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Huawei FreeBuds 3, il chip Kirin A1 che fa la differenza

La perfetta combinazione tra hardware e software rappresenta la componente in grado di fare la differenza nel mondo degli auricolari true wireless. La qualità audio, per quanto importante, spesso viene compromessa da un’implementazione con gli smartphone poco efficace. In tal senso, Huawei ha lavorato proprio in questa direzione, con la logica di rendere i nuovi FreeBuds 3 (trovate a questo link la nostra recensione) perfettamente abbinabili a qualsiasi dispositivo provvisto di connettività Bluetooth.

Da questo punto di vista, tutto ruota attorno al nuovo chip Kirin A1. Si tratta del SoC che, dalla seconda metà del 2019, caratterizza tutti i dispositivi indossabili targati Huawei. Il processore in questione mette a disposizione il Bluetooth 5.1, oltre a essere certificato per il dual-mode BT/BLE, sfruttando la tecnologia di trasmissione proprietaria denominata Isochronous Dual Channel e l’audio di categoria da 356 MHz. Aspetti tecnici che intervengono in maniera cruciale nell’esperienza utente degli auricolari true wireless.

Infatti, grazie al Kirin A1, l’accoppiamento dei FreeBuds 3 con gli smartphone avviene in maniera praticamente istantanea. Non solo ma, abbinandoli a un prodotto Huawei come il P30 Pro, si hanno a disposizione delle vere e proprie chicche software. Basta infatti aprire il coperchio della custodia per poter visualizzare sullo schermo lo stato di carica degli auricolari, con la possibilità di entrare rapidamente nell’applicazione e poter intervenire sui settaggi manuali. Ma non è tutto.

Il Kirin A1 interviene, infatti, anche nella stabilità di connessione. Da questo punto di vista la presenza del Bluetooth 5.1 rappresenta un’importante garanzia. Con i FreeBuds 3 dimenticatevi disconnessioni involontarie con lo smartphone o momenti in cui gli auricolari non riescono a gestire il flusso audio. Tutto avviene con assoluta continuità di utilizzo, andando incontro a quello che dovrebbe essere, normalmente, l’uso di un prodotto di questo tipo.

Il SoC mette inoltre a disposizione la tecnologia Anti-jamming, per cui il concetto della stabilità di connessione è valido anche in ambienti particolarmente affollati come gli aeroporti. In questi contesti infatti, vi sarà capitato tante volte di perdere l’utilizzo della connettività Bluetooth. Bene, tutto questo sarà solo un lontano ricordo con i FreeBuds 3. In più, nessun problema con la sincronizzazione tra audio e video, in quanto ogni auricolare riceve il flusso singolarmente, per cui ci si può godere la propria serie TV preferita senza alcun problema.

Un’esperienza utente complessiva che, com’è facilmente intuibile, viene replicata in tutti i dispositivi indossabili di Huawei. Lo abbiamo visto, ad esempio, nel Watch GT 2, smartwatch anch’esso basato sul Kirin A1. Anche con questo prodotto c’è un assoluta stabilità di connessione e un abbinamento praticamente istantaneo allo smartwatch con cui lo si vuole utilizzare. Un vantaggio non da poco, che dimostra per l’ennesima volta quanto il concetto di “ecosistema” sia caro all’azienda cinese.

I nuovi Huawei FreeBuds 3 sono disponibili attraverso lo store ufficiale dell’azienda cinese. Li trovate a questo link.