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Intervista a Carlotta Scalabrini, autrice del graphic novel Il cerchio magico

Dopo aver recensito il graphic novel Il cerchio magico, abbiamo deciso di approfondire con l’autrice Carlotta Scalabrini diversi aspetti e curiosità legati non solo all’elaborazione e stesura di questa storia, ma anche di tutto il mondo che sta dietro al tema di ansie e paure, a prescindere dall’età della persona che vive queste situazioni. Nella nostra intervista, abbiamo esplorato così non solo argomenti dedicati al graphic novel dell’autrice, ma anche aspetti legati alla sua vita personale, i suoi sogni e le sue ambizioni. Scopriamo insieme cosa ci ha raccontato.

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Da dove è arrivata l’ispirazione per raccontare una storia dal tema così delicato, quanto importante?

L’ispirazione è arrivata dalla voglia di condividere una parte di me, avevo bisogno di esternare un’esperienza vissuta in prima persona. Mi sono chiesta: “Un problema può trasformarsi in un punto di forza?” e poi ancora: “In che modo un disagio che ho provato può aiutare qualcuno a sentirsi meno solo/a?”

Pensi ci siano ancora oggi tabù e paure per affrontare a viso aperto questo argomento, specie quando riguarda i più piccoli?

Penso che solo recentemente si stia andando verso una consapevolezza e una comprensione maggiori. Sto notando finalmente che sui social c’è una particolare sensibilità nei confronti della salute mentale e di questo sono molto contenta! Confido nel fatto che ci sia sempre più informazione in futuro.

Che ruolo ha giocato la tua esperienza personale nell’elaborazione di questa storia? Hai mai sofferto di ansia e paure simili alla protagonista? Se sì, come le combattevi?

Convivo con gli attacchi di panico e l’ansia da quando ero piccolissima, fin da bambina. Sono stata in terapia, ho visto dottori e le ho provate un po’ tutte, ma nel corso degli anni, sono arrivata a dirmi: “Io sono fatta così, ci devo convivere!”. Mi identificavo con le mie paure, i miei pensieri, la mia mente. La cosa assurda è che ho capito solo ora che non è così. Qualche mese fa, con una consapevolezza nuova, sono tornata in terapia, sto approfondendo studi di crescita spirituale e personale, sto scoprendo la mia autenticità. Insomma ci sto lavorando. Il Cerchio Magico è come se fosse una parte di questo processo.

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Nel libro illustri in maniera dettagliata alcuni “incantesimi” che i lettori possono imparare: qual è il più potente incantesimo che tu abbia imparato dalla vita, e quello che devi ancora imparare?

L’incantesimo più importante è sicuramente quello “anti – vittima”! Quando ci capita qualcosa di spiacevole non ha nessun senso accusare il colpo passivamente e lamentarsi, ma è importante capire che quella cosa è preziosa per la nostra evoluzione, è un insegnamento. Invece un incantesimo che mi piacerebbe imparare è quello che fa sparire la paura di volare. Vorrei tanto andare in Giappone ma le infinite ore di volo mi bloccano totalmente. Non vedo l’ora di essere una strega esperta per poter fare questa magia!

Quanto impatto pensi possa avere questo libro anche su un pubblico adulto? Può diventare un’occasione utile di riflessione anche per “i più grandi”?

Lo spero! Mia madre lo ha letto e mi ha detto: “Ora ho capito cosa provavi!”. Chissà, magari anche altri genitori che leggeranno la storia si sentiranno più connessi ai loro figli e figlie. Spero che anche chi è più grande potrà riconoscersi nel personaggio di Olivia e provare empatia.

Parliamo di te: come sei arrivata a questo importante traguardo?

Il mio sogno è sempre stato quello di pubblicare libri, avevo tante idee nel cassetto. L’incontro con Bao Publishing è avvenuto su Instagram, seguivo già il loro lavoro da tanto tempo, ero e sono tuttora una lettrice accanita delle loro pubblicazioni. Poi un giorno hanno iniziato a seguirmi e a apprezzare le mie illustrazioni. Ho sentito che non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione! Così ho sviluppato l’idea del libro, l’ho presentato a Caterina (l’editrice, ndr) in fiera a Lucca. Un mese dopo avevo il contratto. Credo che sia stata l’occasione perfetta al momento giusto.

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Come è stato esordire con un graphic novel? Pensi di dedicarti nuovamente a lavori di questo tipo?

È stato tutto molto naturale, senza sforzo. Ovviamente i momenti di difficoltà ci sono stati eccome durante la stesura del libro, però ho amato tutte le fasi di lavoro: dallo storyboard alla colorazione, mi sono divertita un sacco! Sono già al lavoro sull’idea del prossimo, ancora top secret!

Per chiudere, un consiglio da dare a coloro che vogliono fare esperienza nel tuo settore artistico…

Per chi vuole intraprendere questa strada credo che sia fondamentale un’esperienza di formazione (una scuola, un corso, un workshop e così via) non tanto per imparare la tecnica, ma più che altro per creare contatti e scambi utili, oltre ad aprire le porte di un mondo che è meraviglioso ma molto intricato. C’è bisogno della guida e dell’esperienza di chi ci è già in mezzo per capire come funziona.

… e uno per coloro che “semplicemente” vogliono creare il proprio “cerchio magico”.

A chi invece vuole evocare il proprio Cerchio Magico consiglio di guardarsi dentro, trovare quel puntino di luce che serve per allinearsi al proprio scopo di vita. Un cerchio magico inizia con un viaggio interiore e non finisce mai.