Libri e Fumetti

L’istituto: la recensione del nuovo romanzo di Stephen King


L’Istituto
Genere
Thriller
Autore
Stephen King
Editore
Sperling & Kupfer
Collana
Pandora

Spesso si fa riferimento a Stephen King come il Re dell’Incubo, facendo appello a quella che è, onestamente, la sua principale ispirazione. Tuttavia, il romanziere americano ha saputo anche andare oltre questo limite spesso imposto dai fan e dalla critica, avventurandosi in contesti più leggeri, ma non per questo meno appassionati o tesi. È il caso de L’Istituto, ultimo libro di King che, dopo una serie di romanzi scritti in collaborazione con altri autori, torna in libreria con un appassionante one man show.

E lo fa, per l’appunto, abbandonando quello che è il suo tema per antonomasia, preferendo una storia virata maggiormente alla fantascienza, con una strizzatina d’occhio a spunti narrativi più vicini a recenti produzioni seriali, ma riuscendo comunque a mantenersi su una linea narrativa che sia autonoma, originale. Ma da King non ci si poteva aspettare certo di meno!

L’Istituto, segreti e poteri

Tim Jamieson è un uomo in crisi. Un divorzio alle spalle, la propria carriera di poliziotto bruscamente interrotta, è in cerca di una nuova vita. Intenzionato a raggiungere in autostop New York, per una serie di coincidenze, Tim finisce per fermardi a DuPoint, cittadina sperduta, in cui trova un primo impiego come guardia notturna, entrando in confidenza con le forze dell’ordine e venendo considerato come un possibile nuovo agente.

Ma in questa sua ritrovata stabilità sta per abbattersi la verità di uno dei segreti più inquietanti: L’Istituto.

L’Istituto è un compound segreto, nascosto tra i fitti boschi del Maine,  in cui giovani dotati vengono rinchiusi per sfruttare al meglio capacità extrasensoriali quali telecinesi (TK) e telepatia (TP). All’interno di questa struttura, i ragazzi sono sottoposti ad una dura disciplina, esperimenti al limite della resistenza umana e una serie di inquietanti incarichi, il tutto dietro la scusa di una necessità per un bene superiore.

l'istituto

Tutto sembra scorrere secondo i piani sino a quando non entra Lucas Luke Ellis. Il ragazzino è un vero genio, una mente brillante che sembra destinato, secondo i suoi insegnanti, a diventare una delle grandi menti del futuro dell’umanità. Mentre Luke, a soli dodici anni, deve decidere in quale prestigioso college iscriversi, con il MIT come scelta assicurata, finisce nel radar dell’Istituto, che a conoscenza di altre sue doti meno evidenti lo vede come un’aggiunta essenziale al proprio gruppo di giovani dotati.

L’arrivo di Luke, però, porta ad uno sconvolgimento dell’equilibrio delle forze all’interno dell’Istituto. Affidato alla direzione dell’algida signora Sigsby e con la supervisione per la sicurezza del misterioso Stackhouse, l’Istituto ha sempre saputo come gestire i propri affari, senza far mai trapelare la propria esistenza.

Ma cosa accadrebbe se un ragazzino riuscisse ad evadere e a voler rivelare la verità?

L’Istituto, King torna al paranormale

L’Istituto non è il classico libro di King. Le atmosfere horror più vicine ai lettori duri e pure del romanziere non sono presenti in L’Istituto, che si basa più su una storia fantascientifica e paranormale. A voler essere lievemente maligni, si potrebbe vedere in questo romanzo una forte attinenza alle recenti suggestioni televisive (Stranger Things in primis), a cui King pare essersi ispirato non poco.

Tuttavia, non va dimenticato che, nonostante questa assonanza, in L’Istituto sono presenti tematiche e dettagli già utilizzati da King in passato. Non è certo una novità, nella produzione kinghiana, la presenza di poteri paranormali, che sono stati alla base di celebri opere dello scrittore come L’incendiaria o Shining. La bravura di King è il sapere miscelare idee non proprio innovative con la sua capacità di creare personaggi che siano vividi e credibili, la vera ossatura della trama.

