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Star Wars: storia del mito della galassia lontana, lontana

Non esiste persona al mondo che non abbia in qualche misura incontrato sulla propria strada Star Wars. Come diceva scherzosamente un personaggio di How I met your mother, le uniche persone che non hanno visto Star Wars sono i protagonisti, perché loro hanno vissuto Star Wars. Affermazione iperbolica, ma che ben si concilia con un fenomeno culturale che dalla fine degli anni ’70 ad oggi ha influenzato in modo costante la nostra quotidianità. Ma come è nato il mito di Star Wars?

La nascita di Star Wars

A creare Star Wars è stato George Lucas, questo lo sanno tutti, ma pochi sanno che in realtà il primo pensiero di Lucas era di realizzare una trasposizione cinematografica del suo personaggio preferito del mondo dei comics: Flash Gordon. Dopo aver presentato a Cannes L’uomo che fuggì dal futuro, Lucas su avvicinato dalla United Artist, che gli propose di finanziare il suo progetto.

Lucas decise, insieme al produttore Gary Kurtz, di acquistare i diritti del personaggio, ma dovette scontrarsi con l’invadenza dei detentori dei diritti sulle decisioni future e un costo che lievitava oltre ogni aspettativa.

“In quel periodo ero ossessionato dall’idea di girare il remake della serie televisiva di Flash Gordon, ma non riuscii ad entrare in possesso dei diritti del personaggio. Feci qualche ricerca e scoprii che alla base della storia di Alex Raymond c’erano le opere di Edgar Rice Burroughs, in particolare la saga letteraria di John Carter di Marte. Continuando a scavare, scoprii che anche Jules Verne aveva progettato, senza mai riuscire a realizzarla, una storia in cui un eroe avrebbe dovuto lottare contro creature dello spazio. “

Naufragato questo progetto, Lucas aveva ancora il suo accordo con la United Artist: la regia di due film. Il primo fu American Graffiti, il secondo avrebbe dovuto essere un film di fantascienza, a cui era stato dato il titolo di lavorazione provvisorio di The Star Wars.

Come raccontò anni dopo lo stesso Lucas:

“Avevo in mente Star Wars ancora prima di iniziare il mio ultimo film, American Graffiti, e non appena lo terminai, mi misi subito a scrivere Star Wars, nel gennaio 1973. Ad esser onesti, scrissi ben quattro diversi screenplay per Star Wars, cercando i giusti ingredienti, personaggi e storia. Star Wars è sempre stata ciò che potremmo definire come una buona idea alla ricerca di una storia”

Lucas iniziò a lavorare alla stesura del soggetto per il secondo film ad inizio 1973. The Journal of the Whills vedeva un giovane protagonista, C.J Thorpe, diventare allievo del maestro Jedi-Bendu Mace Windy; la storia era particolarmente complessa e lo stesso Lucas non era convinto del suo lavoro.

una nuova speranza

Il regista non si scoraggiò, ma decise di prendere la struttura narrativa de La fortezza nascosta di Kurosawa e adattarla ad un’ambientazione fantascientifica. La storia vedeva un perfido generale, al soldo del malvagio Impero, rapire una principessa ribelle, dando il via ad una missione di salvataggio. L’idea fu sottoposta, per motivi contrattuali, prima alla United Artist e poi alla Universal Pictures, che rifiutarono entrambe per il budget richiesto, troppo alto per esser accordato da un regista emergente.

Chi invece diede fiducia a Lucas fu la 20th Century Fox. Uno dei produttori, Alan Ladd Jr. era rimasto colpito dal lavoro di Lucas con L’uomo che fuggì dal futuro e American Graffiti, e volle puntare su questa nuova idea. Nel settembre 1973 a Lucas venne confermata la fiducia della major e si iniziò a scrivere la prima sceneggiatura di Star Wars.

La prima forma di sceneggiatura di Star Wars si vide nel maggio del 1974, in cui comparvero elementi che poi sarebbero divenuti parti integranti del mito, come i Sith, la Morte Nera ed un protagonista giovane, inizialmente chiamato Annikin Starkiller. Questa prima stesura venne rielaborata lungo tutto il 1974, fino ad una seconda versione datata gennaio 1975, in cui vennero apportati grandi cambiamenti.

Il protagonista divenne un giovane contadino di nome Luke, mentre Annikin divenne il padre di Luke e un cavalieri Jedi. Il generale cattivo, Dart Fener, assunse un ruolo più importante nella storia, divenendo l’antagonista principale. In questa fase venne inserito il concetto della Forza, come elemento mistico che conferisce poteri straordinari. Non ancora convinto, Lucas mise nuovamente mano alla sua sceneggiatura per la prima parte del 1975.

