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Dylan Dog & Vasco Rossi: Sally, recensione

Cos’hanno in comune un fumetto come Dylan Dog e la musica del più famoso rocker italiano Vasco Rossi? Tale accostamento potrebbe sollevare più di qualche dubbio, ma vi assicuriamo che turbamenti, sogni e soprattutto le emozioni, sono caratteri onnipresenti in entrambe queste produzioni che all’apparenza possono sembrare distanti. Proprio le emozioni sono le vere protagoniste di Sally, in questo primo albo di una trilogia liberamente ispirata ad alcune canzoni del cantante emiliano, per un evento destinato a rimanere per sempre nella memoria dei fan di Dylan Dog e del Blasco.

Dylan Dog e Vasco Rossi
Dylan Dog e Vasco Rossi

 

Dylan Dog & Vasco Rossi, le emozioni si incontrano

Sin dagli albori della testata, il suo ideatore e sceneggiatore della prima ora, Tiziano Sclavi, ha sempre impreziosito le storie di Dylan con centinaia di rimandi cinematografici e musicali, questi ultimi una costante, quasi a voler accompagnare la narrazione con un tipo di musica in mood, dall’opera della musica classica all’heavy metal. Perfino Dylan tenta spesso di eseguire il Trillo del Diavolo di Giuseppe Tartini col suo clarinetto… seppur con risultati assai discutibili. Ma sorvoliamo su quest’ultimo aspetto critico, per evidenziare ancora una volta come la musica abbia sempre rivestito un ruolo importante nella narrazione di Dylan Dog.

Era l’ottobre del 1996 quando in occasione dei primi dieci anni di vita editoriale di Dylan la rivista “Tutto”, un periodico musicale molto noto ai tempi, pubblicò come inserto uno speciale albetto di Dylan Dog intitolato Le vie dei colori, proprio come una delle canzoni del cantautore italiano Claudio Baglioni. Un esperimento che, per la sua singolarità e per la magnificenza delle tavole di Claudio Villa, tutt’ora resta ben impresso nella mente dei fan e dei collezionisti. E vogliamo parlare di quando Max Pezzali con gli 883 nell’album La donna il sogno & il grande incubo omaggiò nella copertina lo stesso Dylan Dog o della canzone “Ti sento vivere” dichiaratamente ispirata all’indimenticabile albo di Dylan “Il lungo addio”?

Dylan Dog e Vasco Rossi
Dylan Dog e Vasco Rossi
Dylan Dog e Vasco Rossi

Dunque, non è la prima volta che viene creata una mescolanza tra la musica italiana e il nostro fumetto preferito. Come ben saprete, la storia ha il vizio di ripetersi, e ormai prossimi a tagliare il traguardo dei 35 anni di vita editoriale, eccoci qui a parlare di questo originalissimo “incontro autoriale” tra la creatura di Sclavi e Vasco Rossi, con questo albo che prende – come accaduto nel 1996 – il nome di una canzone: Sally. Già proprio come la Sally del Blasco.

Ma chi è Sally?

Sally è una donna che “cammina per strada” una donna che non si cura di ciò che le sta intorno, perché “ha patito troppo” ed “è stata punita per una distrazione” per dirla proprio con i versi di Vasco. Il suo uomo, Marvin, l’ha lasciata, perché convinto di un suo tradimento che forse non si è mai verificato. Nonostante la sua disperazione, Sally però non prova più nulla… non prova più nessun tipo di emozione.

E chi non prova emozioni, sostanzialmente, è una persona “morta”.

Dylan Dog e Vasco Rossi

Sally, convincendosi della sua “morte”, vaga per le vie di Londra alla ricerca di aiuto e di solito chi lavora con i non-morti è proprio il nostro Dylan, anche lui in preda a una crisi di un amore finito. Anche stavolta Dylan dovrà affrontare un incubo che sembra prendere le distanze dai canonici mostri come lupi mannari, zombie e vampiri: ognuno di noi ha affrontato cocenti delusioni della vita, quasi al punto di ritrovarsi in uno stato di apatia privo di emozioni. Uno degli incubi più ricorrenti e veri della nostra esistenza. Eppure la maestria nei testi di Paola Barbato non si risparmia, regalandoci alcuni colpi di scena che rendono questa bellissima storia tutt’altro che prevedibile.

