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Honor, nel 2021 uno smartphone 5G con processore Qualcomm?

Dopo essere stata ufficialmente confermata la separazione tra Huawei ed il marchio Honor, il primo smartphone ad essere annunciato dovrebbe proprio essere il V40, da diversi giorni al centro di parecchi rumors. Honor avrebbe stretto una partnership con Mediatek per l’utilizzo del suo processore di fascia alta, il MediaTek Dimensity 1000+ da implementare proprio all’interno del prossimo top di gamma. Allo stesso tempo, l’azienda cinese avrebbe riallacciato i rapporti anche con Qualcomm, sospesi obbligatoriamente a causa del ban imposto da Trump, per dare avvio allo sviluppo del primo smartphone Honor con chip Snapdragon 5G.

Questa notizia sarebbe stata confermata da diverse fonti, spinte dal fatto che Honor Terminal non rientrerebbe nell’elenco delle società interdette a stipulare accordi commerciali con i fornitori statunitensi e pertanto non sarebbe necessaria alcuna approvazione. Considerando che Honor è diventata ufficialmente indipendente solo alla fine del 2020, è chiaro che ci vorrà ancora del tempo prima che la partnership porti alla realizzazione di un nuovo smartphone, motivo per cui saranno necessari alcuni mesi prima di vedere uno smartphone Honor con processore Snapdragon a bordo.

Una nuova fonte, proveniente direttamente dalla Cina, Caixin, avrebbe riferito che la partnership avrebbe comunque già iniziato lo sviluppo dei primi device Honor con SoC Qualcomm. Motivo per cui potremmo assistere al lancio dei primi prodotti già tra i mesi di maggio e giugno del 2021. Una postilla importante riguarderebbe la tipologia dei device, infatti, almeno allo stato iniziale, le due aziende si concentreranno sulla realizzazione di nuovi smartphone destinati alla fascia media del mercato mentre per i top di gamma ci vorrà ancora qualche mese.

Ciò significa che Honor non esordirà quasi sicuramente con uno smartphone premium equipaggiato con uno Snapdragon 888,  ma potrebbe approdare sul mercato con i chip appartenenti alla serie 700, già visti in questi ultimi mesi su diversi terminali e capaci comunque di non far rimpiangere quasi del tutto i processori di fascia più alta.

Un’altra nota molto importante è quella legata alla presenza dei servizi Google, vero tallone d’Achille degli smartphone Huawei. Ebbene, nel caso di Honor potremmo ritrovarli già preinstallati. La mossa da parte del colosso tecnologico cinese di vendere la società era proprio legata a questa problematica ed ora che l’azienda risulta completamente indipendente, la possibilità di utilizzare i servizi della casa di Mountain View è molto più concreta. Se ciò venisse confermato è indubbio che molti utenti affezionati al marchio, che a causa della mancanza dei GMS erano stati costretti a virare su altri smartphone, potrebbero ben presto tornare ad acquistare nuovamente un device Honor.

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