La nascita di Luke Skywalker

Ad agosto di quell’anno la storia era nuovamente cambiata. Annikin venne eliminato, per esser sostiutto dalla figura del mentore di Luke, Ben Kenobi, eroe Jedi amico del padre del giovane protagonista. Fu in questa fare che Lucas mise dei paletti anche a quelli che sarebbero divenuti gli elementi essenziali della storia.

“Quando scrissi la sceneggiatura avevo già pensato al passato di tutti i personaggi, per capirne le origini. Era necessario sapere da dove venissero tutti questi personaggi, come si sarebbero incrociati e quale fosse la loro storia. Creai delle brevi bozze con tutti questi dettagli, ma non avevo la minima idea di realizzarne un film, era semplicemente un breve storia di background su chi fossero stati i Jedi, cos’era la Repubblica e quale fosse il legame tra Obi-Wan e Vader”

Il titolo provvisorio di queste sceneggiature era Adventures of Luke Starkiller, as taken from the Journal of the Whills, Saga I: The Star Wars. Già in questa fase si può notare come Lucas avesse ipotizzato di realizzare una narrazione più ampia che non si limitasse ad una sola pellicola. Lucas sottoscrisse in accordo con la 20th Century Fox che gli garantisse i diritti per due sequel, che avrebbero coperto il periodo di addestramento di Luke come Jedi, a patto che il primo capitolo della sua saga si rivelasse vincente.

Per non perdere tempo, Lucas coinvolse Alan Dean Foster, a cui diede il compito di scrivere due romanzi che raccontassero gli eventi successivi al primo film. L’idea era di avere già materiale pronto in caso si fosse dovuto lavorare ai sequel di Star Wars.

Il 1976 fu un anno critico per Star Wars. Lucas continuava a scontarsi con la dirigenza della 20th Century Fox, tra liti per il budget e dubbi sul successo del film. Lucas lavorò sotto costante tensione, continuando a togliere elementi dalla trama, sperando di poterli in seguito recuperare per altri capitoli del suo progetto, trasformando il primo episodio della sua saga in una storia autoconclusiva, inserendo la distruzione della Morte Nera come simbolo del crollo dell’Impero. Vennero anche cambiati il cognome del protagonista, considerato poco eroico e troppo violento, che divenne Skywalker, ed il titolo del film, che venne ridotto al semplice Star Wars.

In mezzo a tutte queste traversie, si arrivò al 22 marzo 1976, quando iniziarono le riprese di Star Wars, che debuttò nei cinema americani il 25 maggio 1977.

Il primo capitolo della saga, Star Wars: Una nuova Speranza dovette scontrarsi anzitutto con la poca fiducia di coloro che ci lavorarono.

Alec Guinness, interprete di Obi-Wan, considerò inizialmente il film come ‘una favoletta da spazzatura’, eppure gli venne raddoppiato l’ingaggio pur di averlo nel cast. Ben presto l’attore inglese comprese le potenzialità di Star Wars, al punto che concordò con Lucas l’anticipo di parte del budget per la produzione in cambio del 2% dei proventi del film. Scelta che gli garantì una vecchiaia priva di pensieri, anche se ebbe parole contrastanti sul film, al punto che soffrì molto di esser associato da parte di giovani spettatori solamente al personaggio di Obi Wan, ultima maschera indossata al termine di una lunga carriera (Lawrence d’Arabia, Il dottor Zivago, Il ponte sul fiume Kwai).

Ma non fu il solo. Inizialmente, gran parte della troupe era convinto che si stesse girando un film per bambini. Kenny Baker (R2-D2) temeva che fosse un fallimento, Harrison Ford (Han Solo) criticò spesso i dialoghi, costringendo anche Lucas a provare in prima persona le battute dei dialoghi.

episodio 4 2

Per arrivare al termine dei lavori su Star Wars, Lucas affrontò un vero calvario. Schivo ed introverso di natura, si chiuse ancora in più sé stesso, divenendo anche bersaglio di battute da parte della troupe, che ne derideva l’aspetto depresso. La pressione per la lavorazione di Star Wars causò a Luca un incerto, al seguito del quale gli furono diagnosticati ipertensione ed esaurimento nervoso.

