Realtà virtuale

Playstation VR, prova in anteprima

Playstation VR, prova in anteprima

Sto giocando con i titoli per la realtà virtuale su Oculus Rift da quasi due anni, e su HTC Vive da un anno. Ho provato vari altri dispositivi VR, incluso il Razer OSVR HMD e il Samsung VR, e molti occhiali per la realtà aumentata. Tuttavia non sono mai riuscito a provare il Sony PlayStation VR. Questo fino a ieri, grazie all'evento di Sony alla Game Developers Conference, lo stesso che ha permesso di scoprire il prezzo e la data d'uscita del visore.

PSVR g 01

Prima di raccontarvi la mia esperienza con il dispositivo mi concentrerò su alcune osservazioni generiche, per poi entrare nel dettaglio su alcuni giochi che ho provato.

Il visore

Sony ha mostrato alla GDC la versione definitiva del dispositivo, che non sembra molto diversa dall'unità che l'azienda ha fatto vedere nei mesi scorsi. Come potete notare, il design del dispositivo segue il recente stile di Sony. Alla fine dei conti, un visore resta pur sempre un dispositivo hardware piuttosto eccentrico, a prescindere dal suo colore o dal suo design pseudo-futuristico. Un altro dettaglio importante è la comodità con cui lo s'indossa. Dopo aver provato tutti e tre i visori più importanti – Oculus Rift, Vive e PSVR –  posso dire che non ci sono grosse differenze. Sono tutti leggeri, s'indossano tutti comodamente e vi dimenticherete di averli addosso mentre state giocando.

PSVR 05

Il PSVR, tuttavia, è avvantaggiato nella sua semplicità. Il meccanismo a pulsante per regolare il visore sulla testa è molto più comodo rispetto agli strappi e ai lacci degli altri visori.

I controller (non inclusi)

Anche i controller Move di Sony hanno un design che si sposa bene con lo stile "realtà virtuale"; sono simili ai controller del Vive, ma con un globo colorato e luminoso sulla punta. Nei giochi che ho provato con il PSVR il grilletto era il tasto più importante del controller, anche nei giochi che richiedevano di raccogliere oggetti.

PSVR g 02

Gli Oculus Touch controller, i controller del Vive e i Sony Move sono tutti piuttosto intuitivi, e la vera differenza è ciò che si fa con essi. La mia preferenza pende leggermente verso gli Oculus Touch controller, visto che mi sembrano (basandomi meramente sulla mia esperienza) quelli con il rilevamento dei movimenti delle mani più preciso. Il modo in cui questi controller si adattano alle mani permette di ottenere un buon bilanciamento fra una periferica di cui non ci si accorge nemmeno e una naturale estensione delle mani.

Driveclub

In questo hands-on descriverò brevemente la mia esperienza con i tre giochi che ho testato, lasciando il migliore per ultimo (Until Dawn: Rush of Blood).

Partiamo con il peggiore: Driveclub. Ad essere sinceri, chiamarlo il peggiore sarebbe troppo cattivo. Il gioco era in realtà un'esperienza molto coinvolgente, a partire dal feedback aptico del volante fino all'audio realistico. Il problema è che mi ha fatto venire la nausea. La definizione dello scenario mi ha impedito di vedere chiaramente le curve davanti a me e alcune volte non ero nemmeno sicuro se dovevo girare a destra o a sinistra.

Si può cambiare il punto di vista, e ho provato a usare una visuale in terza persona in modo da vedere le curve con un po' di anticipo, ma ho solo peggiorato la situazione. In questa modalità non sono riuscito a percepire i vari livelli di decelerazione, al punto che mi sono ritrovato a inchiodare per assicurarmi di non schiantarmi su una curva.

DriveClubvr

Spezzando una lancia a favore degli sviluppatori di Driveclub, probabilmente mi sono fatto venire ancora più nausea passando alla visuale in terza persona. Tuttavia ho sentito anche un altro giornalista che discuteva di come il gioco lo avesse fatto stare male. Mi sono sentito così nauseato soltanto in un'altra occasione con la realtà virtuale, e la similitudine sta tutta nella capacità di sentire e vedere contemporaneamente dove sei e dove stai andando. La quantità di latenza visiva gioca un ruolo che necessita di essere esaminato e misurato, ma i game designer possono usare varie tecniche per minimizzare l'impatto della latenza.

