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Intel SSD 520, alte prestazioni con controller SandForce

Pagina 1: Intel SSD 520, alte prestazioni con controller SandForce

Introduzione

Gran parte delle aziende che realizza SSD con controller SandForce in passato si occupava di memoria RAM. Per natura, cercano di spingere le loro soluzioni al limite. Lo stesso approccio lo stanno applicando al settore dell’archiviazione. Tutti provano a estrarre quante più prstazioni possibili da un insieme di componenti simile. Ci riferiamo al controller, un paio di versioni di firmware differenti e una manciata di chip NAND Flash tra cui scegliere – con un po’ di variabilità dovuta alla qualità di cui tenere conto.

Allo stesso tempo c’è la percezione che i produttori che usano controller SandForce stiano cercando di aumentare le prestazioni tagliando il più possibile i costi, per posizionarsi meglio sul mercato. A volte quando questo accade, qualcosa può andare storto. Abbiamo rilevato problemi con diversi SSD, risolti generalmente con una certa rapidità, ma quando si maneggiano dati personali, non c’è margine di errore. E per questo tante aziende finiscono per acquistare le tecnologie di archiviazione di cui si fidano, in primo luogo, piuttosto che affidarsi alle sole specifiche prestazionali.

Questo ci porta a Intel. L’azienda di Santa Clara, insieme a Samsung, è tra le migliori quanto ad affidabilità. L’abbiamo visto nei nostri laboratori e confrontandoci con dei lettori. Samsung ha il proprio controller hardware SATA 6 Gbps, che gli consentente di competere contro le migliori soluzioni di SandForce e Marvell. Non è il caso di Intel.

È significativo che il nuovo SSD 520 sia basato sulla tecnologia SandForce di cui parliamo da…eh passato già un anno dal debutto dell’OCZ Vertex 3 Pro?

Dato il numero di unità che si basano sulle stesse fondamenta tecnologiche, sarebbe facile scrivere che l’SSD 520 è solo un’altra variante basata sugli stessi componenti. Ricordatevi però che si tratta di una soluzione Intel. L’azienda si fregia della propria stabilità, e probabilmente l’SSD 520 arriva sul mercato con lo stesso messaggio.

Potrebbe trattarsi del primo SSD con controller SandForce come una soluzione di archiviazione stabile e veloce? Ricordate che Intel ha accesso alla memoria Flash NAND migliore prodotta dalla propria joint venture con Micron Technology, chiamata IM Flash Technologies (IMFT). Il risultato è che le unità sono più selezionate, e questo contribuisce ad avere una migliore resistenza.

Perciò siamo di fronte a un’unità allo stato solido leggermente diversa. Si tratta di una soluzione che unisce un cuore SandForce all’enfasi maniacale di Intel sulla protezione dei dati. Si tratta di una proposta interessante per gli appassionati che si preoccupano di entrambe le qualità (chi non lo fa?).

Non siamo pronti a scommettere a occhi chiusi sull’SSD 520. Vogliamo sapere qual è il valore aggiunto conferito da Intel, e come l’azienda sta aggirando alcuni dei problemi incontrati dagli altri produttori di SSD che usano lo stesso controller.

Intel SSD 520, a prima vista

Come diretto risultato della decisione di Intel di usare un controller SandForce SF-2281, l’SSD 520 condivide gran parte dell’hardware con soluzioni concorrenti rispetto a qualsiasi altra soluzione Intel realizzata finora.

Non ci sorprende avere a che fare con un’architettura a otto canali popolata da memoria NAND ONFI 2.2 prodotta da IMFT a 25 nanometri. Anche se la joint venture ha già annunciato chip con densità da 64 Gb a 20 nanometri, dovremo pazientare prima di vederla all’interno degli SSD.

L’ultimo disco di casa Intel pensato per le prestazioni è l’SSD 510, basato su controller Marvell 88SS9174 e memoria a 34 nanometri, disponibile in capacità di 120 e 256 GB. Intel rende disponibile l’SSD 520 in un numero maggiore di tagli da 60, 120, 180, 240 e 480 GB. Come ogni prodotto sul mercato, possiamo aspettarci che le prestazioni scalino in base alla capacità dell’SSD.

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Potete aspettarvi un picco prestazionale delle unità SSD 520 di diversa capacità molto simile alle soluzioni concorreti basate su controller SandForce. Per esempio, OCZ indica velocità di 550 e 520 MB/s per il Vertex 3 da 240 GB rispettivamente per le letture e le scritture sequenziali. Intel indica le medesime prestazioni. OCZ parla di letture e scritture casuali 4 KB di 60.000 e 85.000 IOPS e Intel vi arriva molto vicino – 50.000 e 80.000 IOPS.

Si tratta di specifiche di I/O più basse, ma rappresentano un grande passo avanti rispetto a qualsiasi altra cosa vista da Intel in passato. Il firmware è stato realizzato totalmente dall’azienda di Santa Clara e questo potrebbe spiegare lo svantaggio teorico. Date le specifiche aggressive, siamo più curiosi di sapere perché Intel ha pensato fosse necessario impegnarsi nella personalizzazione del software del controller.

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