Tuttavia, giunto in sala Star Wars si rivelò un successo incredibile, al punto che Lucas fu subito incalzato per un sequel

“Quando all’uscita il primo film si rivelò un successo mi dissi ‘Ehi ho l’opportunità di fare altri due film’. Tutti mi chiedevano che altro avrei fatto e io rispondevo ‘ Diamine, potrei fare anche queste storie del passato dei personaggi, sarebbe interessante’. Fu lì che nacque l’idea di partire dal quarto capitolo, perché mi dissi che da quelle backstory avrei potuto trarre anche tre film. Quando il film ebbe successo, concretizzai qusta idea. Ma poi il pubblico cominciò a chiedere se avrei mai fatto dei sequel, e mi dissi ‘Cavolo, i sequel, potrei fare dei sequel e raccontare cosa succede dopo!’. MA all’epoca era una riflessione, non avevo ancora una storia né una sceneggiatura pronta’

La Trilogia di Star Wars

Dopo il successo del primo film, Lucas vide in Guerre Stellari il primo capitolo di una storia più ampia. Il regista rinuncio all’idea di utilizzare le storie create da Alan Dean Foster per i potenziali seguiti (divenuti poi il romanzo La gemma di Kaiburr). Lucas iniziò a riscrivere la sua idea per dare vita ad un ciclo di dodici episodi, che condividessero l’ambientazione ma in cui i protagonisti fossero sempre diversi.

Sull’onda di questa idea, Lucas decise di lavorare a Guerre Stellari II, chiedendo il supporto della scrittrice Leigh Brackett. I loro sforzi diedero vita ad una prima sceneggiatura, battezzata L’Impero colpisce ancora. A febbraio 1978, la Leigh consegnò a Lucas la prima bozza della storia; Lucas avrebbe voluto mettere mano a molti aspetti del lavoro di Leigh, ma la scrittrice morì di cancro prima di poter lavorare alla storia. Lucas decise allora di scrivere da solo la trama, e in seguito rivelò che la scrittura della storia del secondo capitolo della sua saga fu meno impegnativa e gravosa di quella del primo episodio.

ep 5

In questa fase, L’Impero colpisce ancora assume il titolo di Episodio V, e vengono inseriti i dettagli che hanno reso questo capitolo centrale per l’intera saga. Fu in questa occasione che venne deciso di rinominare il primo film Episodio IV -Una nuova speranza, trasformando Star Wars (o Guerre Stellari) nel titolo che identificasse l’intera saga. Lucas chiese a Lawrence Kasdan, reduce del completamento della sceneggiature de I Predatori dell’arca perduta, di revisionare la trama de L’Impero colpisce ancora, con il sostegno del regista Irvin Kerhsner. Il film assunse un tono più adulto e maturo. Le riprese iniziarono nel marzo 1979 e il film raggiunse i cinema il 17 maggio 1980.

Lavorare a L’Impero colpisce ancora fu nuovamente fonte di grande stress per Lucas. Il peso di tener fede alle aspettative dei fan e di rispettare la propria idea portò a Lucas ad attraversare un momento particolarmente duro anche sul piano personale, incrinando il proprio matrimonio. Fu allora che Lucas decise di rinunciare alla propria idea di una serie di dodici film, decidendo di chiudere la storia di Star Wars con l’ultimo capitolo della trilogia.

A febbraio 1981 Lucas ultimò una prima stesura della sceneggiatura. Gran pare del materiale iniziale era stato utilizzato in L’Impero colpisce ancora, lasciando solo il confronto finale tra Luke e Darth Vader come punto catartico della pellicola. Intenzionato ad arrivare quanto prima alla fine di questa trilogia, Lucas decise di recuperare parti delle precedenti pellicole, come la Morte Nera.

ep VI 2

Conscio dell’assenza di spessore nella trama, il regista decise di colmare le lacune nei tempi narrativi introducendo la sottotrama della liberazione di Ian e la presenza degli Ewoks. Inizialmente, Lucas avrebbe voluto introdurre uno scontro tra Palpatine e Darth Vader, con in palio Luke; in un secondo momento, Lucas decise di umanizzare il più possibile Vader, avvicinandolo nuovamente ad una visione più positiva e di redenzione, aiutato anche dal supporto di Kasdam. Alla regia venne messo Richard Marquand, il che lasciava Lucas in condizione di poter curare a dovere l’aspetto artistico della pellicola, garantendone un’aderenza non solo narrativa ma anche stilistica. Nel 1983 venne completata la lavorazione del terzo capitolo della saga, intitolandolo Il ritorno dello Jedi, e la data di uscita prevista venne anticipata di due giorni, portando nelle sale cinematografiche Il ritorno dello Jedi il 25 maggio 1983, ad esattamente sei anni dall’uscita di Star Wars.

