabile l’incidenza della pirateria di serie e di programmi, rispettivamente al 21% e al 20% (si veda Fig. 2)”, prosegue FAPAV. “Come avvenuto per i film, anche serie e programmi registrano tuttavia un calo del numero di atti di pirateria complessivi: le serie si attestano a circa 136 milioni di atti illeciti (-4% rispetto al 2017, -14% rispetto al 2016), i programmi si attestano a circa 130 milioni (-15% vs 2017 quando il dato era in crescita, -6% rispetto al 2016). In generale si osserva pertanto una decrescita degli atti di pirateria, ma di entità più limitata rispetto al passaggio tra il 2016 e il 2017”.

La tipologia di pirateria più diffusa si conferma quella digitale, che, come lo scorso anno, coinvolge il 33% della popolazione italiana adulta. Pirateria fisica (+1%) e indiretta (+2%) registrano un lieve rialzo rispetto al 2017.

La modalità di accesso più gettonata è l’IPTV (circa il 25%, pari a 5 milioni di individui). Inoltre continua a crescere tra i pirati la soddisfazione per la qualità delle copie piratate, indipendentemente dal canale/modalità di fruizione (download/p2p, streaming, copie digitali): circa il 40% (+10pp vs 2016) si dichiara molto soddisfatto della qualità dei film piratati, circa il 50% sulle serie; la fruizione in streaming rimane quella meno apprezzata. Il 55% dei pirati ha fino a 45 anni, a fronte del 37% sui non pirati.

“L’indagine 2018 ha evidenziato una dinamica di crescita della pirateria relativa agli eventi sportivi live, sia in termini di incidenza (dal 7% del 2017 al 9% del 2018) sia in termini di atti (dai circa 15 milioni del 2017 agli oltre 22 milioni del 2018: +52%)”, puntualizza FAPAV. “Lo sport live più seguito attraverso modalità non ufficiali è il calcio (2 pirati su 3), al secondo posto la Formula 1 seguita dal MotoGP. Il forte aumento degli atti di pirateria di eventi sportivi live (+52%) rende questo tipo di contenuto quello che ha visto il maggiore incremento in questi tre anni di ricerche”.

Nel complesso, l’impatto combinato della pirateria di film e serie si stima in circa 109 milioni di fruizioni perse nel 2018 (-1% vs 2017, -15% vs 2016), pari ad un danno finanziario per l’industria audiovisiva di circa 600 milioni di euro (-3% vs 2017, -13% vs 2016).

Chi pirata percepisce un “beneficio diretto” derivante dalla propria scelta di fruire di copie di film, serie o programmi non originali, soprattutto in termini di risparmio (nonostante spesso non si tratti di persone in difficoltà economiche). Tale motivazione appare sempre più forte sugli adolescenti (la indica il 45%).

“Per gli adulti (77%) una multa continuerebbe ad essere il metodo deterrente più efficace, sugli adolescenti questo aspetto è invece in calo, a fronte di una crescita dell’efficacia delle denunce (82%) o dell’oscuramento dei siti (80%)”, conclude FAPAV. “L’oscuramento dei siti è stato esperito dal 41% dei pirati adulti e 1 su 3 si è rivolto almeno una volta ad alternative legali per la fruizione del contenuto che stava cercando (37%)”.