Parchi divertimento

Coronavirus: chiusi anche i parchi Disney cinesi

Le questioni relative al coronavirus sono ben note a tutti, ed ampiamente approfondite nelle dovute sedi. Le difficoltà sono enormi, in tutti gli ambiti. All’elenco ormai praticamente totale delle attività chiuse in buona parte della Cina, si sono aggiunti anche i parchi tematici. In particolare i parchi Disney cinesi.

Solitamente i parchi Disney cinesi, come quelli in tutto il resto del mondo, restano aperti tutti i giorni dell’anno, incluse le festività più importanti. Per colpa del coronavirus è stata ordinata la chiusura sia di Hong Kong Disneyland che di Shanghai Disneyland. In particolare gli hotel restano aperti, i parchi e le attività connesse, come i negozi all’esterno dei parchi stessi invece hanno chiuso i cancelli. La situazione rimarrà tale fino a cessata emergenza. Non è prevista la riapertura a breve. L’avviso è chiaramente specificato in prima pagina sui rispettivi siti ufficiali. Stando così le cose, si tratta della chiusura di maggiore entità mai avvenuta nella storia di tutti i parchi Disney. Disneyland California ha chiuso l’ultima volta in seguito all’attentato dell’11 Settembre 2001. Ad Orlando, i parchi sono stati chiusi tre volte in 15 anni per uragano. Disneyland Paris invece ha chiuso quattro giorni in seguito all’attentato del 13 Novembre 2015.

È chiaro che quanto sta avvenendo in Cina è un evento straordinario. Al momento siamo a 7 giorni di chiusura, e più passa il tempo, più i danni finanziari aumenteranno. Entrambi i parchi Disney cinesi sono in forte crescita per quanto riguarda il numero di visitatori, a ritmi dell’8% annuo, con numeri ormai sopra gli 11,8 milioni per Shanghai e 6,7 milioni per Hong Kong. A seguito di crescite così, la Disney ha approvato progetti di espansione plurimiliardari per entrambi i parchi. In particolare l’area Frozen ad Hong Kong è quello per il quale si hanno notizie più precise. I lavori sono in fase avanzata. La costruzione degli edifici principali è a metà, ma anche questi lavori al momento sono fermi. Solo il tempo ci dirà se quanto sta avvenendo – che speriamo si risolva il prima possibile e nel modo migliore per tutti – avrà ripercussioni sul futuro.