Ibride e Elettriche

Gigafactory in fiamme, colpa degli ambientalisti

Le Gigafactory della casa automobilistica Tesla tornano nuovamente sotto i riflettori: nelle scorse ore una nuova vicenda ha visto coinvolta la sede del cantiere dello stabilimento di Berlino, presso cui sarebbe stato appiccato un incendio. Sull’accaduto sta già indagando il Servizio di Protezione dello Stato della polizia e, secondo quanto diffuso, non si esclude che ci siano moventi politici dietro l’accaduto.

L’incendio divampato nelle scorse ore nelle vicinanze del cantiere di Tesla, a Grünheide, ha richiesto il tempestivo intervento sul posto degli ufficiali che hanno successivamente effettuato un sopralluogo su dei cavi elettrici. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Reuters a essersi danneggiato sarebbe un’area molto circoscritta dello stabilimento. L’incendio, che ha interessato parte del bosco a circa 500 metri dall’area del cantiere, è stato infatti spento quasi immediatamente.

L’evento sembrerebbe però avere implicazioni politiche a monte, tanto che vi sarebbe già una rivendicazione ufficiale da parte di un gruppo di attivisti della sinistra radicale tedesca. Non a caso, il gruppo avrebbe dato fuoco a sei cavi dell’alta tensione esposti, dopo aver interrotto l’alimentazione centrale. La stessa lettera evidenzia la denuncia avanzata dagli attivisti che accusa la casa automobilistica statunitense di non essere né verde, né ecologica, né sociale.

Nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2021, abbiamo interrotto l’alimentazione elettrica per il cantiere della fabbrica della Tesla a Grünheide, vicino Berlino, dando fuoco a sei cavi ad alta tensione posati fuori terra. Tesla non è né verde, né ecologica, né sociale. Il nostro fuoco si oppone alla menzogna dell’automobile green, , si legge nella missiva. 

 Stiamo verificando se c’è qualcosa di vero, ha affermato Joachim Lemmel, portavoce dell’Ufficio di polizia criminale del Brandeburgo.

La realizzazione della Gigafactory europea si sta dunque rivelando molto più complicata del previsto tanto che potrebbe slittare a inizio 2022. Non dimentichiamo che lo stabilimento tedesco di Grünheide è destinato a diventare l’impianto di produzione di veicoli elettrici di serie più avanzato al mondo.