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Recovery Fund, Cingolani: l’Italia punta 80 miliardi per la transizione green

80 miliardi di euro: è questa la cifra che l’Italia spenderà nell’arco dei prossimi cinque anni in nuovi progetti che daranno l’opportunità di accelerare il processo di decarbonizzazione, e di raggiungere conseguentemente la neutralità climatica entro il 2050. Ad anticipare i piani di sviluppo dei prossimi anni è il nuovo ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ha ufficializzato i progetti durante un colloquio con l’inviato speciale statunitense per il clima, John Kerry.

Nonostante le dichiarazioni del ministro, il piano mosso dai finanziamenti messi a disposizione con il Recovery Fund dall’Unione Europea non è ancora stato svelato dettagliatamente. Abbiamo infatti solamente alcune indicazioni giunte dal ministero che accennano sugli obiettivi intermedi, come ad esempio quello relativo ad una riduzione tra il 55% e il 60% delle emissioni di CO2 entro il 2030.

Il Recovery Fund è un’occasione unica che va sfruttata al meglio, soprattutto bisognerà trovare il giusto equilibrio tra istanze diverse. Mi rendo che c’è anche il rischio di non soddisfare tutti, ma è un’opportunità unica per cercare di riprendere un cammino verso il punto di arrivo B, da cui non possiamo esimerci di arrivare, posizionando l’Italia tra 10 anni come Paese leader nel mondo per tutto quello che attiene l’ambiente, la qualità della vita, una società più giusta.

La nota ufficiale pubblicata sul sito spiega come il Governo intenda, tra le varie iniziative, dare una forte spinta all’idrogeno e avviare una trasformazione radicale del settore dell’acciaio in senso sostenibile scommettendo congiuntamente su mobilità e trasporti alternativi. Non a caso, secondo quanto confermato dal ministro Cingolani, l’Italia si è già dotata di una strategia a lungo termine per la neutralità climatica al 2050, che dovrebbe inoltre essere delineata nel corso del 2021, durante i quali sono anche in programma due attesi appuntamenti riguardanti le politiche ambientali. Parliamo infatti del G20 di Napoli, in programma per il 22 e 23 luglio, e del PreCop26 che si terrà a Milano nel mese di settembre.

Il piano di ripresa italiano collocherà 80 miliardi di euro in 5 anni in progetti verdi che riguardino una accelerazione della de-carbonizzazione, con riduzioni che potranno arrivare sicuramente al 55% puntando al 60% delle emissioni al 2030 grazie al Recovery Fund. Cosi come massicci investimenti in nuove tecnologie, una forte spinta all’idrogeno verde e blu, una trasformazione radicale del settore dell’acciaio in senso sostenibile, scommessa su mobilità e trasporti sostenibili, stimolo all’autoproduzione di energia nel settore agricolo e accrescimento del contributo dell’agricoltura al contrasto del cambiamento climatico. Non mancherà un rilancio della riforestazione quale strumento nell’ottica di carbon capture, con un ambizioso programma di monitoraggio delle criticità del Paese con un sistema innovativo di osservazione integrato tramite satelliti, droni e sensori a terra.