Giochi in scatola

STAR WARS: orlo esterno – recensione


Star Wars: orlo esterno
Autore
Corey Konieczka e Tony Fanchi
Editore
Fantasy Flight Games
N° Giocatori
1-4
Età consigliata
14+
Durata Media
120-180

STAR WARS: orlo esterno è un gioco da tavolo ambientato – ovviamente – nel prolifico universo di Star Wars dove i giocatori saranno chiamati ad interpretare la “feccia dell’universo”, o quantomeno i soggetti meno affidabili della famosa galassia lontana lontana. In STAR WARS: orlo esterno i giocatori assumeranno il ruolo di (famosi) mercenari e cacciatori di taglie, saliranno sul proprio Rigger G9 o sull’astrocaccia G-1A e dovranno guadagnare “reputazione” a spese degli avversari.

Un universo di intrighi e “lavori”

In che modo è possibile guadagnare reputazione? Durante il proprio turno ciascun giocatore può comprare merci o accettare “lavori” sui vari pianeti dell’orlo esterno progressivamente visitati (Anello di Kafrene, Takodama, Mon Calamari etc). Nel corso della partita alle prime consegne di merce illegale o catture di pericolosi criminali subentreranno sempre più possibilità di imbarcarsi in imprese leggendarie (come il lavoro “La rotta di Kessel”) o contrabbandare beni preziosi (come una “Armatura Mandaloriana”) in barba alle astronavi che pattugliano la galassia.

Il canone di Star Wars

STAR WARS: orlo esterno è un titolo scritto apposta per i fan di Guerre Stellari. Ogni dettaglio del gioco è curato con maniacale attenzione e i personaggi mossi dai giocatori, le sfide e le avventure che dovranno superare fanno riferimento al “canone” della famosa saga fatta di film, fumetti e versione animate. I giocatori assumeranno pertanto il ruolo di giovani Han Solo, Lando Carlissian o Boba Fett, per citare i più famosi, e si troveranno sparare un colpo di blaster a Greedo (magari “per primi”), perdere reputazione contro gli Hutt, contrabbandare Cristalli di Coassio, barattare lo Slave I, fuggire dalle pattuglie imperiali o iniziare una “Partita Leggendaria a Sabbaq”. Insomma tutto il gioco permette di rivivere, in modo simile a quanto potrebbe fare un gioco di ruolo, l’universo di Guerre Stellari.

Un titolo per tutti?

La lettura del manuale di regole (una quindicina di pagine) scorre tutto sommato più rapidamente di quello che ci si potrebbe aspettare. I turni di gioco sono divisi in tre “passi” durante le quali i giocatori potranno svolgere diverse azioni. Dopo un paio di giri i turni cominciano ad essere eseguiti rapidamente anche se all’inizio la grande quantità di carte attivabili e dettagli da guardare (plancia del giocatore, scheda del personaggio, plancia della nave, “lavori” e incarichi in corso come da Carta Banca dati ricevuta, e tutto questo davanti a ciascun giocatore), potrà risultare difficoltosa da gestire. In effetti solo al mercato le possibili azioni di acquisto (una per turno) sono ben sei: i crediti insomma avranno sempre qualcosa di interessante in cui essere investiti. Ogni acquisto occupa un posto preciso nelle plance del giocatore e potrà essere successivamente barattato per far posto ad un nuovo componente, membro dell’equipaggio, carta Taglia o arma personale. Le opzioni strategiche sono numerose cosi come le carte da leggere affinché non si rischi di perdere qualche “occasione” di fare crediti o di guadagnare reputazione.

Analisi-paralisi e altre frivolezze

STAR WARS: orlo esterno potrebbe costringere ad una lunga attesa fra un turno e l’altro soprattutto se seduti attorno al tavolo ci sono amici “scacchisti” o troppo precisi, desiderosi di leggere tutte le carte sul tabellone. I tempi morti si riducono dopo qualche partita o in tre giocatori, la variante che sembra la migliore fra bilanciamento, interazione e durata del gioco. Il titolo potrebbe inoltre risultare ulteriormente lento a chi non ama i giochi con componente narrativa. Le carte pescate e i lavori svolti andrebbero “letti” ad alta voce. I giocatori devono quindi essere interessati (e sono incoraggiati) a seguire gli sviluppi narrativi, gli scontri a fuoco degli avversari, gli imbrogli perpetrati, se vogliono apprezzare appieno l’atmosfera di questo titolo. Nel gioco i dadi vengono tirati abbastanza spesso ma la sorte non riveste un ruolo particolarmente ingombrante dato che può essere “calmierata” acquistando potenziamenti e acquisendo nuovi membri dell’equipaggio.

Sull’ orlo esterno c’e’ spazio per tutti

Ma l’orlo esterno quanto è vasto? Abbastanza per incrociarsi abbastanza spesso, sembrerebbe. Eppure, nonostante questo, l’interazione fra i giocatori non è particolarmente elevata. I giocatori possono attaccarsi e rubarsi gli equipaggi (in caso di una taglia sulla testa di qualcuno) o scambiare merci e lavori sui pianeti che condividono. Il manuale delle regole suggerisce anche di “scambiarsi Crediti e Promesse” anche se le vere occasioni di alleanza, confronto o scontro non sono molte e, in presenza di giocatori “conservativi” o poco aggressivi, saranno praticamente nulle. Il gioco fila liscio senza bisogno di pestare (o farsi pestare) i piedi dagli altri. STAR WARS: orlo esterno prevede anche una variante di gioco in solitario con una AI “card driven” che decide le mosse di un giocatore “bot”.