Conclusa la trilogia, Lucas era deciso a non proseguire il suo corso con Star Wars, che gli era costato il divorzio e una grossa parte delle proprie fortune personali. Stressato e disilluso, Lucas decise di cancellare ogni progetto in merito, almeno sino a quando, negli anni ’90, Star Wars ottenne un nuovo successo, grazie alla creazione dell’Universo Espanso, dove le storie di Star Wars continuarono su romanzi, fumetti e videogiochi.

La Trilogia Prequel

La presenza di questo fandom in costante espansione, spinse Lucas a rivalutare le proprie idee e nel 1993 decise di tornare al lavoro sulla propria creatura, riesumando l’idea dei prequel. Dopo aver pensato di incentrare la storia su un giovane Obi-Wan, Lucas alla fine decise trasformare la nuova storia, nuovamente divisa in trilogia, nella storia del passato di Anakin Skywalker, il Jedi che sarebbe divenuto Darth Vader. Per dare sostanza al passato tragico ed epico del personaggio, si decise di tornare all’infanzia del personaggio. Gli studi preparatori per i personaggi effettuati da Lucas ai tempi del primo Star Wars erano focalizzati sugli anni immediatamente precedenti agli eventi raccontati in Una nuova speranza, rendendo necessario creare dall’inizio il passato dei protagonisti della serie. Nel realizzare questo passaggio, Lucas stava ufficialmente rendendo Star Wars una saga.

Ad inizio 1994, la prima sceneggiatura del nuovo film, provvisoriamente intitolato Episode I: the Beginning, primo capitolo di una nuova trilogia che Lucas, in un primo momento, erano deciso di girare in un’unica sessione, salvo poi cambiare idea quando Lucas capì che scrivere le sceneggiature e girare i film erano due attività inconciliabili.  Al centro del primo film, ci sarebbe dovuto essere il momento in cui Anakin Skywalker sarebbe entrato nell’ordine Jedi, primo passo di una storia sull’ascesa e caduta di un uomo buono, tendenzialmente innocente, che viene corrotto. Le riprese del film iniziarono nel 26 giugno 1997 e Episodio I: La minaccia fantasma raggiunse le sale cinematografiche nel marzo 1999.

ep III

Lucas annunciò che avrebbe diretto anche i due successivi capitoli della storia. Per Episodio II, Lucas si affidò all’aiuto dello sceneggiatore Jonathan Hales, reduce dalla sceneggiatura della serie Le avventure del giovane Indiana Jones. Rifacendosi ai commenti fatti nel primo Star Wars in merito alla Guerra dei Cloni, Lucas rende questo conflitto che aveva unito Obi-Wan e Anakin Skywalker come uno dei momenti fondamentali della nuova trilogia, riscrivendone le caratteristiche per adattarlo al nuovo corso della saga. Iniziate le riprese nel giugno 200, Episodio II: L’attacco dei cloni fu ultimato in tempo per raggiungere le sale americane il 16 maggio 2002

Lucas si ritrovò a dovere completare il tassello fondamentale della nuova trilogia, il legame finale con le storie già raccontante nella prime trilogia. Per l’ansia, Lucas iniziò a lavorare al capitolo finale delle nuova trilogia ancora prima dell’uscita di Episodio II. Per sviluppare le guerre dei Cloni mostrandone il momento peggiore, Lucas chiese al suo reparto artistico di creare nuovi pianeti, che sarebbero poi divenuti teatro del momento del crollo della Repubblica e della fine dell’ordine dei Jedi. Poco prima dell’inizio delle riprese, nella primavera 2003, Lucas decise di cambiare l’incipit del film (con il rapimento di Palpatine) e a metà delle riprese cambiò il motivo della caduta di Anakin Skywalker, identificandolo con la voglia di salvare la vita di Padme, arrivando anche a rigirare intere scene nel 2004, poco prima dell’uscita in sala.

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L’era Disney e i nuovi film

Ma anche la nuova trilogia fu, per Lucas, fonte di amarezza. Le critiche al suo nuovo ritratto della galassia di Star Wars e la furia con cui il fandom criticò le nuove versioni dei vecchi film per il circuito home video portarono nuovamente Lucas a meditare di abbandonare la propria creatura, definitivamente. Nell’ottobre 2012, a sorpresa, venne annunciato che Disney aveva acquistato la LucasFilms, con tutti i suoi diritti ; in breve, Disney annunciò che la saga si sarebbe arricchita di nuovi film, tra seguiti dei precedenti film e nuove produzioni che andassero ad arricchire il mito di Star Wars.

