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La Apple Car non è morta, ha solo cambiato strada

L'avvento di Apple nell'automotive, fino a qualche mese fa, da molti era ritenuto scontato. Purtroppo però gli eventi hanno in parte disatteso quello che per gli stakeholder era considerato come un evento che avrebbe potuto rivoluzionare il moderno settore automobilistico.

Senza andare troppo indietro nel tempo, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una vera e propria convergenza evolutiva tra il settore dell'auto e quello della tecnologia. Attualmente infatti si parla di "automobile 2.0", tuttavia possiamo semplicemente dire che l'auto di oggi è andata incontro a quelle che sono le esigenze del consumatore. La tecnologia ricopre un ruolo ormai imprescindibile, e infatti abbiamo visto aziende, che fino a poco tempo fa si occupavano di elettronica di consumo, interessarsi al settore dell'auto. Apple è una di queste.

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Project Titan è il nome in codice con il quale è stato contrassegnato l'avvento di Apple nel settore automotive; un progetto che è stato in sviluppo per circa cinque anni. Diciamo che il Project Titan era qualcosa di più rispetto ad un semplice vezzo di Apple poiché sappiamo bene che Cupertino ha la necessità di variare il suo business da tempo troppo legato alla vendita di smartphone.

I rumor sullo sviluppo della Apple Car sono sempre stati molti, ma piuttosto frammentari. Nell' aprile 2016, un rapporto diffuso di Frankfurter Allgemeine che citava fonti vicine all'azienda, riportava che la Apple Car era in fase di sviluppo presso un laboratorio segreto di Berlino; sviluppo portato avanti da un team di risorse umane con profili altamente specializzati in ingegneria, software ed elettronica.

Lo stesso Frankfurter Allgemeine sosteneva che la Apple Car sarebbe stata costruita a Vienna, in Austria, con l'ausilio della Magna, azienda austriaca controllata dalla Magna International Inc., specializzata nella produzione di parti per automobili. Gli indizi sul partner di Apple per la costruzione della fantomatica Apple Car in tutti questi mesi sono stati però piuttosto discordanti tra loro, anche perché qualche mese prima, esattamente nell'ottobre 2015, il report di Jefferies and Co. sosteneva che l'azienda di Cupertino avrebbe utilizzato la piattaforma della BMW i3.

Oltre al laboratorio segreto di Berlino, nell'ottobre 2016 diversi rumor davano per certa l'esistenza di un edificio collocato sulla 960 Kifer Road in una zona industriale a Sunnyvale, California, utilizzato da Apple per le fasi dello sviluppo dell'auto elettrica.

Insomma, anche se Apple non aveva mai fatto dichiarazioni ufficiali, la Apple Car era ormai diventata il segreto di pulcinella al punto che l'azienda di Cupertino aveva dato il via ad una vera e propria campagna acquisti per assicurarsi i migliori ingegneri del settore automotive, come quelli sottratti alla Mission Motorcycles, azienda specializzata nella produzione di moto elettriche.

Ma non possiamo non citare l'ex Tesla Chris Porritt, ingegnere specializzato in propulsione elettrica, e Jonathan Cohen, ex direttore della divisione deep learning di NVIDIA preposto alla gestione di tecnologie di autoapprendimento collegate ai chipset ed ai software per la guida autonoma sulle auto.

Tutti indizi che davano per certo la sviluppo di un'auto elettrica e con funzioni avanzate di guida autonoma.

La domanda che in molti si sono posti è però la seguente: Perché Apple avrebbe deciso di puntare forte su un settore a così basso profitto come quello automobilistico? Una domanda che forse si è posto anche Tim Cook il quale, evidentemente, non aveva considerato che costruire una vettura è un processo molto complesso con un'infinita catena di fornitori e sub-fornitori.

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La genesi della Apple Car ha subito una brusca frenata quando, a fine 2016, Steve Zadesky ha lasciato il Project Titan. Zadesky era la risorsa preposta allo sviluppo della Apple Car fin dal 2014. Tim Cook, per rimettere a posto i pezzi, ha nominato Bob Mansfield, che sotto Steve Jobs ha contribuito alla creazione di Macbook Air, iPad e iMac. Mansfield ha assunto la posizione di capo dello sviluppo del Project Titan. Prima dell'ingresso di Mansfield, anche il guru del design Jony Ive, avrebbe mostrato più di qualche perplessità sullo stato di sviluppo della Apple Car.

