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Attraverso la cecità: Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott, recensione

Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott: il graphic novel di Zoe Thorogood sulle possibilità, ma soprattutto sulla vicinanza degli altri.

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Avatar di Rossana Barbagallo

a cura di Rossana Barbagallo

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 15/08/2022 alle 11:00

In sintesi

Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott, il graphic novel di Zoe Thorogood: una lettera d'amore all'arte, al coraggio e alla solidarietà.

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  • Pro
    • - Un graphic novel intenso e poetico;
    • - Un voce sensibile e delicata sulla disabilità...
    • - ...ma anche un forte incoraggiamento a non arrendersi mai;
    • - Una lettera d'amore all'arte, al coraggio e alla solidarietà;
    • - Uno stile originale e distintivo, sottile ma "sporco" e super dettagliato
  • Contro
    • - Si può ancora migliorare sulla diversificazione dei tratti somatici dei personaggi

Il verdetto di Tom's Hardware

Zoe Thorogood debutta con Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott in maniera ineccepibile. Il graphic novel young adult edito in Italia da Feltrinelli Comics è una lettera d’amore all'arte e la creatività, ma anche alla determinazione, al coraggio, al desiderio di mettersi in gioco con gli altri, alla solidarietà. Perché la verità è che, se da soli possiamo cavarcela in qualche modo, è solo grazie a chi ci sta accanto che le nostre vite acquisiscono quel minimo di senso per essere vissute. Quello di Zoe Thorogood è un graphic novel che parla con il cuore in mano, a chiunque si sia mai trovato nello sconforto della solitudine credendo che essere soli fosse giusto e meritato; a tutti quelli che non credevano di avere più speranze; e anche a chi si trova a voler intraprendere un percorso ma si sente smarrito e impaurito, di fronte a strade che non sa come imboccare. Con il suo graphic novel young adult d'esordio, Zoe Thorogood dimostra sicuramente di possedere un tratto originale e distintivo. Le sue tavole sono popolate di innumerevoli dettagli, il suo è uno stile dalle linee sottili e precise ma "sporco" di tanti piccoli particolari che riempiono ogni spazio dando l'idea di un mondo che colma lo sguardo, tutto da osservare e scoprire. È anche attraverso questo che Thorogood comunica la sua poetica: quella delle molteplici e inaspettate esperienze che possono essere fatte nella nostra vita se accettiamo con coraggio di aprirci al mondo e alle sue diversità. Un'idea comunicata anche grazie alla raffigurazione di una città ricca e diversificata, dove convivono i tipi umani più disparati e gli spazi vengono riempiti da tutto ciò che questa umanità in fermento ha da offrire.

Informazioni sul prodotto

Vi siete mai chiesti cosa fareste se il destino vi portasse alla perdita, ad esempio, di un arto? Se la domanda risulta un po’ spiazzante, è perché probabilmente riflettere su un evento tanto radicale non è semplice e per la maggior parte della nostra esistenza tendiamo a non sfiorare minimamente l’argomento (anche in una sorta di istinto scaramantico). Il graphic novel young adult Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott, di Zoe Thorogood, ci mette però di fronte a una simile eventualità, a un cambiamento tanto drastico e definitivo da cambiare totalmente la nostra esistenza, inducendoci a modificare non solo le nostre abitudini, ma anche la nostra visione del mondo. “Visione” che nel caso di questo racconto così intenso non potrà più avvenire per mezzo degli occhi: la protagonista, Billie, perde infatti gradualmente l’uso della vista. Cosa fare, dunque?

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Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott

Billie è un’artista. Dipinge, costantemente barricata nella sua stanza, in un appartamento che condivide con dei ragazzi che non sanno nemmeno quale sia il suo aspetto. Dipingere è la sua passione e il suo lavoro e, quando le viene offerta l’opportunità di esporre le proprie opere presso una prestigiosa galleria, si impegna giorno dopo giorno a produrre le dieci opere richieste. Senza successo. Decide dunque di mettere per un attimo da parte i suoi timori verso il mondo esterno ed esce finalmente di casa, cercando nella città e nelle persone che la popolano l’ispirazione per i suoi dipinti.

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Durante il suo girovagare assiste però a un furto e i due malviventi che ne sono autori la aggrediscono violentemente, colpendola al viso. Billie si risveglia il giorno dopo con la vista invasa da tante piccole macchie scure e, solo molti giorni dopo, attraverso una visita medica, scopre la terribile verità: i suoi occhi sono stati compromessi irrimediabilmente e perderà gradualmente la vista nel giro di poco tempo. Billie prende allora una decisione importante: lascia la sua casa per andare ovunque la porti il primo treno disponibile e ritrarre le dieci persone più interessanti che incrocerà sul suo cammino. Un cammino in cui Billie Scott incontrerà gli individui più disparati e, nel suo percorso verso la cecità, vedrà finalmente la bellezza del mondo nelle persone che lo compongono.

