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Recensione Motorola Razr 5G (2020) | Il pieghevole è migliorato in tutto


Motorola Razr 5G (2020)
SoC
Snapdragon 765G
GPU
Adreno 620
RAM
8 GB
Archiviazione
256 GB

Il brand Razr s’incarna nuovamente in uno dei migliori smartphone pieghevoli ad oggi disponibili, e guadagna il suffisso “5G”, che lo identifica come il modello 2020 ma, ovviamente, anche per il tipo di connettività che offre.

È ancora difficile dire se il mercato degli smartphone pieghevoli sia maturo, o addirittura se si possa definire un vero e proprio mercato. I prezzi sono ancora molto alti, e gli oltre 1500 euro richiesti non giustificano la presenza di tecnologie o funzioni uniche, bensì sono il risultato del formato di forma particolare e dell’unicità del prodotto, tutt’altro che un semplice smartphone.

Se siete quindi tra coloro interessati a portare in tasca uno smartphone pieghevole, vediamo cosa può offrire Motorola e cosa, questa seconda incarnazione del nuovo Razr, offre in più della prima versione.

Come è fatto

Razr 5G ha due modalità d’uso, una chiusa e una aperta, quindi nessuna modalità “intermedia”, con il display in verticale, come accade sul Flip di Samsung. Il pulsante di accensione, minuscolo, è posizionato sul bordo sinistro e cade perfettamente sotto all’anulare, o al dito medio, in base a come lo impugnerete con la mano destra. Se invece lo impugnerete con la sinistra, sarà inutilizzabile in quanto verrà coperto dal palmo e non importa quanta pressione farete, non riuscirete a premerlo. Il bilanciere del volume, nel lato destro, si raggiunge facilmente con il pollice.

Nella superficie anteriore c’è lo schermo secondario, da 2.7 pollici e risoluzione di 800×600 pixel. Con una densità di 370 pixel per pollice, la qualità è ottima, con caratteri sempre nitidi e ben leggibili. Questo schermo non cambia rispetto al modello precedente in termini di caratteristiche tecniche, ma diventa un po’ più utile grazie a delle funzionalità aggiuntive. Potrete accedere direttamente a delle applicazioni o anche digitare del testo per rispondere a dei messaggi senza aprire lo smartphone. Ovviamente dovrete avere a che fare con le dimensioni minuscole dei caratteri, difficilmente vi metterete a gestire la mail da questo schermo, ma per controllare la riproduzione musicale, rispondere a un messaggio o qualche altra azione che non richiede un’interazione complessa, andrà più che bene.

Sotto allo schermo c’è il sensore della fotocamera, un modello da 48 megapixel, abbinato a un flash LED.

Il bordo inferiore raggruppa la porta USB-C, l’alloggiamento SIM e la feritoia che nasconde l’altoparlante. La confezione, molto particolare, funziona anche da amplificatore dell’altoparlante dopo che avrete inserito lo smartphone nell’apposito alloggiamento. Purtroppo non potrete sfruttare questa caratteristica con lo smartphone chiuso, poiché fisicamente non entrerà.

Aprite lo smartphone e avrete davanti il grande schermo da 6.2 pollici in formato di forma 21:9, con risoluzione di 2142 x 876 pixel, un modello ovviamente POLED. La risoluzione non è elevata come per altri modelli top di gamma, e il refresh dello schermo non supera i 60 Hz, ma non crediamo che queste siano caratteristiche così essenziali per uno smartphone come il Razr. Sopra allo schermo c’è la fotocamera da 20 megapixel, accanto alla capsula auricolare, e nient’altro.

Il logo Motorola posteriore è anche il lettore d’impronte digitali, facile da raggiungere sia con lo smartphone chiuso che aperto.

Specifiche Tecniche

Il cuore del Razr 5G è il processore Qualcomm Snapdragon 765G, affiancato a 8 GB di memoria RAM e spazio di archiviazione di 256 GB. Non è possibile espandere la memoria, ma i quasi 230 GB di spazio disponibile per applicazioni e file multimediali saranno più che sufficienti per la maggioranza degli utenti.