In questa nuova fase, sono nati Il risveglio della Forza, Gli ultimi Jedi e L’ascesa di Skywlaker, oltre alle pellicole legate alla serie A Star Wars Story (come Rogue One e Solo) e alle future serie TV, che andranno ad esplorare aspetti sinora meno noti dell’universo di Star Wars.

Le ispirazioni di Star Wars

“Leggevo molta fantascienza da ragazzino, ma anziché leggere autori tecnicamente autorevoli e di fantascienza hard come Asimov, preferivo Harry Harrison, che mostrava una fantascienza più fantastica e a volte surreale. Sono cresciuto con questi esempi. Star Wars è un mosaico di questa influenze, mai mescolate in una storia in precedenza, mai giunte prima al cinema. A quello, si unirono influenze western, mitologia e la mia passione per i film sui samurai. Si tratta di un insieme di elementi che assieme coesistono magnificamente”

Lucas riassume così le suggestioni che lo hanno guidato alla creazione di Star Wars. Da sempre, Star Wars è stato catalogato come fantascienza, ma la presenza di elementi magici e di archetipi narrativi del fantasy rendono difficile la catalogazione della saga in modo netto. Il confronto principale con cui Star Wars dovette cimentarsi era con le due grandi saghe fantascientifiche della letteratura: il Ciclo delle Fondazioni di Asimov e il Ciclo di Dune di Herbert.

Dalla prima Lucas mutuò l’importanza della figura dei robot e la strutturazione di un forte impianto burocratico, identificato con il pianeta-città Coruscant, che ricorda la capitale dell’impero galattico di Asimov, Trantor. Da Dune sono mutati gli elementi più spirituali e ‘magici’, come Tatooine, ispirato al desertico Arrakis, o la presenza di una casta di magici guerrieri, i Jedi, ispirati alla figura delle streghe Bene Gesserit.

coruscant

Lucas oltre alle letture adolescenziali, fu influenzato molto anche dai lavori dello studioso Joseph Campbell, in particolare il saggio L’eroe dei mille volti, in cui veniva elaborato il mito del viaggio dell’eroe, così comune a diverse mitologie. Specialmente nella prima trilogia, i dogmi elaborati nel saggio di Campbell risultano presenti in modo evidente, dal richiamo all’avventura di Luke al percorso iniziatico, con lo scontro finale contro la nemesi.

Lucas inserì all’interno di Star Wars anche riferimenti alla politica americana del periodo, in particolare alla politica di Nixon e alla sua gestione della guerra in Vietnam, una visione che Lucas sviluppò ai tempi in cui lavorò ad Apocalypse Now.

Oltre Star Wars: l’Universo Espanso

Dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi, Lucas decise di abbandonare l’idea di altri film, male storie dei personaggi continuarono su altri media, come romanzi e fumetti. Le nuove avventure dei personaggi. Rifacendoci ai primi fumetti Marvel del 1977 sino al 2014, anno in cui con la nuova gestione Disney venne introdotto il Canon.

L’universo espanso, per anni, ha raccontato storie che andavano dai primi anni della Vecchia Repubblica sino a un centinaio d’anni dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi. Quando la Marvel perse i diritti sulla pubblicazione dei fumetti di Star Wars, Dark Horse Comics continuò a pubblicare le nuove storie, con la presenza di Lucas come produttore esecutivo o addirittura come consigliere per sviluppi di trame e la creazione di nuovi personaggi. L’unico limite imposto da Lucas in tal senso, di non trattare gli eventi precedenti alla Battaglia di Yavin, che il creatore della saga avrebbe voluto sviluppare in un’eventuale trilogia prequel, consentendo, per il resto, totale libertà creativa, al punto che fu consentito di far morire personaggi importanti della saga.

L’Universo Espanso, con l’avvento del Canon, è stato ribattezzato Legends, rendendo queste storie una sorta di ‘what if…?’ in Star Wars.

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Star Wars: il Canon e le nuove storie

Con l’acquisizione di LucasFilms  e di Star Wars da parte di Disney, il colosso dell’entertainment decise di mettere mano alla fragile continuity di Star Wars, che mostrava delle discrepanze tra i film e le varie opere collegate. In quest’ottica, sono stati considerati come fondamenta del Canon i sei film e la serie televisiva The Clone Wars.

All’interno del Canon, sono inseriti anche nuovi romanzi che espandono l’universo di Star Wars anche seguendo le linee narrative imposte dai nuovi film, oltre ai fumetti, nuovamente a marchio Marvel, che raccontano gli eventi intercorsi tra i diversi film.

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Se siete appassionati di Star Wars e non volete perdervi nell’immensa galassia creata da George Lucas, il consiglio è di recuperare l’Atlante Galattico!