Android

P40, P40 Pro e P40 Pro+: anche Huawei cala il tris d’assi

Il mercato smartphone non si ferma, nonostante l’emergenza coronavirus. All’interno di una conferenza trasmessa in streaming infatti, Huawei ha presentato la sua nuova gamma di smartphone di fascia alta. Al P40 Lite dunque, che abbiamo già avuto modo di testare nelle scorse settimane, si aggiungono il P40, il P40 Pro e il P40 Pro+. Un tris d’assi che sembra voler controbattere a quello Samsung – composto dal Galaxy S20, S20+, S20 Ultra 5G – e che conferma un trend ormai consolidato: la fascia di mercato dei top di gamma si è frammentata in tre segmenti.

Huawei P40 caratteristiche

Partiamo innanzitutto dal modello “base”, con tante virgolette perché siamo comunque di fronte a uno smartphone di alto livello. Il Huawei P40 è infatti basato sul processore Kirin 990 5G accoppiato a 8 Gigabyte di RAM, praticamente la medesima piattaforma hardware del pieghevole Mate XS (che però costa 2.599 euro). La memoria interna è pari a 128 Gigabyte, mentre la parte frontale è occupata da uno schermo OLED da 6,1 pollici (2.340 x 1.200 pixel), la cui continuità è interrotta solo dalla presenza di un foro ovoidale che ospita due fotocamere anteriori. Una soluzione, questa, molto simile a quella vista sul Galaxy S10+ di Samsung.

Proprio il comparto fotografico è, ancora una volta, uno dei fiori all’occhiello dei nuovi top di gamma Huawei. Nello specifico, le due fotocamere anteriori del P40 possono contare, rispettivamente, su un sensore da 32 Megapixel e su un sensore ToF per la profondità di campo, così da migliorare i selfie in modalità ritratto (effetto bokeh, con sfondo sfocato). Sulla parte posteriore invece troviamo un modulo di forma rettangolare composto da tre fotocamere: principale da 50 Megapixel f/1.9 con stabilizzazione ottica dell’immagine; grandagolare da 16 Megapixel; teleobiettivo da 8 Megapixel che, grazie alla differente lunghezza focale, abilita uno zoom ottico a 3X.

Decisamente completa la connettività: supporto 5G, Bluetooth 5.0, Wi-Fi 6 dual-band, GPS a doppia frequenza Galileo A-GLONASS Beidou, NFC. Manca il jack audio, mentre tutto è alimentato da una batteria da 3.800 mAh. Ovviamente, c’è il supporto alla ricarica rapida a 22W (con caricabatterie apposito incluso in confezione) e per portarsi a casa il Huawei P40 saranno necessari 799,90 euro. Una cifra che, considerando le specifiche tecniche, potrebbe rappresentare un vantaggio in ottica commerciale. Tre le colorazioni disponibili per la scocca, realizzata interamente in vetro: Blush Gold, Black, Silver Frost.

Huawei P40 Pro e P40 Pro+ caratteristiche

La piattaforma hardware è identica a quella del P40, con la memoria interna che sale però a 256 Gigabyte. La diagonale dello schermo passa a 6,58 pollici (sempre pannello OLED, medesima risoluzione) e il comparto fotografico posteriore guadagna un quarto sensore: principale da 50 Megapixel f/1.9 con stabilizzazione ottica dell’immagine; grandangolare da 16 Megapixel, da poter sfruttare per eseguire i time-lapse in 4K e lo slow-motion a 7680 fps; teleobiettivo da 12 Megapixel, con zoom ottico 5X e ibrido 10X (si può arrivare in digitale a 50X); sensore ToF 3D per la profondità di campo.

Connettività uguale al modello “base”, mentre la batteria sale a 4.200 mAh. In questo caso la ricarica rapida è con standard a 40W e c’è anche la ricarica wireless a 40W, con quest’ultima che rappresenta un primato in ambito smartphone. Tre le colorazioni disponibili per la scocca (anche in questo caso realizzata in vetro): Ice White, Black e Deep Sea Blue. Nel P40 Pro inoltre il display presenta una curvatura sui bordi, con una particolare soluzione adottata da Huawei: i bordi della back cover abbracciano gli spigoli dello schermo, proteggendoli. Una trovata che potrebbe maggiormente proteggere il pannello. Per accaparrarselo serviranno 1049,99 euro.

P40 Pro+ è praticamente identico dal punto di vista estetico sulla parte frontale (stesso display OLED da 6,58 pollici), mentre sulla back cover il vetro lascia spazio alla ceramica. In più, il comparto fotografico guadagna un quinto sensore: 50 Megapixel f/1.9 OIS; grandangolare da 40 Megapixel f/1.8; teleobiettivo da 8 Megapixel f/2.4 OIS con zoom ottico 3X; teleobiettivo da 8 Megapixel f/4.4 OIS con zoom ottico 10X; sensore ToF 3D. Due le colorazioni disponibili (Black e White), attendiamo indicazioni sul prezzo di lancio.

Android 10 e i Huawei Mobile Services

Infine, fughiamo ogni dubbio sulla questione che aleggia attorno ai servizi Google. La versione di Android 10 su cui sono basati P40, P40 Pro e P40 Pro+ è quella AOSP (che l’azienda cinese chiama open source), per cui non ci sono i vari Gmail, YouTube, Google Maps e, ovviamente, niente Play Store. Da questo punto di vista, vi invito a recuperare la nostra recensione del Mate XS, al fine di comprendere gli oggettivi passi in avanti compiuti dai Huawei Mobile Services, con App Gallery (lo store di app proprietario) in testa.

Ciò ovviamente non toglie le oggettive limitazioni nell’utilizzare uno smartphone senza servizi Google, ma Huawei sta lavorando nella direzione giusta: “Quello di AppGallery è un lavoro in continua evoluzione fin dal giorno del suo lancio nel 2018. In meno di due anni, il nostro store è cresciuto a tal punto da essere disponibile in più di 170 paesi, raggiungendo 210 miliardi di download nel 2019, di cui 1.2 miliardi solo in Europa” ci ha raccontato Isabella Lazzini, Marketing & Retails Director Huawei CBG Italia.

Isabella Lazzini al Mobile World Congress 2019

“Con 26 milioni mensili di utenti attivi in Europa e 400 milioni in tutto il mondo, Huawei AppGallery è oggi il terzo store di app al mondo e offre migliaia di applicazioni disponibili, di cui 55 mila già integrate in HMS. L’investimento annunciato durante il primo Developers Day in Italia è di 10 milioni di dollari. Un impegno che Huawei ha siglato lo scorso novembre e che oggi sta già raccogliendo i suoi frutti, così come dimostra il costante lavoro al fianco degli sviluppatori. Da un punto di vista global, confermiamo l’investimento di 1 miliardo di dollari” ha proseguito Isabella Lazzini.

La strada intrapresa da Huawei è certamente coraggiosa. Affrancarsi dai servizi Google rappresenta un’operazione che non ha precedenti da quando Android e iOS hanno praticamente stabilito un duopolio nel mercato smartphone. Da questo punto di vista, i P40 rappresentano un tassello importante, staremo a vedere quella che sarà la reazione del settore.