Soprattutto, King sa come costruire un’avventura che abbia come protagonisti dei ragazzini. Tralasciando il più noto gruppo di protagonisti creati da King, i Perdenti di IT, sono numerosi i romanzi dello scrittore in cui almeno un elemento centrale della storia contempi un adolescente, da L’ombra dello Scorpione a Il Talismano. L’elemento avventuroso ha un sapore diverso per gli adolescenti, lo vivono con un’intensità particolare, ma è la loro mente, ancora priva di alcuni blocchi della maturità, ad essere più predisposta ad accettare delle realtà incredibili per adulti. King è sempre impeccabile nel creare una sorta di contrasto tra le aperture mentali dei suoi giovani protagonisti e le più scettiche e chiuse concezioni del mondo dei personaggi più maturi, spesso alleati inconsapevoli delle forze oscure, o dei nemici silenziosi, all’opera,

Anche in L’Istituto viene ribadita questa capacità di King. A creare uno stacco, soprattutto emotivo, è il rapporto di incredibile separazione tra i giovani detenuti e i carcerieri, adulti che sembrano, nel migliore dei casi, provare un distacco emotivo verso queste cavie, ma con alcune personalità decisamente sadiche che sembrano al contrario godere della propria autorità. King è attento a come sviluppare le dinamiche interne dell’Istituto, usando i diversi attori di quest’avventura in modo consono e senza mai forzarli, scegliendo come evolvere i diversi animi e arrivando a situazioni che, all’interno dell’economia della storia, siano pienamente credibili.

IT Stephen King film

Su tutto, il solito talento di King per i dialoghi. Se è vero che lo scrittore sa come avvinghiare il lettore con descrizioni lievi e coinvolgenti, è tramite un attento utilizzo dei dialoghi che riesce a dare ai propri personaggi la necessaria umanità per farli sentire vicini a chi legge le loro avventure. Gli scambi tra i ragazzini sono ben immaginati, nascondono paura e spavalderia dell’adolescenza, con un pizzico di emotività che non priva questa esperienza traumatica di tocchi delicati come piccole gelosie o prime pulsioni sentimentali.

Tratto distintivo di King è il saper dosare bene la presenza dei propri personaggi. Se in prima battura L’Istituto sembra voler presentare due protagonsti, Tim Jamieson e Luke Ellis, diventa chiaro come il primo sia una figura che è stata inserita in apertura per creare una curiosità nel lettore, una sensazione che aumenta man mano che l’avventura vera e propria, la fuga di Luke, prende vita. I rapidi cambi di prospettiva imposti da King sono sempre ragionati, inseriti al momento giusto per tenere il lettore sulla graticola al punto giusto.

Conclusioni

L’Istituto ha un pregio, che ritorna spesso nelle opere kinghiane: il dubbio. Verso il finale del volume, quando vengono dette tutte le verità fino a quel momento solo immaginate, si arriva ad una consapevolezza condivisa tra personaggi e lettori che pur arrivando a un lieto fine non può far a meno di instillare una lieve inquietudine.

Ma parlando di King è ovvio che non possa tutto finire in modo tranquillo. L’Istituto, nonostante uno o due passaggi particolarmente esagerati, rimane un’ottima lettura, che ancora una volta dimostra che nella mente di Stephen King ci sono ancora storie che vanno assolutamente raccontate.

L’Istituto

È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre.


Verdetto

L'Istituto segna il ritorno di King, con una storia di poteri paranormali e giovani eroi. Pur avendo degli echi di alcune delle più recenti serie TV, la narrativa di King si conferma in grado di offrire personaggi vividi e appassionanti, con un finale tutt'altro che scontato

Pro

- Personaggi appassionanti e vitali
- Ritmo narrativo perfetto
- Dialoghi impeccabili

Contro

- Si sente l'influenza delle nuove serie TV
- Alcune scene sono troppo esagerate