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Apple Watch e prevenzione: 4.300 ECG con l’Ospedale Fatebenefratelli di Roma

La recente campagna preventiva sulla fibrillazione atriale, organizzata dal MMN e dall'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, ha registrato un grande successo con un numero di 4.300 ELG realizzati tramite Apple Watch.

Apple è ormai ben conosciuta come un vero e proprio colosso della tecnologia anche in ambito Healthcare. Il colosso di Cupertino, beneficiando delle tecnologie implementate sui suoi nuovi Apple Watch, è stato il protagonista di un importante campagna di prevenzione sulla fibrillazione atriale. “Isola del cuore”, cosi è stata denominata l’iniziativa nata dalla partecipazione dell’istituto ospedaliero Fatebenefratelli  di Roma e della società italiana Magnetic Media Network.

Le recenti innovazioni, come i dispositivi wearable stanno sempre più prendendo piede sul mercato diffondendosi anche tra persone di differenti fasce di età. Se inizialmente gli smartwatch erano sostanzialmente utilizzati per il fitness tracker o per semplici notifiche da app, ad oggi questi ultimi svolgono una vera e propria operazione di elaborazione di dati inerenti alla salute degli utenti.

L’ iniziativa organizzata dal MMN e dall’Ospedale Fatebenefratelli di Roma ha dunque scommesso sulle tecnologie offerte dal wearable creando un singolare progetto nell’ambito Healthcare. La campagna preventiva, tenutasi il 12 e 13 ottobre scorsi, ha infatti ottenuto un enorme risultato con il record di oltre 4.300 elettrocardiogrammi effettuati tramite Apple Watch. Grazie ai dispositivi dell’azienda di Cupertino è stata offerta una vera campagna di prevenzione a moltissimi cittadini che hanno deciso di aderire all’iniziativa. Tutti coloro che hanno preso parte allo screening indossando gli Apple Watch hanno usufruito del riconoscimento tramite un QR Code per il pieno rispetto dei dati personali.

“La fibrillazione atriale è la forma più grave di aritmia, molto spesso asintomatica, per questo ancor più pericolosa – afferma Stefano Michelini, Direttore Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina di Roma. “Colpisce 850.000 soggetti ogni anno, soprattutto donne oltre i 65 anni di età. Stili di vita sempre più sedentari, fumo e alimentazione poco sana sono tra i fattori che aumentano il rischio di aritmie anche nei soggetti più giovani”.

É chiaro dunque che la tecnologia sta trasformando le normali abitudini di tutti noi ma sta, allo stesso tempo, convertendo il modo di fare prevenzione e ricerca. Grazie ai risultati ottimali che si stanno ottenendo in ambito Healthcare, l’innovazione potrà di certo ottimizzare le prestazioni offerte dagli istituti ospedalieri incrementando anche  la sensibilizzazione agli screening preventivi.