Ibride e Elettriche

PNRR, l’Unrae denuncia la mancanza di misure ad hoc per il settore automobilistico

Il PNRR, Piano nazione di ripresa e resilienza, da oltre 200 miliardi di euro è stato inviato dal Governo a Bruxelles ma sembrerebbero non esserci misure ad hoc per la filiera automotive. 

L’impianto generale del PNRR offre un’occasione unica per recuperare i ritardi del Paese in termini di riforme e rilancio dell’economia e dell’occupazione. Ci siamo stupiti di non trovare adeguata attenzione nei confronti del comparto dell’automotive. Che ha un peso preponderante nella mobilità di persone e merci. E che rappresenta il comparto produttivo più impegnato nella ricerca e negli investimenti per la transizione ecologica: queste le parole del presidente UNRAE Michele Crisci; parole che denunciano i contenuti del piano presentato dal Governo Draghi e già trasmesso alla Commissione europea.

L’assenza di misure mirate per il settore automotive tra i contenuti del Piano Nazionale di ripresa e resilienza ha fatto sì che i rappresentanti del comparto diffondessero una nota stampa esprimendo inevitabilmente incredulità per tale mancanza.

Le misure indicate dal piano sono complessivamente condivisibili, ancorché migliorabili: il potenziamento della rete ferroviaria e dell’alta velocità, la realizzazione di piste ciclabili, le infrastrutture di ricarica elettriche e a idrogeno, sono interventi che vanno nella direzione di decongestionare il traffico stradale e favorire l’abbattimento delle emissioni nocive. Riteniamo però che un piano strategico per la transizione ecologica rischi di ottenere risultati dimezzati se restano fuori, come avvenuto, misure ad hoc per la filiera automotive, ha aggiunto il presidente Crisci. 

Non a caso, tra i grandi assenti del PNRR è il remoto parco circolante, con la conseguente necessità di incentivare la sostituzione con nuovi veicoli più ecologici. Lo stesso presidente dell’UNRAE ha inoltre sottolineato l’assenza di una riforma del Codice della Strada, inevitabilmente necessaria per adeguare norme ritenute ormai obsolete alle nuove forme di mobilità e alle normative internazionali e di una riforma fiscale del settore, considerata la ridotta detrazione d’imposta per i privati e la mancanza di sgravi fiscali per le imprese di autotrasporto.

Il Governo dovrà a questo punto trovare gli strumenti normativi adatti per le misure sull’automotive che non hanno trovato spazio nel PNRR. Per questo motivo auspichiamo anche l’istituzione di un Tavolo Automotive volto a individuare le migliori soluzioni per includere in modo strategico il settore nei programmi di modernizzazione del Paese, a favore delle generazioni future, senza dover continuamente ricorrere a provvedimenti di urgenza e di breve respiro. ha concluso Crisci.

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