Libri e Fumetti

L’industria dei comics nel 2020 fra pandemia, videogiochi e cinecomics

Come è stato il 2020 dell’industria dei comics?

Rispondendo a bruciapelo a questa domanda verrebbe da dire un disastro. La pandemia infatti ha colpito duramente la filiera dei comics che di suo ha saputo parecchi scossoni fra cui l’epoca abbandono da parte di DC dello storico distributore, ex-monopolista, Diamond Comics Distributors optando, in piena prima ondata di pandemia, adottare un modello di business diverso con altri partner distributivi e senza bloccare le uscite fisiche e digitali.

Ma non i numeri del 2020 sorprendentemente rivelano che l’industria dei comics, data per l’ennesima volta per spacciata, ha trovato nuove e improbabili risorse per rialzarsi

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L’industria dei comics – estinzione da pandemia rimandata

Dopo il lockdown di marzo e aprile, la pandemia sembrava aver inferto un colpo mortale alle fumetterie americane ma alle indubbie difficoltà riscontrate in quei mesi hanno fatto seguito una incredibile rinascita.

Molti negozianti infatti confermano che a partire da maggio l’afflusso dei clienti è stato regolare e progressivamente sempre più in crescita. Pur non avendo potuto raggiungere i livelli degli anni precedenti però il volume di affari è stato cospicuo: si sono comprati fumetti, tanti fumetti.

Perché?

Uno degli aspetti più interessanti, e che non mancherà di generare polemiche e riflessioni, è stato indicato da molti rivenditori nell’assenza di fiere e convention che hanno “distratto” di meno i lettori e hanno fatto risparmiare loro somme importanti che si sono ritrovati a spendere, dopo molti anni, esclusivamente o quasi nelle fumetterie.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello legato al tempo libero a disposizione. Il lockdown ha costretto molte persone a rimettere mano alle proprie collezioni e, non appena i negozi hanno riaperto, sono corsi non solo ad acquistare le nuove uscite ma anche arretrati e volumi.

Interessantissimi sono in questo senso i numeri snocciolati dal noto analista John Jackson Miller (Comichron) che, prendendo come fonte i dati forniti da Diamond Comics Distributors, ha individuato un balzo del materiale distribuito da 5.9 milioni di marzo ai 7 circa fra settembre ottobre.

Questo significa che le fumetterie americane sono state letteralmente invase di merce. Il paragone di Miller è audace ma suggestivo: le fumetterie e gli albi mensili costituito per l’industria dei comics l’equivalente degli abbonamenti delle piattaforme streaming.

Si tratta cioè di un introito “sicuro e stabile” che mese dopo mese permette all’industria stessa di avere una base solida sia come utenza che commercialmente. L’analista parla di “servizio streaming spillato” ma sarà proprio così? e soprattutto questo paragone non cozza con l’emorragia di nuovi lettori e l’aumento di prezzo incontrollabile degli albi?

L’industria dei comics – videogiochi e cinecomics stanno finalmente facendo effetto?

Questo 2020 sembra inoltre aver smosso l’industria dei comics in relazione alle sue eterogenee ramificazione multimediali. Negli ultimi anni infatti una delle critiche più aspre da parte di tutti gli addetti ai lavori, ma anche da una parte di lettori, è stata quella legata al fallimento da parte di cinecomics, serie TV e videogiochi di portare nuovi lettori in fumetteria.

Ma a quanto pare non è più così.

Secondo molti rivenditori finalmente tutti gli altri media in cui compaiono i personaggi Marvel o DC stanno finalmente portando clienti in fumetteria seppur alla ricerca di specifici albi o volumi. Molti hanno citato il lancio di Miles Morales per Playstation 5 che ha portato una impennato delle ricerche della sua prima apparizione in Ultimate Fallout #4.

Molti rivenditori indicano come, finalmente dopo anni, ogni nuovo annuncio e l’arrivo di nuovi personaggi sul grande o piccolo schermo corrisponde a nuovi clienti che cercano informazioni su quei personaggi mentre vecchi lettori ci tuffino negli arretrati che stanno beneficiando di una notevole rivalutazione. Albi che un mese prima erano prezzati $ 0.25 di colpo sono passati a $ 5!

Ma qual è davvero lo stato dell’arte dell’industria?

Dopo anni molti rivenditori hanno un zoccolo duro di clienti felici di poter leggere buone storie. La qualità rimane infatti il fattore imprescindibile per delle buone vendite. Viene citato il caso di Immortal Hulk che mese dopo mese si è dimostrato una delle migliori serie Marvel degli ultimi 20 anni alimentando un circolo virtuoso di vendite, ordini, ristampe e ricerca degli arretrati.

Le case editrici inoltre, sempre secondo i rivenditori, stanno imparando nuovamente a creare hype per le loro storie senza ricorrere più a scappatoie come copertine variant e strilli sensazionalistici. Si cita per esempio l’esordio di Punchline in Batman #89 che ha generato curiosità e vivo interesse alzando la vendita di tutti gli albi batmaniani successivi.

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