Non serve dilungarsi sulle prestazioni, la piattaforma Qualcomm è già collaudata in molti modelli, e in generale il livello di prestazioni raggiunto dai SoC Snapdragon è tale da offrire velocità e reattività in tutte le situazioni. Durante i giorni della prova non abbia rilevato problematiche legate alle prestazioni, con uno smartphone sempre veloce e scattante in praticamente tutte le situazioni.

La batteria è da 2800 mAh (leggermente più capiente rispetto i 2500 mAh del Razr originale), mentre la connettività è ovviamente LTE + 5G, ma su uno spettro ridotto (inferiore ai 6 GHz). Non manca il Bluetooth in versione 5.0, Wi-Fi Dual Band e NFC. Le specifiche tecniche complete le trovate nella pagina del sito Motorola.

Esperienza d’uso

Rispetto al Razr di prima generazione, ovviamente non l’originale di 15 anni fa, il nuovo Razr è decisamente più solido, con scocca in vetro e struttura in acciaio. Il meccanismo dello schermo è fluido e silenzioso, si nota chiaramente la qualità e precisione dell’assemblaggio. È possibile aprirlo e chiuderlo con una mano, anche se dopo aver provato un paio di volte, finirete con l’usare due mani, anche per una questione di sicurezza. Per utilizzare una sola mano dovrete usare il pollice, diminuendo la presa sullo smartphone e fare un movimento molto preciso poiché non c’è una parte della scocca che permette di effettuare l’operazione in comodità.

Razr 5G non è certificato IP contro acqua o polvere, e basta guardare lo schermo per capirne il motivo. Tra la scocca e lo schermo c’è una piccola fessura che corre lungo tutta l’altezza dello schermo. Si parla di una frazione di millimetro, ma si vede bene se siete in un ambiente bel illuminato. Non sappiamo se si tratti di una piccola imprecisione di assemblaggio o se c’è un motivo specifico alle spalle per questa fessura, tuttavia c’è.

Lo schermo è molto bello se lo guardate in situazioni d’illuminazione non diretta, o comunque luminosità limitata. I colori sono belli, ma anche bilanciati, anche se tendono ad essere più saturi e meno naturali. Il giudizio cambia quando vi troverete in condizioni di elevata luminosità o in presenza di fonti d’illuminazione diretta, dove scoprirete quanto lo schermo è in grado di riflettere, diventando un piccolo specchio deformante. La copertura plastica e le pieghe dello schermo rifletteranno la vostra immagine, deformandola e rendendo il riflesso più o meno evidente in base a come guarderete lo schermo. Non è un bel vedere, e certamente è un difetto intrinseco della tecnologia dello schermo, non risolvibile con una copertura opaca, ad esempio, per via dello schermo ripiegabile. Probabilmente questo problema è da legare anche alla leggera curvatura dello schermo, che quando aperto non è perfettamente diritto. In breve, le prestazioni di visibilità all’esterno sono decisamente sotto alla media degli smartphone ad oggi sul mercato.

Ben fatto invece per lo schermo anteriore, che come anticipato offre una nitidezza e colori molto buoni e, soprattutto, la possibilità d’interagire con tutte le applicazioni. Non ci sono limiti a quello che potrete fare, dal guardare un video youtube, rispondere a un messaggio, utilizzare la fotocamera o consultare un social network. Difficilmente vorrete scrivere un messaggio più lungo di qualche parola da questo piccolo schermo, per via delle dimensioni della tastiera, ma tutto il resto è gestibile. Il vantaggio di questa evoluzione è la possibilità d’interagire con lo smartphone senza aprirlo, quindi non solo l’ergonomia è maggiore, ma risparmierete anche batteria. Almeno il 50% delle operazioni che si fanno quotidianamente con lo smartphone, se non di più, saranno gestibili dal piccolo schermo anteriore.

Piccola nota di demerito per la copertura della scocca in vetro, che si riempie d’impronte digitali. Abbiamo visto di peggio, ma anche di meglio. La situazione peggiora se vorrete utilizzarlo con una mano, dove sarete costretti a impugnarlo saldamente e non solo per il bordo, appoggiando la mano su tutta la scocca e poi sullo schermo all’interno.

