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RTX 3080, perché le memorie GDDR6X raggiungono massimo 19Gbps?

Qual è il motivo che ha portato Nvidia a utilizzare memorie GDDR6X a “soli” 19Gbps invece che le più veloci 21Gbps sempre prodotte da Micron? Secondo un’inchiesta condotta dal sito tedesco Igor’s Lab il motivo sarebbe da ricercare nelle temperature.

La Nvidia RTX 3080, come sappiamo, utilizza 10GB di memoria di tipo GDDR6X a 19Gbps. Siccome Micron è l’unico produttore di memorie GDDR6X sul mercato, è ovviamente l’azienda americana a fornire ad Nvidia i 10 chip necessari alla produzione di una singola RTX 3080.

RTX 3080 - Termocamera

Tuttavia, alcuni potrebbero trovare strano che Nvidia abbia scelto proprio i chip GDDR6X da 19Gbps in quanto Micron possiede a catalogo una variante di tali memorie che può raggiungere i 21Gbps. Essendo Nvidia l’unico cliente di Micron per i chip GDDR6X non dovrebbero esserci problemi di disponibilità o di produzione, giusto?

Secondo una ricerca condotta dal sito tedesco Igor’s Lab, la scelta di Nvidia sarebbe da imputare alle temperature e ciò potrebbe anche spiegare perché i tentativi di spingere le memorie oltre i 20Gbps potrebbero avere scarso successo. I test condotti da Igor’s Lab per la validazione della sua tesi non sono esattamente chiari e quindi vi consigliamo di prendere queste affermazioni con le pinze.

Come riferimento, Micron certifica i propri chip di memoria GDDR5, GDDR5X e GDDR6 con una temperatura massima di giunzione (TJ Max o Tjunction Max) di 100°C. Le tipiche temperature di funzionamento consigliate vanno da 0°C a 95°C. La documentazione riguardo le GDDR6X di Micron non rivela il valore TJ Max per i nuovi chip di memoria, quindi c’è ancora un po’ di mistero che circonda l’argomento. Secondo Igor, c’è bisogno di raggiungere circa 120°C prima che i chip GDDR6X subiscano danni. Questo vuol dire che il valore TJ Max dovrebbe trovarsi attorno ai 105°C o al massimo 110°C.

Per dimostrare la sua teoria, Igor ha rivestito il retro della sua GeForce RTX 3080 con una sostanza trasparente che ha un’emissività di circa 0,95. Non ha menzionato il nome esatto del materiale, ma ha dichiarato che è ampiamente utilizzato nell’industria per salvaguardare i componenti dai pericoli ambientali, come l’alta umidità dell’aria. Il recensore ha mantenuto la temperatura ambiente a 22°C e ha lasciato girare sul PC The Witcher 3 in 4K per 30 minuti.

A quel punto, ha fatto delle letture della scheda con la sua telecamera termica Optris PI640 e un software “speciale” disponibile solo per uso interno. Quest’ultimo ha permesso di catturare l’immagine che potete vedere di seguito, dove tutti i valori sono stati oscurati ad eccezione del campo “memory temperature”.

Igor's Lab RTX 3080 test GDDR6X

Secondo i risultati, il chip di memoria GDRR6X più caldo aveva una temperatura TJ di 104°C, con conseguente delta di circa 20°C tra il chip e la parte inferiore della scheda. Un’altra scoperta interessante è che l’aggiunta di un pad termico tra il backplate posteriore e la scheda aiuta ad abbassare la temperatura della scheda fino a 4°C e la temperatura TJ circa 1-2°C.

Lo vogliamo irpetere, non è chiaro come siano stati condotti tutti i test. La lettura delle temperature della memoria da sotto un dissipatore di calore è difficile. Il risultato è che i chip di memoria GDDR6X funzionano a temperature più alte all’interno della scheda rispetto che all’esterno (sotto il backplate) a causa dei componenti circostanti, come i regolatori di tensione.

Anche se la TJ Max fosse impostata a 110°C, i 6°C rimanenti non rappresentano un margine abbastanza grande prima che le memorie vadano in throttling per cercare di abbassare le temperature. Un’altra ragione per assicurarsi che il vostro PC abbia un flusso d’aria sufficiente se si prevede di acquistare una RTX 3080 da 320W o superiore.

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