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Huawei FreeBuds 3 recensione: i rivali più agguerriti degli AirPods 2


Huawei FreeBuds 3
Tipologia
Standard proprietario
Wireless
True wireless
Autonomia
4 ore in riproduzione
Peso
4,5 grammi
Eliminazione rumore
Si, attiva

Huawei ha svolto un eccellente lavoro con i FreeBuds 3, lo diciamo subito. I nuovi auricolari true wireless dell’azienda cinese hanno compiuto un salto di qualità netto rispetto ai FreeBuds Lite, che abbiamo recensito qualche mese fa. Oggi siamo difronte ai rivali principali degli AirPods 2 (entrambi i modelli costano 179 euro), che in alcuni ambiti riescono a offrire qualcosa in più della controparte Apple, che a sua volta però rimane inarrivabile in relazione all’integrazione software.

C’è però una caratteristica offerta dai FreeBuds 3 che, in questa fascia di prezzo, rappresenta un unicum. Sto parlando della cancellazione attiva del rumore, per la quale Apple richiede ben 279 euro con gli AirPods Pro. Un punto cardine dell’esperienza utente offerta dagli auricolari Huawei, che potrebbe avere un peso specifico importante in ottica commerciale. Anche perché, non è escluso che il prezzo di 179 euro possa calare nei prossimi mesi, cosa decisamente più difficile con i prodotti dell’azienda di Cupertino.

Costruzione e indossabilità

Esteticamente non c’è alcuna differenza tra gli AirPods 2 e i FreeBuds 3. Da questo punto di vista, Huawei si è oggettivamente ispirata alla controparte Apple, adottando dunque il medesimo design per quanto riguarda gli auricolari. Tutto è realizzato in policarbonato lucido, che comunque restituisce un ottima sensazione al tatto, di robustezza. Due le colorazioni disponibili, Ceramic White e Carbon Black, quest’ultima ritratta nelle immagini.

Al di là comunque di questi dettagli, Huawei ha risposto una grande cura nella realizzazione di questi auricolari. La calamita che tiene ancorate i FreeBuds 3 all’interno della custodia è estremamente salda, così come il meccanismo di chiusa dello sportellino della custodia stessa. Sul lato c’è il pulsante fisico che serve per l’accoppiamento via Bluetooth con i vari dispositivi e per il reset delle cuffiette: a seconda di quanto tempo viene premuto, si attivano le diverse funzionalità.

C’è però un altro aspetto, comune con gli AirPods 2, questo però estremamente soggettivo. Infatti, avendo i FreeBuds 3 adotato il medesimo degli auricolari Apple, purtroppo si adattano difficilmente alle mie orecchie. A testimonianza però di come tutto questo sia soggettivo, diversi miei colleghi in redazione le hanno indossate ininterrottamente per tutta la giornata, senza riuscire a separarsene. In tanti le utilizzano anche per fare sport senza alcun problema, segno evidente di come l’azienda cinese sia riuscita a realizzare un design in grado di adattarsi alle esigenze di un largo numero di utenti.

Manca purtroppo una certificazione di impermeabilità, che sarebbe stata assolutamente gradita in un prodotto di questo tipo. La custodia fornita in dotazione però (di forma circolare, piccola e comoda da portare con sé) offre, di default, anche la ricarica wireless (mentre negli AirPods 2 occorre pagare un supplemento). Insomma, poco da dire a livello costruttivo: Huawei ha svolto un lavoro egregio.

Software e qualità audio

Per poter controllare tutte le impostazioni degli auricolari, è necessario installare l’applicazione Huawei AI Life. Quest’ultima però, almeno allo stato attuale, è disponibile solo su Android, limitando dunque l’esperienza utente su iOS. Tramite l’app infatti, è possibile controllare lo stato di carica dei FreeBuds 3 e della custodia, impostare le azioni rapide (sono supportate le gesture con le dita) e, soprattutto, regolare la cancellazione attiva del rumore.

Quest’ultima infatti può essere attivata attraverso un doppio tocco direttamente sugli auricolari ma, attraverso l’applicazione, è possibile, mediante un cursore virtuale, selezionare le frequenze da filtrare, così da ottenere una soppressione dei rumori più efficace. Con il doppio tocco comunque, a seconda delle preferenze impostati attraverso Huawei AI Life, è anche possibile selezionare la traccia musicale successiva, mettere in play/pausa, avviare l’Assistente vocale. Tutto funziona sempre al primo colpo.

Una volta effettuato il primo accoppiamento con lo smartphone (o con qualsiasi dispositivo a cui vorrete collegare i FreeBuds 3), i collegamenti successivi avverranno immediatamente, non appena viene aperto il coperchio della custodia. Manca purtroppo la funzione che consente, una volta tolto uno degli auricolari dall’orecchio, di interrompere automaticamente la riproduzione musicale. Si tratta comunque di una funzionalità che dovrebbe essere introdotta con un successivo aggiornamento software.

In ogni caso, nonostante l’assenza dell’applicazione proprietaria su iOS, nulla vieta di accoppiare i FreeBuds 3 a un iPhone o a un iPad (ma anche a un Mac) come fossero dei classici auricolari Bluetooth. È comunque possibile attivare o disattivare la cancellazione attiva del rumore e passare al brano successivo, tutto attraverso un doppio tocco sugli auricolari. AI Life dovrebbe comunque essere rilasciata anche per il sistema operativo Apple.

