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Acquistare un iMac usato, i nostri consigli

Vi abbiamo già raccontato l’esperienza d’acquisto di un iPhone usato, e in questo articolo vogliamo fare lo stesso con un iMac. Vedremo quindi perché voler acquistare un iMac usato, quanto si può risparmiare e le condizioni in cui solitamente si riceve la merce, per permettervi di capire se fa al caso vostro.

Questa volta ci siamo affidati a un rivenditore italiano, che opera dalla Sicilia. Si tratta di Smart Generation, un’azienda fondata nel 2015 da alcuni giovani appassionati di tecnologia, che hanno creato un’opportunità nel settore della vendita dei ricondizionati.

Per darvi qualche numero, Smart Generation vende oltre 15mila prodotti l’anno tra computer e smartphone, e sono specializzati in MacBook e iMac. Oltre alla vendita al dettaglio, vendono anche all’ingrosso per oltre settanta rivenditori europei. L’idea dietro la nascita di questa azienda non è stata solo l’opportunità di business del mercato del riciclo delle apparecchiature elettroniche, ma anche l’eco-sostenibilità derivante dal ricondizionare computer che diversamente finirebbero nella catena di smaltimento.

I gradi di usura

Anche Smart Generation si adegua agli standard di usura identificati con una lettera, semplificando con l’uso di quattro gradi: A, AB, B e C. Il grado A (quello del nostro prodotto) identifica uno stato eccellente, con segni di usura impercettibili o del tutto assenti. Passando allo stato “AB” ci si aspetta la presenza di graffi o piccole ammaccature estetiche. Il grado “B” identifica invece segni ben evidenti di ammaccature, insomma, prodotti che sono stati usati molto senza particolare cura. Infine il grado “C” lo possiamo identificare come un prodotto che ha passato una vita difficile, con gravi danni un po’ ovunque. In ogni caso stiamo parlando di prodotti tecnicamente funzionanti al 100%.

In base al tipo di prodotti i gradi di usura possono influire in maniera diversa. Ad esempio, i MacBook sono quelli più soggetti a danni estetici, essendo prodotti che per loro natura sono più vulnerabili a colpi o cadute. Un iMac, che viene posizionato su una scrivania senza più muoversi, dovrebbe riportare meno danni.

Se non vi fidate del grado così indicato, troverete sempre delle foto a corredo. L’approccio dell’azienda da cui abbiamo acquistato è mostrare la situazione peggiore. Siccome spesso vengono acquistati lotti più o meno numerosi di prodotti tecnicamente identici, può capitare che alcuni esemplari siano esteticamente peggiori di altri. Viene quindi mostrato sul sito il prodotto messo peggio, in maniera tale che all’acquisto il cliente decida in base a quello che vede, ma nella realtà potrà ricevere un prodotto migliore di quello acquistato. Ovviamente viene fatta sempre una diversificazione a priori in base al grado.

La garanzia

La legge italiana prevede che un prodotto usato debba essere coperto da 12 mesi di garanzia. Smart Generation osserva ovviamente tale obbligo, così come il diritto di recesso “soddisfatti o rimborsati”, entro 14 giorni dall’acquisto.

Ricordiamo che l’obbligo di garanzia sui prodotti usati vale anche per l’acquisto tra privati, ma ci rendiamo conto delle difficoltà di farla valere nel caso di necessità. Acquistando da un’azienda dovrebbe essere tutto più semplice.

Smart Generation offre anche la possibilità di acquistare un’estensione di garanzia per un totale di 24 mesi, che copre gli stessi difetti della garanzia legale obbligatoria per legge.

L’iMac che abbiamo scelto

Per questa prova abbiamo selezionato un iMac 27” con configurazione di fine 2015 (Late 2015), quindi un esemplare di circa 5 anni di età. La configurazione prevede un Core i5 6500 (Skylake), 32 GB di memoria RAM (DDR3, non standard), e un’unità SSD da 512 GB.

Sul sito viene indicato il prezzo del nuovo e poi il prezzo del prodotto ricondizionato. Tale indicazione non è del tutto condivisibile, poiché il prezzo del nuovo di alcuni anni fa non può avere lo stesso valore del prezzo del nuovo attuale. Tuttavia ci rendiamo conto che non ci sono molte alternative, poiché sarebbe impossibile determinare un potenziale prezzo del nuovo di un prodotto di anni più vecchio.