Con l'entrata di Mansfield, Apple avrebbe optato per il ridimensionamento del Project Titan, spostandosi dallo sviluppo di un'auto elettrica a guida autonoma ai servizi di guida autonoma, attualmente considerati tra i servizi a più alto valore aggiunto del settore automobilistico. In molti lo hanno definito un vero e proprio ridimensionamento ed effettivamente è così, anche perché Apple, secondo quanto riportato dal New York Times nel settembre 2016, avrebbe licenziato decine di dipendenti preposti allo sviluppo della Apple Car. La squadra del Project Titan era composta da circa mille unità.

Anche in questo caso non c'è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell'azienda di Cupertino. Tuttavia il netto taglio al personale rappresentava qualcosa di più che un indizio sul fatto che Apple avrebbe deciso di spostare il focus verso i servizi di guida autonoma. Non dobbiamo inoltre dimenticare che nel maggio 2016 Apple aveva investito un miliardo di dollari nella cinese Didi Chuxing, definita come la "Uber della Cina", segno evidente che in quel di Cupertino si stavano interessando ai servizi premium di mobilità: car sharing, guida autonoma e sistemi di infotelematica. L'entrata in azienda dell'ex BlackBerry Dan Dodge, specializzato nello sviluppo del software automotive, conferma ulteriormente l'interessa dell'azienda americana verso questo tipo di servizi.

La ricostruzione della genesi del Project Titan non è semplice perché effettivamente Apple ha operato diverse acquisizioni che hanno contribuito a delineare un quadro non proprio chiaro. Tuttavia, diversi analisti non considerano come negativa la scelta di Apple di dedicarsi ai servizi di guida autonoma; secondo Horace Dediu (di Asymco.com) e Neil Cybart (di AboveAvalon.com), citati da Business Insider, in considerazione del fatto che con le auto a guida autonoma le vetture di proprietà precipiteranno repentinamente, Apple avrebbe in mano un mercato enorme. Una prospettiva che avrebbe spinto Cupertino ad apprendere nuove competenze su guida autonoma, sensori e sistemi di mappatura.

Le evidenze dello sviluppo dei sistemi di guida autonoma hanno una data certa: aprile 2017 quando il Department of Motor Vehicles della California ha aggiunto Apple all'elenco delle aziende a cui è stato concesso il permesso di testare veicoli a guida autonoma sulle strade pubbliche. Test che sono stati effettuati su tre Lexus RX 450h.

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Insomma i pezzi del Project Titan sembrano piano piano andare al loro posto. Forse. Sì, perché a mescolare ulteriormente le carte ha contribuito la recente notizia, trapelata il 20 luglio, che Apple starebbe lavorando sulle batterie delle auto elettriche con il più grande produttore di batterie della Cina, ossia Contemporary Amperex Technology Ltd. CATL. Anche in questo caso le informazioni ed il contenuto dell'accordo sono pochissime.

Questo accordo però, mischia ulteriormente le carte poiché Apple potrebbe aver rivisto la sua posizione, rivalutando di fatto la possibilità di sviluppare una vettura elettrica e non solo quindi i servizi avanzati di guida autonoma/assistita.

Sicuramente i servizi esclusivi di mobilità, che potrebbero variare dai sistemi di intrattenimento, alla tecnologia integrata a bordo, da vendere ai costruttori premium rappresentano un settore di mercato potenzialmente molto ricco e quindi difficilmente Apple se lo lascerà sfuggire.

Ma è chiaro che l'ingresso in azienda di profili specializzati come Todd Gray, ex Ford, che si occupava della costruzione dei corpi in alluminio utilizzati sui camion F-150, e il recente accordo con l'azienda cinese lasciano aperta anche l'ipotesi dello sviluppo di una vettura elettrica. Quello che è certo è che Apple non punta di certo a diventare un car maker tradizionale.

Provando a rimettere insieme tutti i pezzi del Project Titan si potrebbe dire che lo sviluppo di un servizio premium di car sharing a guida autonoma predisposto con vetture di proprietà -magari costruite con l'ausilio di qualche "vecchio" car-maker, dove l'utente ha la possibilità di fruire dell'esperienza targata Apple, è più di un'ipotesi.