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Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale, recensione di un incontro tra le stelle


Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale
Genere
Fantascienza
Autore
Bepi Vigna, Sergio Giardo, Romina Denti
Editore
Sergio Bonelli Editore
Collana
Nathan Never

Il fumetto fantascientifico italiano ha dal 1991 un volto preciso: Nathan Never. Nato dalla fantasia di Bepi Vigna, Michele Medda e Antonio Serra, l’Agente Speciale Alfa da trent’anni ogni mese porta in edicola la fantascienza, affrontando ogni declinazione del genere. Tratto distintivo della serie è l’aver mantenuto sempre un approccio ‘futuribile’, dandoci la sensazione che il mondo del domani letto negli albi possa divenire realtà. Nathan era quindi il personaggio ideale, all’interno della scuderia Bonelli, per farci vivere un’esperienza unica, ossia l’incontro con un vero cosmonauta, Luca Parmitano. Un evento che diventa il fulcro di Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale.

L’avventura dell’esplorazione spaziale in un volume da collezione

Realizzato in collaborazione con ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e ESA (European Space Agency), Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale non è solo una bella storia di fantascienza a fumetti, ma è anche l’occasione per conoscere meglio una figura importante del nostro panorama scientifico, guida ideale per condurci tra le stelle. L’Italia ha un ruolo attivo ed importante all’interno degli esperimenti condotti in ambito spaziale, possiamo vantare delle eccellenze in questo settore, ma spesso questi orgogli nazionali sono dimenticati, o soggetti a fugaci attenzioni. Ad onore del vero ci sono divulgatori e giornalisti che si impegnano per mantenere viva la curiosità verso questo mondo, come Emilio Cozzi (giustamente ‘presente’ in questo albo), ma non è mai abbastanza.

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Può, dunque, un fumetto riuscire a smuovere qualcosa? Interrogativo interessante. Di sicuro, ogni mezzo è utile per portare all’attenzione dei lettori aspetti scientifici rilevanti, magari facendo leva proprio su una passione come la fantascienza, che tanto deve a scienziati e pionieri come Luca Parmitano. Un’intenzione lodevole che ben si concilia con il ruolo che il medium fumetto può assumere anche come strumento formativo e divulgativo, seguendo strade già battute in passato da personalità come Enzo Biagi con una bellissima Storia d’Italia a fumetti.

Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale si presenta come un modo avvincente e bene strutturato per raccontare ai lettori del personaggio di casa Bonelli l’avventura spaziale italiana. A ben vedere, la storia firmata da Bepi Vigna si propone come racconto fantascientifico ‘aperto’, rivolto anche a chi non ha dimistichezza con l’Agente Alfa, grazie ad una trama libera da marcati richiami alla continuity della serie di Nathan Never, che permette di gustarsi una storia di fantascienza stand alone.

Nathan Never incontra Luca Parmitano

Fare incontrare Nathan Never, uomo del futuro, con il nostro Luca Parmitano non era certo facile, ma Vigna ha trovato il modo, appellandosi ad un classico della fantascienza.

Durante il volo di collaudo di una navetta sperimentale dotato di un propulsore di nuova concezione, la Conestoga, Nathan Never viene assegnato come responsabile della sicurezza, per garantire che il volo inaugurale dell’astronave non abbia problemi. A causa di un malfunzionamento, la Conestoga si ritrova sbalzata nel 2019, con seri problemi ai sistemi che mettono a rischio il suo ritorno nel giusto tempo.

L’equipaggio dell’astronave, dopo avere intercettato le trasmissioni radio provenienti dalla Terra, si avvicina al nostro pianeta, cercando aiuto. Un sostegno che diventa possibile quando Nathan si presenta agli occupanti della Stazione Spaziale Internazionale, dopo un primo contatto con Luca Parmitano, durante una sua attività extra-veicolare.

Gli esperimenti condotti a bordo della I.S.S. consentono a Parmitano di aiutare Nathan nella riparazione dei danni, consentendo alla Conestoga di tornare al giusto tempo.

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Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale ha una sensibilità particolare. Andando oltre l’espediente narrativo dell’incontro tra Nathan e Parmitano, il merito della storia di Vigna è l’avere trovato un giusto carattere emotivo che ci avvicini alla figura dell’astronauta italiano. L’apertura sulla sua infanzia, un piccolo sognatore che vuole conoscere le stelle, è emozionante, lo ritrae con semplicità, creando una base emozioale che viene rinforzata dalle tavole successive, in cui il ragazzino che guardava le stelle ora è divenuto l’uomo che dalle stelle osserva il suo pianeta.