Noi abbiamo provato a fare un raffronto e ci siamo chiesti: con il prezzo dell’iMac ricondizionato scelto, cioè 1779 euro, cosa potremmo acquistare oggi? Questo esercizio lo limitiamo agli iMac da 27”, considerando che un 21.5” offre un modello d’uso totalmente differente.

L’iMac con lo schermo più piccolo parte da un prezzo di 1349 euro, e arriva nella terza configurazione proposta oggi a 1749 euro. Ma se il vostro obiettivo è un iMac da 21.5”, dovreste fare questo confronto con un iMac ricondizionato della stessa dimensione.

Un iMac da 27” oggi parte da 2199 euro, per arrivare a 2699 euro nella configurazione più “pompata”, mentre la via di mezzo costa 2399 euro. Ovviamente è possibile, in minima parte, modificare alcuni componenti.

Notiamo che tutte le configurazioni base hanno 8 GB di memoria RAM e un Fusion Drive da 1 TB (2TB per il modello da 2699 euro). Se dovessimo dotare la configurazione basilare, con Core i5, di 32 GB di memoria RAM (+750 euro) e un’unità SSD da 512 GB (+375 euro), il prezzo lieviterebbe fino a 3324 euro.

A colpo d’occhio potremmo quindi dire che 1779 euro è quasi la metà, per essere precisi una potenziale configurazione nuove costerebbe l’87% in più. Ovviamente non possiamo fermarci qui, sarebbe un confronto molto sbagliato. Ecco altri fattori da considerare:

  • I componenti degli iMac attuali offrono maggiore potenza
  • La memoria è DDR3 e di differente velocità, oltre al fatto che è possibile acquistare memoria e installarla da soli
  • L’iMac ricondizionato non è fornito di mouse e tastiera originale
  • Si tratta di un prodotto usurato, contro il nuovo e con garanzia limitata

Questi fattori influenzano chiaramente il valore, ma dobbiamo comunque constatare che anche nell’ipotesi peggiore, esiste una certa quantità di risparmio di diverse centinaia di euro. In altre parole, non pagherete veramente la metà, ma avrete comunque un vantaggio di diverse centinaia di euro.

Per capire il valore della differenza dell’hardware, dobbiamo chiederci cosa ci permette di fare un iMac configurato come indicato, rispetto a un modello nuovo con hardware più veloce ed aggiornato.

Esperienza d’uso

La fortuna dei computer moderni, iMac inclusi, è la capacità di gestire i software e i servizi oggi disponibili senza difficoltà, anche con hardware non di ultimissima generazione. Sono ormai un ricordo del passato gli anni in cui uscivano due generazioni di processori a distanza di sei mesi, e dove un hardware nuovo faceva una grande differenza rispetto a quello dell’anno precedente.

Ormai da diversi anni una configurazione, anche di fascia bassa, è in grado di gestire i carichi di lavoro Home & Office senza problemi. La differenza oggigiorno si può notare nei videogiochi e nei software di produttività, come grafica o montaggio video.

Utilizzando l’iMac della prova non abbiamo notato sostanziali differenze rispetto a un modello attuale con configurazione aggiornata,  almeno non nelle attività più basilari, come la navigazione Internet e l’uso dei software da ufficio, online e offline. C’è da dire che il nostro modello era dotato di un SSD, che sicuramente ha aiutato molto a nascondere l’efficienza inferiore dell’infrastruttura hardware con qualche anno sulle spalle – nonché per la velocità di avvio, addirittura superiore rispetto un modello di ultima generazione, non dotato però di SSD. Abbiamo infatti notato qualche piccolo rallentamento nei carichi di produttività un po’ più complessi, come il fotoritocco. Siamo certi che nel caso in cui fosse stato dotato di un hard disk classico, il divario sarebbe stato maggiore.

Situazione differente per quanto riguarda invece i carichi più complessi. Abbiamo fatto attività di montaggio video, ad esempio, e la reattività ma anche i tempi di rendering sono stati peggiori rispetto a una configurazione aggiornata. Ciò non significa che non è possibile svolgere queste attività, ma che se state cercando un iMac da usare prettamente per attività del genere, fareste meglio a valutare la configurazione più aggiornata che i vostri soldi possono acquistare.

Non abbiamo ritenuto opportuno effettuare dei test in ambito gaming.

