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Dragonero – Il Ribelle: Ricercati!, recensione

Dragonero – Il Ribelle: Ricercati!
Genere
Fantasy
Formato
Bonellide
Autore
Stefano Vietti, Vincenzo Riccardi, Cristiano Cucina, Antonella Platano, Ludovica Ceregatti, Gianluca Pagliarani, Paolo Francescutto
Editore
Sergio Bonelli Editore
Collana
Dragonero - Il Ribelle

Ricercati!, l’albo di Dragonero – Il Ribelle in edicola in questi giorni, è una storia che i lettori della saga attendevano con particolare ansia, considerato che ci riporta ai primi tempi della ribellione guidata da Ian Aranill. Quando a Lucca di ormai due anni fa uscì il primo numero di Dragonero – Il Ribelle, molti lettori si sentirono spiazzati da un salto temporale marcato rispetto al precedente capitolo delle avventure di Dragonero, apparentemente privati di una connessione tra questi due momenti dell’esistenza di Ian. Un’impostazione narrativa che Enoch e Vietti hanno scelto in modo coraggioso, trovando nello sviluppo della loro saga la conferma della validità della loro decisione.

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I Ribelli dell’Erondar ci introduceva in media res nella nuova vita di Ian, puntando maggiormente alla costruzione emotiva della vicenda che non alla sua struttura cronologica. Un impianto narrativo che può far emergere in alcuni lettori la sensazione che manchi coesione alle avventure di Ian, ma che albi come Ricercati! invece dimostra sia una precisa scelta stilistica, che ovviamente può incontrare o meno i gusti del lettore. Quelli che solitamente vengono definiti, con un orrendo termine, ‘buchi di sceneggiatura’ vanno visti invece come momenti congelati all’interno della continuity, che in seguito possono divenire uno sguardo al passato dei personaggi che consente di avere una visione più chiara del loro passato e dare consistenza all’intero universo narrativo.

Dragonero: ieri, oggi, domani

Il lavoro fatto da Vietti con I Ricercati! è un perfetto esempio di questa funzione. Il meccanismo è apparentemente semplice, ma nasconde non poche insidie, che richiedono una perfetta gestione di tempistiche narrative, considerato che ci si muove su più piani temporali. Andando a raccontare eventi del passato, bisogna far attenzione che quanto svelato sia in linea con ciò che ai lettori è già stato mostrato, senza entrare in contraddizione (la maledizione della continuity, non perdona!). Al contempo, le scene ambientate in quello che è, a oggi, il futuro dell’Erondar devono mantenere un tono di naturalezza nell’introdurre questi che sono, per i personaggi, dei ricordi, lasciando comunque la possibilità di inserire all’interno della storia dei dettagli futuri che solletichino la curiosità dei lettori.

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Seguendo questa naturalezza degli eventi, ci si avventura anche in albi in cui quello che dovrebbe essere un periodo travagliato dell’esistenza dell’Erondar sembra invece patire una certa immobilità. Parafrasando Ian Malcom ‘E’ prevista della Ribellione in questa vostra storia della Ribellione?’. Scherzi a parte, una ribellione non è solo battaglie e azione, è anche pianificazione, sopravvivenza e fughe, con apparenti tempi morti in cui i guerriglieri devono recuperare le forze e studiare le prossime azioni. Non dimentichiamo che Vietti ed Enoch sono certosini nelle loro storie, affrontano ogni dettaglio, compresa un rispetto delle dinamiche militari, che non si estende solamente alle battaglie, ma anche al rispetto delle sue dinamiche.

A dare una spiegazione precisa di questa scelta narrativa è Luca Barbieri nel suo Cronache della Ribellione:

“Gli autori hanno voluto affrontare questa vicenda in modo realistico, senza condensare e accelerare i tempi di azione, che proprio come nella realtà, sono spesso diluiti e ricchi di pause”

All’interno di questi momenti di pausa, si inseriscono perfettamente albi come Ricercati!, in cui si può dare al lettore ulteriori dettagli di aspetti che non sono stati ancora trattati, sempre in nome di quel rispetto della struttura narrativa che è un assioma fondamentale per i due autori.

In Ricercati!, Vietti più che un narratore avrebbe dovuto essere un architetto, per riuscire a trovare la perfetta struttura che reggesse un albo così complesso. A sostenerlo in questo compito c’è la solidità dell’impianto narrativo di Dragonero, una titanica road map costruita con Enoch su cui i due autori stanno basando la propria opera nel narrare le avventure di Ina Aranill, che si tratti della serie mensile o delle sue altre declinazioni, come il recente Dragonero Senzanima: Vittime.