La storia di Vigna funziona perché, pur offrendo riferimenti scientifici reali dell’operato a bordo della I.S.S., i personaggi sono presentati come esploratori, uomini e donne spinti dalla passione e dalla curiosità, animati dall’entusiasmo di scoprire cosa ci sia ‘oltre’. Parmitano, il vero protagonista di questo albo, è presentato come figura magnetica, in un perfetto equilibrio tra scienziato e sognatore, capace di emozionarsi per una vista del proprio pianeta dallo spazio e pronto ad affrontare nuovi esperimenti.

A dare manforte a Vigna ci sono i disegni di Sergio Giardo. Giardo, copertinista ufficiale della serie mensili di Nathan Never, è uno dei nomi più apprezzati del team artistico delle avventure dell’Agente Alfa, merito soprattutto del modo sempre garbato ma elegante con cui valorizza le emozioni dei personaggi. In Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale questa sua dote è uno dei punti forti della bellezza dell’albo, grazie alla cura di dettagli come lo sguardo di Parmitano, che mantiene la sua  curiosità sia che lo si ritragga da bambino che da uomo adulto.

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Ma la mano di Giardo si presta a realizzare anche tavole mozzafiato, con viste del nostro pianeta incredibili e ricostruzione degli ambienti che passano dal realistico della I.S.S. sino all’avveniristico della Conestoga. Il lavoro di Giardo viene esaltato dall’ottima colorazione di Romina Denti, spettacolare nel riprodurre l’effetto dell’illuminazione del nostro pianeta visto dallo spazio e attenta nel creare contrasti cromatici che valorizzino il contesto spaziale e fantascientifico della storia.

Perché leggere Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale

Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale, oltre ad essere una bella lettura fumettistica, è interessante per il ricco materiale di approfondimento, che presenta la missione Beyond svolta da Parmitano e spiega con semplicità ma efficacemente cosa sono ESI ed ESA. Soprattutto, in Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale è pubblicata una bella intervista Luca Parmitano, dove l’astronauta ci porta in un viaggio all’interno della sua carriera, affrontando sia passioni personali che aspetti del suo ruolo di scienziato.

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Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale è disponibile in due versioni.

La prima, presentato in occasione della scorsa edizione di Lucca Comics & Games, è un elegante volume cartonato, le cui dimensioni generose consentono di godere al meglio dell’ottimo lavoro di Sergio Giardo e Romina Denti.

L’edizione da edicola uscita in questi giorni, nel tipico formato bonelliano, contiene gli stessi contenuti, con una piccola integrazione all’intervista a Parmitano, effettuato al suo rientro dalla I.S.S. a fine febbraio.

Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale, a prescindere dall’edizione in cui viene letto, rimane un ottimo prodotto editoriale, capace di unire all’intrattenimento anche un elemento divulgativo che stuzzica la curiosità dei lettori.

Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale

Mentre Nathan Never è imbarcato sulla Conestoga, impegnato con i primi test sulla propulsione a curvatura, l’astronave viene investita da una “stringa di energia” e l’Agente speciale Alfa si ritrova catapultato nel Sistema solare del XXI secolo. Nella nostra epoca, lo attende un incontro straordinario: quello con l’astronauta Luca Parmitano e i suoi colleghi della Stazione Spaziale Internazionale. Un evento speciale, realizzato da Sergio Bonelli Editore in collaborazione con ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ed ESA (European Space Agency). L’eroe simbolo dei fumetti di fantascienza in Italia e il primo comandante italiano della Stazione Spaziale Internazionale: Nathan Never e Luca Parmitano. Una storia a fumetti tutta a colori, accompagnata da ricchi contenuti extra, dedicati alla lavorazione del volume e agli esperimenti italiani in programma nel corso della missione Beyond, oltre a un’intervista a Luca Parmitano.


Verdetto

Nathan Never: Stazione Spaziale Internazionale è un volume da collezione in cui l'Agente Speciale Alfa incontra il nostro astronauta Luca Parmitano. Una bella storia di fantascienza accompagnata da contenuti extra che raccontano l'avventura spaziale italiana

Pro

- Storia appassionante
- I disegni di Giardo sono uno spettacolo
- I colori di Romina Denti sono stupendi
- Contenuti extra ben realizzati

Contro

- L'edizione da edicola sacrifica la bellezza delle tavole