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43 anni di pubblicità indesiderata: tanti auguri spam!

Il 3 maggio 1978 Gary Thuerk inviò a 393 destinatari su Arpanet un messaggio che pubblicizzava l’uscita di un nuovo computer della Digital Equipment Corporation. Anziché inviare un messaggio separato a ogni persona, Thuerk fece scrivere a un assistente una singola email di massa. Nacque così lo “spam”: anche se le reazioni furono per lo più negative, alcuni degli utenti acquistarono il computer della DEC pubblicizzato. Da dove proviene il nome “spam”?

Il nome “spam” è una contrazione di “spiced ham”, nome di un’omonima carne in scatola prodotta dalla Hormel Foods. Il piatto è entrato a far parte del folklore inglese grazie a uno sketch realizzato dai Monty Python trasmesso dalla BBC nel 1970: si trattava di una satira su uno dei pochi cibi largamente reperibili nel corso della seconda guerra mondiale e del razionamento di rifornimenti. Da allora il nome “spam”, in inglese, indicava qualcosa di “onnipresente”.

Il primo grande episodio di spamming commerciale si verificò però solo negli anni ’90, con la diffusione del web tra privati. Il 5 marzo 1994 avvenne infatti il “Green Card spam”, il primo caso di spam della storia del web. Un team di avvocati, Laurence Canter e Martha Siegel, usarono la pubblicazione di massa degli indirizzi mail degli utenti Usenet per pubblicizzare i loro servizi – focalizzati sulle leggi per l’immigrazione negli Stati Uniti. Sempre nel 1994, l’ONG CitiHope cercò di utilizzare lo spam a fini benefici: avviò una raccolta fondi, senza scopo di lucro, per aiutare i bambini a rischio durante la guerra in Bosnia. Sfortunatamente gli ISP privati riuscirono a intervenire solo contro l’ONG, mentre gli autori del “Green Card spam” ebbero fortuna nonostante le iniziali critiche.

Sia CitiHope che Canter e Siegel contribuirono a spingere la pratica dello spamming (e la realizzazione dei primi filtri anti-spam) sulla posta elettronica, dove ancora oggi rimane un fenomeno diffuso. Secondo Google, come riportato da Search Engine Land, lo spam via mail nel 2020 è aumentato del 60% rispetto al 2019. La maggioranza delle mail spam non si limita alla pubblicità, ma contribuisce alla diffusione di malware, ransomware e truffe online di ogni genere. Kasperky, in collaborazione con Wiko, ha commemorato l’anniversario con una breve guida per proteggersi e saper riconoscere le e-mail spam pericolose. Ma l’attenzione allo spam deve coinvolgere anche altre tipologie di device, come i cellulari e le telefonate. Per questo vi suggeriamo di acquistare un antivirus che protegga anche il vostro smartphone: per scoprire quali offrano questo servizio, potete fare affidamento sulla nostra guida ai migliori antivirus.

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