Veniamo però alla qualità audio. Da questo punto di vista, i FreeBuds 3 si comportano davvero molto bene, restituendo un suono ricco di alti e medi, penalizzato un po’ sulle frequenze basse a causa del design non in-ear degli auricolari. Ottima anche l’esperienza in chiamata, con gli interlocutori che hanno sempre riferito di sentirci bene, in alcuni casi leggermente “ovattati”. Da questo punto di vista, Huawei ha integrato una particolare tecnologia che, sfruttando le vibrazioni ossee, veicola meglio la voce rendendola più chiara e udibile.

In più, il chip Kirin A1 (alterego dell’Apple H1), oltre a gestire tutta la connettività (integra NFC e Bluetooth 5.1), consente anche di attenuare il rumore di fondo in chiamata e, al tempo stesso, potenziare la voce di chi parla. Insomma, da questo punto di vista un’esperienza assolutamente paragonabile a quella degli AirPods 2. Se siete dunque abituati a utilizzare gli auricolari true wireless per le telefonate, questi dell’azienda cinese possono fare a caso vostro.

Luci e ombre per quanto riguarda la cancellazione attiva del rumore. Se siamo in un ambiente con una confusione accettabile, l’isolamento è efficace. In tal senso, ho utilizzato i FreeBuds 3 spesso nella mia zona lavoro per montare dei video, con assoluta soddisfazione. Diversa invece la situazione in contesti come metropolitane, aerei, centri commerciali. In questi casi si può parlare più di soppressione del rumore che di cancellazione, anche perché il design non in-ear non aiuta in tal senso.

Dimenticatevi dunque l’effetto di cancellazione assoluta garantito da modelli come le Sony WH-1000XM3. Stiamo però parlando di cuffie a padiglione, prodotti profondamente diversi dai FreeBuds 3. Gli auricolari true wireless, in generale, presentano innanzitutto dei limiti fisici (viste le dimensioni), che inevitabilmente intervengono nella qualità audio, ma anche nei sistemi di cancellazione del rumore. In generazione però, la tecnologia di NC (Noise Cancelling) integrata da Huawei torna comunque molto utile e, secondo me, sarebbe stata aiutata dal design in-ear.

Molto buona l’autonomia. In riproduzione musicale, disattivando la cancellazione del rumore, ho toccato agevolmente le 6 ore di utilizzo continuo, che diventano 4 ore con il Noise Cancelling. Inoltre, la custodia fornita in dotazione consente di ricaricare i FreeBuds 3 per ben 5 volte (carica completa in 1 ora), per cui difficilmente ci si ritroverà in giro con gli auricolari scarichi. Comoda la possibilità di sfruttare la ricarica wireless.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarli?

Nel caso in cui foste alla ricerca di un paio di auricolari true wireless, con un budget compreso tra i 150 e i 200 euro, la scelta è semplice: per gli utenti Android ci sono i FreeBuds 3, per quelli iOS ci sono gli AirPods 2. L’integrazione software garantita da Apple, soprattutto contestualizzata con l’ecosistema dell’azienda di Cupertino, rimane ineguagliata. Di contro però si tratta di un plus di cui possono godere solo coloro che hanno a disposizione i vari prodotti del gigante californiano.

Huawei con i FreeBuds 3 ha compiuto un ulteriore step evolutivo anche nel settore degli auricolari true wireless. Allo stato attuale, gli unici che offrono una riduzione attiva del rumore con una qualità superiore sono i Sony WF-1000XM3, che però costano 249 euro. Insomma, l’azienda cinese ha nuovamente centrato l’obiettivo del rapporto qualità/prezzo. Infine, vi segnaliamo un’interessante offerta di lancio, trovate tutti i dettagli a questo link.

Huawei FreeBuds 3

I Huawei FreeBuds 3 rappresentano la naturale evoluzione dei FreeBuds Lite. L’azienda cinese ha migliorato ogni aspetto, a cominciare dalla qualità audio fino ad arrivare all’autonomia. In più, è stata introdotta la cancellazione attiva del rumore, un plus non da poco su cui, tra l’altro, solo questo modello può contare sulla medesima fascia di prezzo.

9
9

Verdetto

Nel caso in cui foste alla ricerca di un paio di auricolari true wireless, con un budget compreso tra i 150 e i 200 euro, la scelta è semplice: per gli utenti Android ci sono i FreeBuds 3, per quelli iOS ci sono gli AirPods 2. L'integrazione software garantita da Apple, soprattutto contestualizzata con l'ecosistema dell'azienda di Cupertino, rimane ineguagliata. Di contro però si tratta di un plus di cui possono godere solo coloro che hanno a disposizione i vari prodotti del gigante californiano. Huawei con i FreeBuds 3 ha compiuto un ulteriore step evolutivo anche nel settore degli auricolari true wireless. Allo stato attuale, gli unici che offrono una riduzione attiva del rumore con una qualità superiore sono i Sony WF-1000XM3, che però costano 249 euro.

Pro

Cancellazione del rumore, qualità audio, autonomia, ricarica rapida e wireless

Contro

Applicazione disponibile solo su Android, design poco originale