Gli darò un'altra possibilità. Non mi piace l'idea che una singola esperienza possa influenzare la mia opinione di un gioco. Driveclub potrebbe essere un gioco di guida fantastico, a patto che non vi faccia stare male.

Waltz of The Wizard

Dopo Driveclub sono passato a Waltz of the Wizard di Aldin Dynamics, un gioco (o meglio, un'esperienza) che non ha indotto alcun tipo di vertigini o di giramenti di testa. Stranamente, ero ancora sotto gli effetti di Driveclub, ma sono scomparsi rapidamente.

Questa è un'esperienza che vi mette nei panni di un mago. Usando i controller Move si prendono pozioni e si svuotano in un calderone per attivare vari incantesimi. Una di queste magie mi ha permesso di toccare ogni oggetto intorno a me (e ce n'erano molti, incluso un arco e una freccia, un occhio, monete e così via) e farli levitare.

Un altro incantesimo mi ha consentito di trasportare il mio alter ego virtuale in un altro ambiente pieno di armi, e ho avvertito l'inquietante sensazione di poter essere attaccato da un momento all'altro. Così ho impugnato una mazza ferrata e mi sono preparato al combattimento, per poi scoprire che si stava avvicinando soltanto un innocuo gattino. L'operatore che mi ha assistito durante la dimostrazione mi ha detto che sono stato l'unico che non ha provato ad attaccare il gatto, un dettaglio che mi fa chiedere: davvero, gente?

Waltz of Wizard è quella sorta di esperienza che promette di stupire i giocatori di ogni età. È creativo, colorato e pieno di sorprese.

Until Dawn: Rush of Blood

Ultimo, ma non per importanza, abbiamo Until Dawn: Rush of Blood, di Supermassive Games. Questo fantastico sparatutto splatter su binari mi ha deliziato in un modo completamente diverso. Questo è stato il primo gioco che ho provato, e al posto della solita breve demo che di solito accompagna queste esperienze avevo a disposizione un intero livello del gioco. Gli sviluppatori ci hanno detto che il titolo è praticamente finito, c'è bisogno solamente di qualche ritocco prima dell'uscita. Nella versione definitiva del gioco ci saranno sette livelli, per un totale di circa due ore di gameplay. La mia dimostrazione è durata una ventina di minuti e sinceramente mi sarebbe piaciuto giocare ancora di più.

psycho1

In Until Dawn: Rush of Blood mi sono seduto su una carrozza virtuale simile a quella delle montagne russe, che anche dal vivo potrebbe dare qualche problema di nausea, ma gli sviluppatori hanno fatto un ottimo lavoro nel cancellare qualsiasi tipo di disagio, anche se ci si sposta spesso da luoghi bui ad altri illuminati (passaggi che teoricamente dovrebbero mettere a dura prova le vostre budella). In questo gioco si ha sempre un quadro ben chiaro dell'ambiente e di ciò che ci circonda, quindi non ci sono molte sorprese indotte dal movimento.

Mentre si esplora l'interno di questa casa infestata bisogna fronteggiare l'avanzata di vari zombie spaventosi e ucciderli a colpi di arma da fuoco. Scuotendo il controller move si ricarica l'arma e si può continuare a sparare. Lungo il percorso ci sono scatole colorate che contengono varie armi – Uzi granate, ecc. Ogni controller può essere usato come un'arma diversa, e alcune armi funzionano meglio in determinate situazioni.

sisters2

Ci sono due tipi di creature che ho fatto fatica a uccidere. Le Sorelle (nell'immagine qui sopra) sono velocissime e quasi impossibili da abbattere. Se siete fortunati le colpirete un paio di volte, ma continueranno a tornare alla carica, avvicinandosi e allontanandosi rapidamente al vostro raggio d'azione.

psychoboss

Lo Psychoboss, che potete ammirare nello screenshot soprastante, continua incessantemente a inseguirvi, ignorando tranquillamente le armi che potete usare contro di lui. Giocando ho scoperto che si può abbassare la sua energia lentamente aspettando che il nemico si avvicini a varie botti rosse esplosive disposte lungo il percorso. Sparando alle botti un numero sufficiente di volte, al momento giusto, riuscirete a sconfiggerlo.

Ovviamente avremo l'opportunità di provare ancora più giochi nei vari eventi che si terranno da qui al debutto ufficiale di PlayStation VR, ma basandomi su quanto visto finora posso dire che il dispositivo sembra molto promettente per gli utenti PS4.