Prestazioni a parte, il resto dell’esperienza è stato, senza sorpresa, identico a quello che potete avere con un modello più recente. Dopotutto gli iMac da diversi anni a questa parte condividono lo stesso design e connettività, di conseguenza non avrete nulla in meno. In realtà esistono differenze più tecniche, come versioni più potenti della connettività Wi-Fi, ma all’atto pratico e in condizioni normali, non noterete differenze. Anche esteticamente è praticamente impossibile dire se l’iMac sulla vostra scrivania sia un modello del 2015 o del 2020.

Probabilmente l’unica limitazione che abbiamo riscontrato, o meglio, che riscontrerà chi acquisterà un modello non recentissimo, sarà la compatibilità con le future versioni di MacOS. Nel nostro caso l’iMac è arrivato con a bordo Mac OS Catalina, versione installabile su tutti gli iMac dal 2012 in poi. Possiamo presumere che essendo un modello del 2015, sarà compatibile con le prossime due o tre versioni del sistema operativo Apple. Anche quando non sarà più compatibile probabilmente non avrete molti problemi a continuare ad usarlo, ma considerate questo punto se volete acquistare un prodotto ricondizionato: controllate fino a che versione del sistema operativo Mac OS è supportata.

L’esperienza è quindi stata certamente positiva. Ci aspettavamo di poterlo usare nella quotidianità con tutti i software di produttività giornaliera e con i servizi Internet attuali, e di poter usare qualche software più impegnativo, pronti a qualche compromesso in termini di fluidità e velocità generale. E così è stato.

Forse l’unico punto più negativo è la mancanza delle periferiche Apple, mouse e tastiera, che vi costringerà a utilizzare altri modelli compatibili o ad acquistarne di nuovi. Nel mercato dei ricondizionati è abbastanza normale fare a meno degli accessori. Non desideravamo ricevere una tastiera e un mouse usati, se non altro per una pura questione igienica, ma sarebbe stato bello poter acquistare un bundle con mouse e tastiera Apple, magari a un prezzo di favore.

Verdetto

Ci sono diversi motivi per voler acquistare un prodotto ricondizionato, ancora di più un prodotto Apple, e se volete acquistare un iMac, ecco alcuni consigli che possiamo darvi.

Partiamo dal risparmio. Sicuramente esiste un risparmio, anche consistente, tra l’acquisto di un prodotto ricondizionato e uno nuovo. Spesso viene pubblicizzato un risparmio elevato, che nella realtà è inferiore. Difficilmente possiamo considerare attendibile confrontare il prezzo di vendita del prodotto ricondizionato con quello di vendita del nuovo di cinque anni prima. Noi abbiamo cercato di fare un parallelo con gli attuali prezzi dei prodotti nuovi, e abbiamo notato come, anche nelle ipotesi peggiori, sul piatto ci sono diverse centinaia di euro di risparmio. Probabilmente l’acquisto diretto da un privato potrebbe permettervi un risparmio ancora maggiore: valutate il peso della differenza, dovrà essere tale da valere il rischio della minor garanzia offerta da un privato rispetto un’azienda.

Se avete una capacità di spesa non troppo limitata, puntate sempre ai modelli di grado più alto disponibili, che vi assicurano non solo un’ottima estetica, ma anche la certezza che sono stati trattati bene. Fate attenzione all’anno del modello, perché se acquistate un modello troppo vecchio, potrebbe perdere in fretta la compatibilità con le nuove versioni di Mac OS. Infine, se trovate un modello con SSD, e potete permettervi il costo superiore rispetto al modello con hard disk meccanico, sarà una scelta migliore. C’è da dire che il Fusion Drive di Apple è già meglio rispetto a un hard disk classico, ma l’SSD puro difficilmente si batte, e abbinato a un hardware vecchio è in grado di fare la differenza.

Non ci sono altri elementi deboli da considerare, soprattutto nel caso di un iMac che non ha parti di consumo, cosa che non si può dire se volete acquistare un iPhone o un MacBook. Probabilmente nelle prossime settimane replicheremo l’esperimento con un portatile Apple, così da valutare meglio non solo il capitolo batteria, ma anche le condizioni di un prodotto che, per sua natura nomadica, è certamente più sensibile a maltrattamenti. Se siete interessati a un iMac usato, date un’occhiata al sito Smart Generation.