Memorie

Samsung, Micron e Hynix: cartello sui prezzi della DRAM?

Samsung, Hynix e Micron, i tre principali produttori di memoria DRAM al mondo, sono stati denunciati per un presunto cartello, riporta Forbes. Secondo gli avvocati dello studio legale Hagens Berman, le tre aziende si sarebbero accordate per limitare la disponibilità di vari prodotti DRAM sul mercato, facendo salire così i prezzi a vantaggio delle loro casse.

Gli avvocati hanno depositato una causa presso una corte californiana e sperano che si tramuti in una class action che "faccia giustizia" verso i consumatori che hanno acquistato smartphone e personal computer con memoria DRAM tra il 2016 e il 2017 (più precisamente, i legali intendono rappresentare i consumatori statunitensi che hanno acquistato un dispositivo con memoria DRAM tra l'1 luglio 2016 e l'1 febbraio 2018).

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Stando allo studio legale i prezzi in quel biennio sono saliti del 130% e il fatturato delle tre aziende legato alle vendite delle memorie è più che raddoppiato. "Quello che abbiamo scoperto nel mercato delle DRAM è un classico schema in cui i prezzi sono fissati da un piccolo numero di società che detengono la quota principale del settore", ha affermato Steve Berman, managing partner di Hagens Berman. "Invece di giocare secondo le regole, Samsung, Micron e Hynix hanno scelto di mettere i consumatori in una situazione di stallo, spremendo il mercato per ottenere maggiori profitti".

"Questa non è la prima volta che abbiamo pizzicato l'industria delle DRAM intenta a spremere più soldi dai consumatori", ha aggiunto Berman. "Abbiamo raggiunto un accordo da 300 milioni di dollari in un caso simile e intendiamo prevalere di nuovo per i consumatori". Ulteriori dettagli sul sito dello studio legale.

Secondi gli avvocati, le aziende avrebbero anche fatto dichiarazioni pubbliche sottolineando il proprio impegno a favore di un piano comune di riduzione della produzione e l'intenzione di non competere tra loro sulla quota di mercato espandendo l'offerta. Più precisamente gli avvocati parlano di un aumento produttivo nel 2017 di solo il 15-20% a fronte di una crescita della domanda del 20-25%, al fine di non farsi concorrenza e godere di maggiori introiti.