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Tesla, nuovi ritardi sulla Gigafactory di Berlino

La realizzazione della prima Gigafactory di Tesla in Europa si sta rivelando più complicata del previsto: l’imponente complesso produttivo che sta sorgendo fuori Berlino ha subito un ulteriore ritardo, che farà scalare l’inaugurazione alla fine del 2021, se non addirittura all’inizio del 2022. I motivi sono principalmente di natura burocratica, legati alla produzione di batterie in loco.

Sta sorgendo a Grünheide, a circa 50 km dal centro di Berlino, e doveva essere già pronto all’inizio del 2021: in passato Tesla ha già dimostrato di poter creare nuove produzioni in tempi rapidissimi, realizzando la Gigafactory di Shangai in soli 11 mesi, ma per la prima volta la casa californiana si trova ad avere a che fare con la burocrazia tedesca, che sta dando del filo da torcere a Elon Musk e compagnia.

Come anticipato in apertura, il problema dovrebbe essere legato alla produzione di batterie, che avverrà all’interno dello stesso complesso ma in una struttura separata rispetto a quella dove si produrranno Model 3 e Model Y. Per realizzare la struttura, Tesla spera di poter sfruttare dei finanziamenti pubblici messi a disposizione dall’Unione Europea, ma per farlo dovrà sottostare a un’ulteriore fase di controlli da parte di diversi uffici, seguiti da una consultazione pubblica che probabilmente ritarderà ulteriormente l’inaugurazione.

Questi intoppi si traducono automaticamente sulle tempistiche di consegna di certi modelli: se fino a poco tempo fa il sito di Tesla Italia recitava “Produzione a partire da metà 2021” in merito alla Model Y, oggi recita “Consegna stimata: fine 2021”, a conferma del fatto che i piani sono slittati di parecchi mesi. Se davvero le due Gigafactory in costruzione – Berlino e Austin, in Texas – non riusciranno ad entrare in funzione già nel 2021, sarà ben difficile che Tesla riesca a raggiungere l’obiettivo di produrre 750.000 auto in un anno, come auspicato dallo stesso Elon Musk in chiusura di 2020.