Musica e fumetto allo stato dell’arte

In via pregiudiziale, l’albo avrebbe potuto presentare delle forzature per accostarsi al noto testo della canzone di Vasco. Invece, Paola Barbato, ha il merito di aver confezionato una storia originale negli espedienti narrativi e molto fluida nella sua narrazione, con testi sempre puntuali, pungenti e toccanti. Abbiamo trovato molto interessante il concetto espanso di morte e quindi della morte delle emozioni, vero cardine dell’intera storia.

Non manca l’incubo dell’esistenza comune, ma l’albo non risparmia qualche scena puramente pulp horror delle più dark mai ammirate. Quest’ultimo un lavoro svolto sulle tavole con la massima espressione artistica del maestro del buio Corrado Roi, un artista che è sinonimo di garanzia da oltre trent’anni nella scuderia Sergio Bonelli.

Restando in osservazione dell’encomiabile lavoro svolto per questo numero speciale, per la prima volta, la serie regolare ospita nello stesso albo ben due copertine.

Una in prima di copertina eccezionalmente realizzata da Fabrizio De Tommaso (lo avevamo visto all’opera con qualcosa di molto simile nella mini serie di Dylan Dog & Morgan Lost, vi ricordate?), che prima di far gioire i lettori abituali della testata, farà felici gli estimatori di Vasco Rossi in questa notevole interpretazione. Ah, un piccolo spoiler che siamo certi non vi rovinerà l’esperienza di lettura: il Blasco lo potrete ammirare solo in copertina (e nei redazionali alla fine dell’albo, ma ci arriviamo tra poco), quindi fate sparire inutili e possibili pregiudizi su un suo intervento o anche cameo nella storia, perché tanto non è presente se non grazie agli splendidi omaggi della sua canzone omonima all’albo.

Dylan Dog e Vasco Rossi

Nella quarta di copertina capovolta, curiosamente, troviamo il canonico Gigi Cavenago, con una delle illustrazioni più belle ed evocative mai realizzate. Anche se questa tiritera l’avrete già letta nelle nostre pagine, vi assicuriamo che questo mese Cavenago si è superato, al punto che ci dispiace vederlo “relegato” in quarta di copertina, anche un po’ maltrattato dai codici a barre e dal logo dell’ottantesimo della casa editrice. Ma riesce a valorizzare una parte altrettanto importante di questo albo.

Infatti, girando l’albo di questo mese che in via eccezionale presenta ben 128 pagine (!), troviamo una sezione redazionale extra, che offre una speciale intervista di Luca Crovi a Vasco, i testi della canzone cui si ispira l’episodio, l’editoriale di Michele Masiero e uno scritto di Tiziano Sclavi e uno di Davide Bonelli. Molto ben fatti gli interventi di Crovi, Masiero e Bonelli, mentre quello di papà “Tiz” si riduce a poche righe che, con la sua nota schiettezza, ci racconta alcune curiosità personali sul rocker emiliano.

Dylan Dog e Vasco Rossi

Un albo che ci ha fatto emozionare con quelle stesse emozioni “assenti” nel corso della storia (spoiler che non è proprio uno spoiler), che ci rimarrà impresso davvero a lungo e lo rileggeremo ancora altre volte, sempre ascoltando la stessa immancabile “Sally” di Vasco come sottofondo. Avevate dubbi?

Dylan Dog #418 – Sally

Dylan Dog e Vasco Rossi è quello speciale “crossover” che non ti aspetti. Il cantautore italiano non incontra effettivamente Dylan in queste pagine, ma le due realtà autoriali si sovrappongono con una naturalezza davvero inattesa. Il merito è tutto di Paola Barbato, che non solo è riuscita ad omaggiare i versi della canzone di “Sally”, ma ci ha regalato una storia sulle emozioni con spunti che affondano le loro radici nel Dylan più classico e sclaviano che conosciamo. Le atmosfere dark sono rese ancora una volta in modo magistrale dal maestro Corrado Roi, mentre la doppia cover di Gigi Cavenago e di Fabrizio De Tommaso nella loro unicità dal punto di vista artistico e per il format utilizzato, chiudono un albo che rimarrà nella storia editoriale dell’inquilino di Craven Road.

Pro

  • Storia molto profonda che affronta il tema delle emozioni e della loro importanza nella vita;
  • Corrado Roi, Gigi Cavenago e Fabrizio De Tommaso sono un trittico artistico inarrivabile!
  • L’albo piacerà a prescindere dai gusti musicali per il cantautore italiano;

Contro

  • Peccato per la cover di Gigi Cavenago, un po’ oscurata e “messa da parte”.