Anche l’audio non è dei migliori: promosso quella della capsula auricolare, bocciato quello dell’altoparlante inferiore. Molto sbilanciato sulla parte alta dello spettro, carente nella bassa e medio bassa, con la conseguenza di un audio privo di corposità e coinvolgimento. Inoltre, essendo unicamente mono con l’altoparlante del bordo inferiore, quando lo utilizzerete in orizzontale lo coprirete con la mano, soffocando il suono.

Apprezzatissimo invece il formato, che vi permette d’infilarlo in tasca e farlo scomparire. Non è una novità di quest’ultimo modello, ovviamente, ma vale la pena ricordarlo.

Android è stock, o quasi

Motorola rimane fedele alle sue scelte e anche in questo caso porta a bordo del Razr 2020 una versione Android stock, con l’aggiunta di solo alcune funzioni, già viste in passato, che arricchiscono l’esperienza senza stravolgerla.

Per citarne alcune, le Moto Actions permettono di effettuare delle azioni rapide, come l’avvio della fotocamera, l’accensione della torcia o lo sblocco del telefono, sfruttando dei movimenti dello smartphone. Ad esempio potrete silenziare lo smartphone capovolgendolo su una superficie o attivare la torcia con due movimenti secchi.

Moto Display permette di utilizzare la fotocamera per individuare quando starete guardando lo schermo, posticipando lo stand-by, o abilitando l’interazione con le notifiche senza attivare lo schermo.

Moto Gametime è invece una modalità, personalizzabile, che potrete attivare quando state giocando, per evitare di essere disturbati o che delle notifiche vi distraggano.

In generale l’esperienza d’uso del software è indolore e pari a quella di Android Stock, senza ulteriori complicazioni. Non abbiamo quindi particolari difetti o problemi da segnalare. Tutto è al suo posto e funziona perfettamente.

Fotocamera

La fotocamera principale è composta da un singolo sensore da 48 Megapixel con apertura f/1.7, mentre il sensore della fotocamera anteriore è da 20 Megapixel, con apertura f/2.2. Niente doppia, tripla o quadrupla fotocamera in questo caso, ma una tradizionale e semplice singola fotocamera. Possiamo definirla una fotocamera senza infamia né lode, non è tra le migliori del mercato ma fa il suo dovere. Mostra il fianco con l’abbassarsi della luminosità e tende a contrastare i bordi delle immagini, ma se siete in condizioni di buona luminosità, andrà bene. Lo zoom è solo digitale, quindi non consigliabile in quanto l’immagine, ingrandita artificialmente, perde di nitidezza molto in fretta. Vediamo alcune fotografie scattate qui di seguito per capirne meglio i pregi e i difetti; le foto che vedete sono state scattate in formato 16:9, quindi rinunciando a una parte del sensore, poiché riteniamo che normalmente un utente preferirà tale formato anziché il vecchio 4:3.

Nella fotografia qui sopra abbiamo catturato un largo panorama. Potete notare la tendenza a catturare un contrasto elevato tra i colori, che rende l’immagine molto “dura”, situazione che però aiuta a catturare più dettagli (guardate le antenne sui tetti), anche se la resa finale è un po’ artificiale.

Questo è un primo piano, all’estero in ottima condizione di luminosità. L’immagine è molto bella, con molti dettagli e un leggero effetto bokeh. Questa è la situazione migliore in cui scattare con questa fotocamera, quindi con buona luminosità e un campo di ripresa non troppo lungo.

Con le Macro se la cava bene, come la stragrande maggioranza degli smartphone. Il risultato è quindi buono, ma non sorprendente in quanto non è differente rispetto ad altri modelli.

Abbiamo scattato questa foto per vedere come se la cavava con situazioni in differenti contrasti. Il risultato è che è stata in grado di mantenere un po’ di dettaglio nel sottotetto, ma non moltissimo. Il risultato è in media, non eccelso, ma nemmeno male.

