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Samuel Stern: un nuovo incubo, inizia la nuova avventura di Bug Comics!

L’esordio di una nuova serie a fumetti è sempre un’ottima notizia. Nei prossimi giorni a tentare questa avventura sarà Samuel Stern, collana mensile edita da Bug Comics, che tenta un’impresa non da poco: conquistare le edicole. In un periodo anche i principali attori del mondo del fumetto seriale stanno cercando una nuova dimensione nel circuito delle fumetterie e delle librerie, Bug Comics sceglie invece di partire alla conquista di quell’ambiente in cui i fumetti seriali hanno costruito la propria storia, l’edicola, per l’appunto. Scelta coraggiosa, ma che sin dalla prima presentazione di Samuel Stern ha mostrato di avere alle spalle una buona preparazione.

Samuel Stern, come riscrivere un classico dell’horror

La possessione demoniaca non è un tema facile da gestire, né particolarmente originale, basterebbe ricordare Outcast di Robert Kirkman. Ma a volte la vera forza di un progetto non è offrire uno spunto totalmente originale, quando partire da un terreno noto al lettore e presentarlo sotto una luce nuova. Samuel Stern sceglie di prendere questo classico dell’immaginario horror e rielaborarlo, portandolo ad una concezione diversa, più moderna.

Nell’idea di Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro, la possessione non è più solamente una questione sovrannaturale, ma diventa una forma di credibile debolezza dell’anima umana, che diventa più soggetta all’ingerenza di forze oscure quanto più va in affanno, lasciandosi scivolare verso il baratro. La gestione della possessione, in Samuel Stern, ha un tocco originale che la rende fresca, appassionante, grazie a questa componete estremamente umana. La presenza demoniaca non è più un atto violento di una forza esterna come accade tradizionalmente, ma è una conseguenza delle scelte, anche inconsce, dell’individuo.

In Samuel Stern, si parla di predisposizione, esiste una potenzialità alla possessione in ogni persona, ma sono le azioni, fisiche e morali, che portano alla creazione di crepe dell’anima in cui l’Ombra può trovare un comodo riparo e prosperare. È una concezione che avvicina il lettore al contesto, perché gli autori non presentano personaggi banalmente cattivi, ma uomini veri che affrontano durezze quotidiane, vittime dei propri limiti e della propria inerzia. Si tratta di una vicinanza al lettore che può riconoscere elementi di vita quotidiana, rendendo gli attori di Samuel Stern ancora più vividi.

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Da questa impostazione caratteriale della serie,  si può sviluppare una narrazione che non rende l’elemento horror il fulcro della vita dei personaggi, ma che riporta l’aspetto interiore dei protagonisti al centro della vicenda. Per riuscire a sconfiggere il demone di turno, infatti, a Samuel Stern non basta il classico esorcismo, ma si rende necessario un percorso preliminare che concilia investigazione e psicologia. Samuel deve comprendere l’elemento scatenante della possessione, ne esplora la sfera emotiva e cerca di arrivare alla radice del dramma interiore.

Non è un caso che la serie sia ambientata in una città come Edimburgo. La città scozzese ha una propria dimensione urbana in cui un’anima antica permane nella modernità attuale, riscontrabile in elementi architettonici che vengono riprodotti anche nell’albo. Contestualizzare anche da un punto di vista geografico la storia non è un dettaglio da poco, scegliere una città come Edimburgo, ricca di luoghi che si prestano ad una storia paranormale, dona ulteriore concretezza alla figura di Samuel, diventando potenzialmente una silente, ma onnipresente protagonista.

Samuel Stern: la vita segreta di un librario

Samuel Stern è un libraio di Edimburgo. La sua libreria si concentra principalmente su testi poco noti, all’interno dei quali figurano anche tomi che trattano di rituali oscuri. Per Samuel si tratta di ferri del mestiere, considerato che è un esorcista. Questa sua seconda professione viene supportata da un prete, padre Duncan, che si avvale della sua competenza per combattere le possessioni in cui si imbatte.

Inizialmente coinvolto da padre Duncan per dare un supporto ad un vecchio amico in difficoltà, Samuel conosce la piccola Mary. Figlia del suo amico Robert, Mary sembra una bambina serena, nonostante una famiglia in crisi, con un padre disoccupato alcolista e una madre che sente sempre più la pressione di una vita in caduta libera. A richiedere l’intervento di Samuel Stern nel suo ruolo di esorcista è la scoperta, da piccoli ma inquietanti segnali, che qualcosa non è propriamente regolare nella piccola.

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Da qui inizia una narrazione che unisce le suggestioni horror ad un ritmo da detective story, con Samuel e padre Duncan impegnati ad analizzare un ambiente familiare infelice, passo dopo passo, affrontando anche la comprensibile incredulità della donna di casa. Il tutto in un crescendo emotivo che coniuga paranormale e quotidianità, sino ad un epilogo liberatorio.

L’irreale nel reale

Il primo numero di Samuel Stern, Un nuovo incubo, deve ovviamente esser un capitolo introduttivo. Si deve quindi trasmettere al lettore l’ambientazione, dare grossomodo l’idea di cosa aspettarsi dalla lettura della serie, offrendo sufficienti spunti per stuzzicare la curiosità senza esporsi troppo. È un gioco degli equilibri che la serie, in questo primo albo, padroneggia bene, creando quella voglia di andare oltre, di leggerne ancora.

Ed è un traguardo aggiunto grazie ad una buona gestione della figura del protagonista, che non viene sovraesposto, ma compare nei giusti spazi narrativi, facendo agire con la giusta tempistica anche gli altri personaggi. Samuel Stern ci viene presentato dandoci sufficienti elementi per comprenderne il potenziale. Si menzionano un passato complicato, una figura a lui cara da cui è stato costretto a separarsi, lo vediamo muoversi con una certa padronanza anche in situazioni umanamente inconcepibili, percependone la determinazione e la forza interiore. Si vede, insomma, che dietro il suo sguardo c’è una storia da scoprire, ma soprattutto che c’è un interessante percorso che lo attende in futuro.

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A Luigi Formisano va reso il merito di avere interpretato magnificamente il necessario contrasto tra la normalità e il paranormale. In Samuel Stern le due componenti non sono così lontane, come detto, ma si intersecano in modo naturale. Formisano riesce a mantenere questa essenza della serie, realizzando tavole dei momenti focali di questa compenetrazione che conciliano un’apparente normalità con un elemento dissonante che ci ricorda come qualcosa stia per esplodere. Anche nei momenti di piena manifestazione della possessione, si costruisce una narrazione visiva in cui il passaggio dalla ormai labile normalità alla follia viene reso con la giusta tensione giocando benissimo sull’impatto visivo che viene presentato al lettore.

Un convincente primo passo

Un nuovo incubo ha tutti gli elementi che si richiedono ad un primo numero per motivarne l’acquisto. Samuel Stern ha compiuto un primo passo coraggioso, sceglie di mettersi in gioco su un terreno, l’edicola, che oggigiorno è quanto mai un vero campo di battaglia, tra chiusure e difficoltà varie. La mia speranza è che le buone impressioni di questo primo numero trovino una costante conferma numero dopo numero, facendosi forti di un personaggio con un ottimo potenziale al centro di una storia che, dietro la maschera dell’horror, parla di noi, della nostra lotta intima quotidiana ricordandoci che cedere, spesso, è una decisione che prendiamo quando ci arrendiamo. Dovesse mai capitarci, avere al fianco Samuel Stern non sarebbe una brutta idea!