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Porsche crede nei carburanti sintetici, l’e-Fuel come alternativa all’elettrico

In occasione dell’evento di inaugurazione del nuovo Porsche Experience Center nato sulle sponde del Lago d’Iseo, l’amministratore delegato di Porsche, Oliver Blume, è tornato a parlare di un tema di grande interesse per la casa tedesca: i carburanti sintetici, i cosiddetti e-Fuel.

Come tutti sappiamo ormai, entro pochi anni le case produttrici saranno costrette ad abbandonare la produzione di motori endotermici in favore di motorizzazioni elettriche, all’interno di un piano più ampio programmato dall’Unione Europea per raggiungere l’ambizioso obiettivo della “carbon neutrality”. Proprio per raggiungere questo obiettivo entro il 2030, Porsche ha deciso di puntare sullo sviluppo di carburanti sintetici, che hanno il pregio di bruciare in modo molto più pulito, e quindi di non emettere gas inquinanti in seguito alla combustione.

Secondo Blume i carburanti sintetici potrebbero essere una valida alternativa alla mobilità elettrica, sia per raggiungere gli obiettivi imposti dalla UE entro il 2030, sia per permettere a tutti coloro che possiedono una Porsche endotermica di poter continuare a utilizzarla senza troppe difficoltà. Ad oggi il carburante sintetico è molto costoso, circa 10 dollari al litro, ma nei prossimi anni il prezzo è destinato inevitabilmente a calare – anche grazie alla spinta proveniente dal settore aeronautico, che dipenderà esclusivamente da questa tipologia di carburanti – fino ad anche 2 dollari al litro.

Porsche, Enel e Siemens, insieme ad altre compagnie petrolifere, stanno realizzando un impianto di produzione di carburanti puliti in Cile; già dal 2022 l’impianto sarà in grado di produrre idrogeno verde grazie all’impianto eolico da 3,4 MW presente, mentre la produzione di benzina decarbonizzata dovrebbe raggiungere i 550 milioni di litri all’anno entro il 2026.

“Gli e-Fuel consentiranno di ridurre le emissioni di CO2 fossile nei motori a combustione fino al 90%. Già a partire dal 2022 utilizzeremo il carburante che produciamo in Cile per alimentare le auto della Porsche Mobil 1 Supercup.”

Porsche non è l’unica in cerca di soluzioni alternative all’elettrico: Toyota, per esempio, si sta impegnando con forza nello sviluppo di motori alimentati a idrogeno, mentre Bosch – nonostante sia una delle leader nella produzione di motori elettrici – si sta impegnando a sua volta nello sviluppo di carburanti alternativi, e sta lavorando con le istituzioni affinché questi possano diffondersi al pari della mobilità elettrica.