Anche con questa foto abbiamo valutato come se la cava quando deve riprendere zone in luce con zone in ombra. La parte anteriore dell’auto ha una resa molto buona, anche se non perfetta, mentre la zona in ombra dietro all’auto è molto rumorosa con un dettaglio basso. Tuttavia non ha sovraesposto la parte anteriore, quindi ancora una volta possiamo considerarlo un risultato accettabile per uno smartphone.

Qui sopra potete vedere invece un selfie catturato con la fotocamera anteriore. Abbiamo disattivo i filtri di “bellezza”. L’immagine risulta abbastanza naturale, anche se è più morbida rispetto alle immagini catturate con la fotocamera posteriore. Non è un male, anzi. A fianco vedete un altro selfie catturato con la modalità “ritratto” che effettua un bokeh artificiale, con un risultato molto convincente. I bordi dell’immagine sono solo leggermente sfumati, senza brutti tagli.

Questa foto l’abbiamo invece scattata in un ambiente interno con pessima illuminazione e utilizzando la modalità notturna, che aumenta il tempo di esposizione. Con una mano ferma potrete ottenere l’effetto mostrato. Il risultato è mediocre.

Vi lasciamo altre foto scattate con il Razr 5G.

Autonomia

La batteria da 2800 mAh, sulla carta, non è granché. La media del mercato degli smartphone top di gamma è dotata di batterie ben più capienti, ma le nostre paure iniziali sono state smentite. Scollegato alle 7 di mattina e utilizzato tutto il giorno, abbiamo raggiunto le otto di sera con circa il 35% di batteria residua. Questo risultato l’abbiamo ottenuto grazie al secondo schermo, che come già detto vi farà evitare l’apertura dello smartphone per molte operazioni quotidiane.

Dimenticandoci il secondo schermo e obbligandoci a utilizzarlo come un normale smartphone, aprendolo ogni volta che ne avevamo bisogno, abbiamo ottenuto un’autonomia di poco inferiore, arrivando a sera con circa il 25/30% di autonomia residua.

In breve, Razr 2020 non segna alcun nuovo record, ma offre un’autonomia sufficiente per una giornata di mail, chiamate telefoniche, internet e fotografie.

Videorecensione

Verdetto

Quando furono presentati i primi smartphone pieghevoli, a pesare sul giudizio degli utenti era più la novità che la qualità dei prodotti stessi. Il Razr di prima generazione non è esente da difetti, e lo stesso vale per questo modello 5G (2020), anche se oggi siamo davanti a un prodotto decisamente più maturo.

Materiali migliori, meccanismo di apertura più fluido e funzionale, schermo anteriore che permette una maggiore interazione, durata della batteria soddisfacente, nessun problema di connettività, prestazioni più che idonee per tutti i tipi d’uso e fotocamera soddisfacente, ma non perfetta.

Lo schermo, tuttavia, riflette molto e utilizzarlo all’esterno in condizioni di forte luminosità è tutt’altro che una bella esperienza. Anche l’audio è decisamente migliorabile. Tuttavia rimane il prezzo il più grande difetto, che dividerà i potenziali clienti: da una parte coloro che considerano il rapporto tra prezzo e caratteristiche, e dall’altra coloro che vogliono uno smartphone curvo. Se siete tra questi ultimi, Motorola Razr 5G, pur con i suoi difetti, è tra i migliori che possiate acquistare oggi. In caso contrario, uno smartphone tradizionale dal prezzo del Razr 5G saprà offrirvi il meglio della tecnologia oggi disponibile, sotto tutti i punti di vista.

Motorola Razr 5G (2020)


Razr 5g (2020) è tra i migliori smartphone pieghevoli ad oggi disponibili. Non è perfetto in tutte le sue caratteristiche, e costa molto, ma se è uno smartphone pieghevole quello che volete, considerate il Motorola Razr 5G. Per tutti gli altri, esistono molti migliori tradizioni con caratteristiche e prestazioni migliori.

Pro

  • Miglior posizionamento del sensore d’impronte digitali
  • Schermo anteriore molto più utile
  • Materiali
  • Formato a conchiglia
  • Ingombro ridotto

Contro

  • Non è certificato IP
  • Schermo riflette molto all’esterno
  • Qualità audio scarsa
  • Prezzo premium