Questa dinamica autoriale viene nuovamente confermata in I Ricercati!, grazie alla presenza di un personaggio fondamentale: Gmor Burpen. O come lo chiama bonariamente Barbieri ‘Old Man Gmor’, appellandosi alla sua passione marveliana. Tocca all’orco, infatti, oramai anziano svelarci aspetti dei primi tempi della Ribellione, grazie ai suoi diari in cui ripercorre la sua avventurosa esistenza. Questo Gmor anziano ha ancora l’essenza dello spirito dell’orco che abbiamo sempre conosciuto, ma si percepisce anche la sua nostalgia del passato, una fatica del presente che riesce a lenire solamente rifugiandosi nei suoi ricordi

“Sono stanco del presente…Ho voglia di scrivere…i ricordi mi sono di ristoro”

E per noi lettori sono preziosi dettagli in cui ci vengono svelati aspetti dei primi tempi della Ribellione. Vietti ne approfitta per mostrarci come all’alba della Ribellione i cittadini dell’Erondar ancora faticavano a capire l’importanza della missione di Ina, oppure mostrarci i legami stretti con personaggi divenuti parte integrante della compagnia di ribelli o le sfide affrontate per trovare nuovi nascondigli per portare avanti la lotta contro il potere di Leario.

Tre ricordi e un misterioso futuro

Senza dimenticare che il vecchio Gmor non è solo preda dei suoi ricordi, ma è anche il nostro sguardo sul futuro della saga. Ruolo svolto ottimamente e con un finale a sorpresa che li lascia intendere che la Ribellione non sarà l’ultima sfida affrontata dai nostri eroi. Vietti si muove in questi diversi momenti della saga di Dragonero con passo leggero, trova il giusto modo di spostarsi da un tempo all’altro cogliendo schegge di passato che rendono ancora giustizia a un volume antologico come Ricercati!, grazie alla presenza di diversi disegnatori.

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A Cristiano Cucina spetta il compito di realizzare la cornice dell’albo, ossia ritrarre il Gmor del domani, mentre Antonella Platano, Vincenzo Riccardi e Ludovica Ceregatti firmano le tavole dei ricordi del vecchio orco. Pur avendo diversi stili all’interno di questo albo, la sensazione è quella di trovarsi sempre nello stesso universo, ma sia ha una gradevole personalizzazione dei diversi autori, che colgono ognuno aspetti diversi di Dragonero.

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Antonella Platano, nella sua storia dedicata a Ian e Briana, si affida a un racconto dinamico, in cui riesce a valorizzare l’urgenza del momento enfatizzando le pose dei personaggi, ritraendoli spesso nel mezzo di movimenti che trasmettono il senso di frenesia dell’azione. Il tutto inserito in un contesto urbano dettagliato e in cui i personaggi si muovono con naturalezza.

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Il ricordo di Gmor che lo riporta nei regni orientali è affidato a Riccardi. Nelle sue vignette si muove un Gmor massiccio ma delicato, capace di passare dalla tranquilla posa di diplomatico in cerca di sostegno a letale guerriero. Un cambiamento giocato mirabilmente nella postura del personaggio e nei tratti del volto, che consentono a Riccardi di sviluppare un racconto grafico travolgente, la cui cinetica scaturisce non solo dall’esplosiva muscolarità dei personaggi ma anche dal suo sapiente utilizzo del nero.

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Ludovica Ceregatti fa il suo esordio in Dragonero con una storia che strizza l’occhio all’horror e alla tipica esplorazione del dungeon che ogni giocatore di ruolo sogna (e poi rimpiange, di solito). La verticalità del rifugio tecnocrate scovato viene trasmessa in modo eccelso, come il senso di pericolo che si annida nelle ombre, che la Ceregatti interpreta con personalità con espressioni facciali semplici ma che veicolano la giusta emotività.

Completano il team artistico dell’albo Gianluca Pagliarani e Paolo Francescutto, come sempre impeccabili nell’offrirci una copertina che coglie lo spirito dell’albo, e Marina Sanfelice, immancabile al lettering.

Dragonero – Il Ribelle ritorna in edicola il 15 gennaio con L’inacessibile fortezza.

Dall’ombra insorgiamo. Nel silenzio colpiamo.

Dragonero – Il Ribelle: Ricercati!

Ricercati! ci mostra i primi passi della Ribellione attraverso i ricordi del Vecchio Gmor, prima di lasciar emergere una nuova minaccia per il futuro dell'Erondar. Vietti orchestra una storai di cornice in cui si inseriscono con precisioni tre ricordi dell'anziano orco, che trasmettono la difficoltà dei Ribelli nei loro primi giorni da fuorilegge.

Pro

  • Quattro storie perfettamente inserite nella continuity della saga
  • I ricordi di Gmor esplorano i primi giorni della Ribellione in modo avvincente
  • Team artistico impeccabile

Contro

  • Non pervenuti