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Guida autonoma, incidente diplomatico tra Huawei e Tesla

Il capo della sezione guida autonoma Huawei, Su Qing, è stato rimosso dalla sua posizione dopo aver criticato aspramente il sistema Autopilot firmato Tesla. In una recente conferenza stampa, lo stesso Qing si è lasciato andare ad affermazioni poco politically correct ripetendo più volte che le auto della casa californiana “uccidono le persone”. E non ha neanche cercato di correggersi, sottolineando come tutti gli incidenti causati da una Tesla equivalgano a un omicidio da parte della stessa vettura.

Visto che siamo in Cina, non proprio il simbolo di tolleranza e democrazia, la divisione cinese Tesla si è subito attivata per una punizione esemplare. Dopo varie pressioni da parte dei legali del costruttore californiano, Huawei ha quindi sostituito lo stesso Su Qing declassandolo a un posto “di riserva”. Anche perché, come spesso avviene di questi tempi, le sue dichiarazioni avevano già fatto esplodere i commenti sui social media, in gran parte negativi. Huawei, insomma, ha cercato di fermare la valanga di cattiva pubblicità prima che diventasse inarrestabile.

A difesa di Qing, va detto che le prime versioni di Autopilot potevano risultare effettivamente pericolose a causa di vari bug ormai largamente risolti. Ma gran parte degli incidenti, anche mortali, verificatisi con la guida autonoma Tesla arrivava dopo comportamenti scorretti dei suoi proprietari (compreso dormire durante la marcia). I conducenti spesso non avevano il controllo della strada né erano nella posizione di intervenire per correggere l’auto prima che fosse troppo tardi. Definire., quindi, tutte le Tesla come “auto assassine” è un’esagerazione piuttosto grave.

Lo è soprattutto oggi, guardando a come la casa di Elon Musk si impegni per ricordare che Autopilot richiede sempre l’attenzione del guidatore. Anche negli ultimi aggiornamenti, è stato ricordato di non affidarsi ciecamente al computer per ogni manovra e mantenersi pronti a intervenire sul volante. Insomma: Su Qing non solo è andato troppo in là con le sue dichiarazioni, ma ha anche scelto il momento sbagliato per farle.

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