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Tesla Autopilot porta in salvo un guidatore ubriaco

La dimostrazione che Huawei si sbagliava definendo le Tesla come “auto assassine” arriva da quanto successo venerdì scorso sulle autostrade norvegesi. Un giovane ventiquatrenne si è messo alla guida della sua Model S in palese stato di ebrezza, addormentadosi durante la marcia. Qui sono scattati gli aiuti alla guida del sistema Autopilot, riconoscendo l’assenza di alcuna forza applicata al volante. L’auto ha quiindi rallentato progressivamente fino a fermarsi e attivare in seguito le quattro frecce di segnalazione.

Il video che trovate in fondo a questa notizia proviene da uno degli altri automobilisti che si è accorto di quanto stava succedendo filmando la scena (e chiamando l’intervento stradale). Involontariamente, gli automobilisti che hanno affiancato la Tesla Model S duranta la guida autonoma ne hanno ostacolato lo spostamento nella corsia di emergenza. L’auto ha infatti riconosciuto la vicinanza degli altri veicoli e si è arrestata nella corsa di sorpasso per evitare collisioni (ma restando così in una posizione comunque pericolosa).

Da notare che il sistema Autopilot installato sulla Tesla “salvavite” non era neanche aggiornato all’ultima versione, segno che le basi del suo funzionamento sono molto solide. L’auto è intervenuta immediatamente dopo che il guidatore aveva lasciato i comandi, mantenendo il senso di marcia e una velocità adeguata alla strada. Visto il numero di incidenti causati regolarmente da ubriachi alla guida, sappiamo come la vicenda potesse finire in modo molto tragico. Un’auto normale avrebbe infatti sbattuto contro uno spartitraffico o tagliato la strada ad altri veicoli, causando incidenti potenzialmente mortali.

Un’ultima nota divertente arriva dalle scuse che il guidatore “brillo” ha presentato alle forze dell’ordine norvegesi, sostenendo di non avere alcuna responsabilità (in quanto era la macchina a guidare). Una scusa già usata inutilmente altre volte, che non è mai servita a nulla: come ricorda la stessa Tesla, è l’utente a dover tenere sotto controllo l’auto durante la marcia. Inoltre, accusare lo stesso veicolo che ci ha appena portati in salvo è poco rispettoso verso Autopilot e Tesla. Fortuna che, almeno per ora, il computer di bordo non possa rispondere a tono.