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Torna: l’anima dei segreti

Se è vero che non si giudica un libro dalla copertina, diverso è il discorso quando si tratta dell’incipit di una storia. Grandi nomi della letteratura mondiale hanno saputo cogliere l’attenzione del pubblico sin dalle prime parole dei propri capolavori, che si trattasse di presentarci Ismaele o portarci su un ramo del lago di Como, lasciando emergere quelli che sarebbero poi divenuti i tratti essenziali della propria narrativa. Una capacità che appartiene anche a Nate Powell, cartoonist americano autore di Torna, graphic novel graffiante e coinvolgente pubblicato da BAO Publishing, che accoglie i lettori con un interrogativo che sembra stridere con il raccontare una storia: sai mantenere un segreto?

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Dietro la verità percepita socialmente si annidano spesso i segreti intimi di persone comuni, intrappolate tra la maschera del quieto vivere e la ricerca di una propria serenità che sembra cozzare con la dimensione sociale in cui si vive. Una visione che Powell condivide con altri autori contemporanei, che hanno dato vita a un ritratto sociale dell’America contemporanea, declinandola in altre chiavi fumettistiche, ma sempre preservandone lo spirito critico, da Undiscovered Country ad American Monster e Redneck. Powell non si limita a ritrarre questo America sconosciuta, ma la rende il teatro di una vicenda umana profonda e angosciosa, un’odissea interiore che si appella a una visione del misterioso intima e angosciosa.

Torna: sai mantenere un segreto?

Torna ci riporta nell’America rurale degli anni ’70, una dimensione profondamente lontana dai grattacieli delle metropoli, così lontane da sembrare un altro mondo. Una distanza non solo geografica ma anche mentale, che Haluska, voce narrante di Torna, non dimentica di ribadire:

“Già la gente pensa che il Sud sia come un’altra nazione. Ma anche per quelli dell’Akansas, le Ozardk sono remote”

Sarà per questo che è tra i boschi di questa sperduta regione degli States che si è creata la comunità di Haven Station, una comune in cui trovano rifugio tutti coloro che vogliono scappare dalla modernità soffocante e da una disumanizzazione sociale. Un polo umano in cui il senso di comunità è palpabile, dando vita a una dipendenza reciproca forse fin troppo marcata, che annulla la privacy e rende tutto pubblico, eliminando l’intimo. Una comunità unita, apparentemente, nata come contrasto a dinamiche urbane invasive, ma che finisce per esarcebare quei difetti tipici dei piccoli centri, in cui svanisce ogni forma di privato, in cui tutti sono sotto costante scrutinio e giudizio.

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Haven Station diventa il ritratto dei paesini, in cui i pettegolezzi viaggiano rapidi e in cui è estremamente complesso, se non impossibile preservare un segreto. E qui si torna a quel primo, inquietante interrogativo con cui Powell ci accoglie nella vita di Haluska, giovane donna di origine russa, che assieme al figlio vive in questa comune, cercando di inserirsi nelle dinamiche sociali e proteggere un segreto scabroso, che potrebbe spezzare l’equilibrio di Haven Station. Un mondo a parte, con le proprie regole, in cui non si fanno pettegolezzi, come dice la stesse Haluska, ma ‘la gente preferisce ficcanasare’, subdolamente, alla ricerca di indizi sfuggiti. Come una relazione illecita, un tradimento, segreto inconfessabile che diventa il fulcro di questa storia claustrofobica e a tratti surreale.

Powell intreccia questa sua visione sociale con un racconto psicologico, un tormento interiore che assume i toni di un mefistofelico patto col diavolo. Con una precisione letale, Powell struttura Torna in modo da offrirci prima la visione della comunità di Haven Station, con le sue regole non scritte e la sua parvente dimensione idilliaca, salvo poi guidarci nelle verità dietro le maschere ipocrita di comunità felice, lasciando emergere debolezze umane, irresistibili peccati che rischiano però di sconvolgere le esistenze di innocenti. Un viaggio di rinunce, se vogliamo, che costringe Haluska a fare delle scelte fondamentali per la sua vita, una rinascita all’interno della comunità che, in un certo senso, la priva di parte di sé.

Una narrazione impeccabile

Con Torna, Powell stupisce nuovamente per la sua incredibile visionarietà. La dinamicità visiva del suo lavoro esula dalle gabbie, la pagina diventa l’unico limite in cui vanno a inserirsi istanti di vita dei protagonisti o voragini oscure in cui una voce melliflua scandisce il ritmo. L’elemento interiore della vicenda ha il sapore inquietante di un’entità segreta, atavica, che si annida nell’oscurità, ma che scava per emergere e costringere finalmente Haluska ad affrontare la verità. Powell trova una sintesi grafica perfetta per la sua verve narrativa, in cui i dettagli, come sguardi e gesti accennati, sono portati all’attenzione del lettore con cura e passione, in un flusso visivo continuo, naturale, che riesce a cogliere in modo unico e impagabile l’emotività dei personaggi, piagati da ansie e rimorsi che Powell interpreta anche cromaticamente, con una colorazione che gioca mirabilmente con le atmosfere della storia, unendo a una bicromia delle lievi tonalità rosse e gialle, dando ai flashback una più identificativa tinta verde.

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Per la sua edizione di Torna, BAO Publishing mostra una cura eccellente nella realizzazione del volume, che si estende anche alla creazione di un font che riproduca la calligrafia di Powell, fondamentale nella dinamica narrativa dell’autore, che usa incisi letterari a guisa di didascalie rivelatrici di pensieri. Un rispetto del materiale originale che fa onore a BAO Publishing, coraggiosa nel pubblicare un graphic novel intenso e che richiede una lettura attenta e conscia di trovarsi di fronte a una trama complessa ma appagante. Una storia profondamente umana e che Powelle ci regala arricchendola di un ultimo, prezioso consiglio:

“Restate Aperti”

Torna


Powell intreccia questa sua visione sociale con un racconto psicologico, un tormento interiore che assume i toni di un mefistofelico patto col diavolo. Con una precisione letale, Powell struttura Torna in modo da offrirci prima la visione della comunità di Haven Station, con le sue regole non scritte e la sua parvente dimensione idilliaca, salvo poi guidarci nelle verità dietro le maschere ipocrita di comunità felice, lasciando emergere debolezze umane, irresistibili peccati che rischiano però di sconvolgere le esistenze di innocenti. Un viaggio di rinunce, se vogliamo, che costringe Haluska a fare delle scelte fondamentali per la sua vita, una rinascita all’interno della comunità che, in un certo senso, la priva di parte di sé.

Pro

  • Trama particolare e avvincente
  • Graficamente appagante
  • Personaggi umani e credibili
  • Ritratto di un'America perduta affascinante

Contro

  • Lettura impegnativa