Intenso, poetico, meraviglioso

Zoe Thorogood debutta con Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott in maniera ineccepibile. Il graphic novel young adult edito in Italia da Feltrinelli Comics è una lettera d’amore all'arte e la creatività, ma anche alla determinazione, al coraggio, al desiderio di mettersi in gioco con gli altri, alla solidarietà. Perché la verità è che, se da soli possiamo cavarcela in qualche modo, è solo grazie a chi ci sta accanto che le nostre vite acquisiscono quel minimo di senso per essere vissute. Quello di Zoe Thorogood è un graphic novel che parla con il cuore in mano, a chiunque si sia mai trovato nello sconforto della solitudine credendo che essere soli fosse giusto e meritato; a tutti quelli che non credevano di avere più speranze; e anche a chi si trova a voler intraprendere un percorso ma si sente smarrito e impaurito, di fronte a strade che non sa come imboccare.

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Perché prima di ogni cosa, Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott è infatti un graphic novel sulle possibilità. Billie non ha amici, ha tagliato i ponti con la sua famiglia e si è rinchiusa in una stanza cercando di produrre ciò che le riesce meglio: arte. Tuttavia non riesce, procrastina, non si concentra come dovrebbe, ma soprattutto non cerca ispirazioni altrove, fuori dalle sue quattro mura e dalla sua comfort zone. È solo quando capisce che sta per perdere lo strumento che più è utile a un pittore – gli occhi – che realizza quanto il tempo a sua disposizione sia prezioso: ogni minuto che passa può fare la differenza, per vivere, fare nuove esperienze, ascoltare le storie degli altri e creare, fare qualcosa che possa riempire i piccoli vuoti nel mondo con la sua arte. Le macchioline scure che inizia a percepire nel suo campo visivo, sempre più abbondanti man mano che il tempo passa, potrebbero rappresentare anche questo: piccoli buchi neri che, riempiendo il suo campo visivo di un buio totale, le danno tuttavia la possibilità di colmare i vuoti con qualcosa di bello.

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Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott è anche sicuramente una voce delicata e sensibile sulla disabilità (Billie perde la vista, ma sul suo cammino incontra anche Cook, un uomo rimasto senza un braccio che ha perso la possibilità di essere uno scrittore). Ma non solo. È un abbraccio sincero, un incoraggiamento poetico, a tutte quelle persone che hanno perso qualcosa in senso lato. Non solo fisicamente, quindi: chi ha perso un affetto, chi tutti i soldi che possedeva, chi si è lasciato sfuggire importanti occasioni. È una voce amica che ci dice di non buttare via il nostro tempo cercando risposte che probabilmente non arriveranno mai, ma di non fermarsi mai, di cercare sempre nuove possibilità, nei nostri talenti e soprattutto nella vicinanza degli altri. Una frase pronunciata proprio da Cook a Billie potrebbe riassumere la forza emotiva di questo meraviglioso graphic novel:

Non hai bisogno che ti dica quanto è crudele il mondo e quanto può essere avvilente la vita di tutti i giorni. Ma se tu, attraversandolo e creando qualcosa di nuovo, non importano le circostanze, aggiungi alla realtà qualcosa che prima non c’era... questo è incredibile. Questo è potente.

Originale, ma si può ancora migliorare

Con il suo graphic novel young adult d'esordio, Zoe Thorogood dimostra sicuramente di possedere un tratto originale e distintivo. Le sue tavole sono popolate di innumerevoli dettagli, il suo è uno stile dalle linee sottili e precise ma "sporco" di tanti piccoli particolari che riempiono ogni spazio dando l'idea di un mondo che colma lo sguardo, tutto da osservare e scoprire. È anche attraverso questo che Thorogood comunica la sua poetica: quella delle molteplici e inaspettate esperienze che possono essere fatte nella nostra vita se accettiamo con coraggio di aprirci al mondo e alle sue diversità. Un'idea comunicata anche grazie alla raffigurazione di una città ricca e diversificata, dove convivono i tipi umani più disparati e gli spazi vengono riempiti da tutto ciò che questa umanità in fermento ha da offrire.

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Anche nel rappresentare le figure umane l'autrice di Gli Ultimi Giorni di Luce di Billie Scott firma i suoi personaggi con il suo stile originale: slanciate, longilinee, raffigurate da look distintivi che contribuiscono all'ottima caratterizzazione narrativa, anche grazie alle pagine dello sketchbook di Billie su cui abbozza i ritratti che produrrà. Quello su cui Thorogood risulta forse ancora acerba è la realizzazione dei volti, che spesso appaiono molto simili tra loro: originale, dunque, ma non troppo quando si tratta di diversificare i tratti somatici dei personaggi (salvo in alcuni rari casi). La sua è però un'estetica curata e sicuramente da coltivare, visibile anche nella scelta di utilizzare la bicromia per le sue tavole, unitamente a un unico colore diverso ogni volta, a riempire man mano i dettagli dei vari capitoli: giallo senape, corallo, acquamarina, turchese, che non impattano in maniera aggressiva sulle illustrazioni, ma ne accentuano la vitalità.

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