Cacciatori di taglie cacciati

Ogni giocatore possiede anche una board in cui segnalare i propri rapporti diplomatici con quattro fazioni (Hutt, Sindacato, Imperiale e Ribelle): evitare le pattuglie di queste fazioni è importante per non perdere tempo prezioso. L’impressione è che, nonostante le pattuglie si spostino di pianeta in pianeta ogni turno, sia abbastanza semplice gestirle e avere la meglio su questi nemici.

Pazienza e costanza

Sono necessarie un paio di partire per ingranare davvero con STAR WARS: orlo esterno. Se i giocatori avranno pazienza e costanza il titolo comincerà bene presto a dare grandi soddisfazioni. È necessario sapere, che per quanto un giocatore possa essere esperto e attento, sarà molto probabile che nella prima partita commetterà delle sviste o dei piccoli errori. I designer sembrano averlo previsto tanto che c’è persino una sezione dedicata alle “Regole Frequentemente Trascurate”. Dopo la prima partita sarebbe inoltre necessario leggere nel dettaglio il “Compendio delle Regole” in puro stile Fantasy Flight, un secondo manuale di venti pagine dove tutte le regole e relative eccezioni sono indicizzate.

Materiali

I materiali sono ottimi: i tabelloni e le plance in cartoncino spesso hanno un design chiaro e intuitivo. La scelta di un tabellone di gioco “ad arco” e modulare non sembra avere alcuna funzione particolare se non aggiungere originalità al modo in cui il tavolo viene apparecchiato. In effetti il setting del gioco occupa molto spazio e sarà meglio tenerne conto e scegliere il posto appropriato dove giocare. Le carte telate sono impreziosite da illustrazioni di buona fattura, create per simulare le immagini dei film. Apprezzabile la scelta di non inserire le foto dei film ma di ri-disegnare in modo realistico gli eventuali dettagli dei volti, delle armi e degli equipaggiamenti. Componenti e token(s) sono numerosi e ben fatti. Nel gioco non sono presenti miniature in plastica e questo potrà sorprendere qualcuno: gli otto personaggi base avrebbero meritato una miniatura (anche un mezzobusto) ad hoc.

Cura del dettaglio per l’edizione italiana

Il manuale delle regole è ben tradotto e non presenza refusi. Lo stesso può esser detto per il testo sulle carte la cui lettura, anche delle parti narrative, scorre piacevolmente. Per comprendere le regole e il lessico specifico del gioco basta una lettura approfondita del Compendio delle Regole e l’umiltà di consultarlo almeno una decina di volte durante una partita.

Gioco indicato per

STAR WARS: orlo esterno è un gioco pensato in particolare per i fan di Guerre Stellari e dedicato a quei giocatori esperti che pur amando gli american-style game non apprezzano l’interazione diretta. È un gioco in cui gli aspetti narrativi necessitano la giusta dedizione, una opportuna colonna sonora e un gruppo affiatato.

Conclusioni

STAR WARS: orlo esterno è un titolo interessante e piacevole che fa dello storytelling relativo all’universo di Star Wars il suo punto di forza. Le meccaniche non risultano particolarmente originali né ispirate ma nel complesso funzionano bene. Purtroppo l’iterazione fra i giocatori (tipica in un gioco american-style) non è particolarmente elevata e la presenza di molto testo scritto sulle carte potrà dare un senso di smarrimento ad un giocatore alle prime armi (e dilatare di conseguenza i turni). STAR WARS: orlo esterno necessita di qualche partita e di una lettura attenta delle opzioni del regolamento per poter essere giocato in modo corretto e soddisfacente. È un titolo che occuperà tranquillamente l’intera serata ma che difficilmente supererà le tre ore.

Star Wars: orlo esterno

STAR WARS: orlo esterno, è la localizzazione in italiano di Outer Rim, gioco della Fantasy Flight Games del 2019 ambientato nell’universo di Star Wars. Si tratta di un titolo fortemente tematico, american-style del duo autoriale Corey Konieczka e Tony Fanchi.


Verdetto

STAR WARS: orlo esterno è un titolo american-style “atipico” in cui il peso della fortuna è ridotto e l’interazione fra i giocatori bassa. La quantità di informazioni presenti sul tavolo da gioco potrebbe rallentare i turni più di quanto previsto, soprattutto durante le prime partite. Il gioco ha un forte gusto “narrativo” e tematico e permette di immergersi efficacemente nel mondo di guerre stellari. Le meccaniche usate sono molto semplici: pick-up e deliver, trading, dadi etc e si contrappongo ai dettagli presenti nelle carte da gioco e alle numerose scelte strategiche che un giocatore può fare ad ogni turno.

Pro

- Ambientazione sentita e profonda
- Materiali di elevata qualità
- Ottima traduzione italiana

Contro

- Tempi di attesa fra un turno e l’altro elevati
- Pattuglie delle fazioni facilmente aggirabili e comunque non incisive