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Alla (ri)scoperta di… Brutal Legend!

In attesa di Psychonauts 2, riscopriamo insieme un altro grandissimo titolo targato Double Fine: Brutal Legend.

Mese nuovo, episodio nuovo: bentornati ad una nuova puntata della rubrica dove noi di Tom’s Hardware vogliamo raccontarvi di quei giochi che, per un motivo o per l’altro, non hanno avuto tutto il successo che forse meritavano. Dopo avervi parlato in lungo e in largo della saga di Silent Hill, oggi smorzeremo decisamente i toni andando a parlarvi di un titolo che, complici una serie di scelte di vario genere non troppo azzeccate, non è riuscito ad entrare nel cuore di tutti gli appassionati nonostante le buone – se non ottime – premesse: Brutal Legend, uno dei titoli più particolari direttamente dalla scorsa generazione di console.

Il progetto, nato dal forte amore per la musica metal coltivato da Tim Schafer sin dalla giovane età, risale ormai a più di dieci anni fa: non ve l’aspettavate, vero? Facciamo dunque un passo indietro fino al 2005, anno di uscita di un’altra perla targata Double Fine come Psychonauts

Giusto il tempo di accordare…

Terminati i lavori su un progetto ambizioso ma di scarso successo commerciale come Psychonauts – che peraltro si appresta a ricevere un sequel previsto per quest’anno – Tim Schafer inizia sin da subito a sviluppare un’idea che da sempre lo affascina, ovvero fondere il mondo dei videogiochi con una sua grande passione come la musica rock/metal.

Un pensiero, a dirla tutta, che il creatore di Grim Fandango aveva già da diversi anni e che ora, finalmente, poteva contare su tutta una serie di mezzi per essere realizzato: nasce così Brutal Legend, il cui nome venne pensato da Schafer ben quindici anni prima durante i lavori sul secondo capitolo della serie Monkey Island. A spingere ulteriormente l’idea di dar vita a un progetto simile contribuì anche il film School of Rock, uscito nel 2003 e subito amato da Tim e soci. Un amore questo che portò Double Fine a puntare su un protagonista d’eccezione per il proprio titolo: Jack Black!

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Ebbene sì, l’attore e leader dei Tenacious D sarà il protagonista della nostra avventura: darà infatti voce e sembianze al roadie Eddie Riggs, in un modo creato interamente grazie all’ispirazione delle copertine degli album che hanno fatto la storia del genere. Prima di procedere a parlare del lato più tecnico facciamo però un ulteriore passo indietro, illustrando di cosa parla effettivamente il gioco.

In questo Action-Adventure con elementi di strategia in tempo reale, vestiremo dunque i panni del roadie dei Kabbage Boy, “la peggior band heavy metal al mondo“. Un giorno, durante un normale concerto, il nostro Eddie si trova a dover salvare la vita ad un membro della band rimanendo però schiacciato sotto ad un’impalcatura. Il suo sangue risveglierà una misteriosa creatura detta Ormagöden, che lo riporterà indietro nel tempo in un’era dove il mondo è governato dalle leggi dell’heavy metal. Qui conosce la bella Ophelia, Lars e Lita: tre ribelli impegnati nella lotta contro la tirannia del perfido Generale Lionwhite e dell’imperatore dei demoni Doviculus.

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Inizia così il nostro viaggio, un’avventura fatta di tanta azione contornata da un’enorme vena sarcastica irriverente quanto ben curata. La natura free roaming del titolo rende sin da subito interessante esplorare l’ampio mondo di gioco che potremo scoprire in lungo e in largo alla guida del nostro micidiale Falciadruidi, il mezzo di trasporto perfetto per spostarci in una location figlia di un comparto artistico globalmente realizzato alla perfezione.

L’esperienza metal (quasi) perfetta!

Tanti, tantissimi sono gli elementi che rendono il titolo il prodotto perfetto per ogni amante della musica: tra continue citazioni e una colonna sonora formata da alcune tracce che hanno fatto la storia dell’heavy metal, passando per alcuni personaggi molto, molto particolari che incontreremo nel corso della nostra avventura. Alcuni di questi, ne siamo sicuri, li riconoscerete ad un primo sguardo…

Il Guardiano del Metal ad esempio condivide la stessa fisionomia del leader dei Black Sabbath Ozzy Osbourne, che ha inoltre prestato la sua voce al personaggio, così come il Kill Master interpretato da Lemmy dei Motorhead e il Barone rappresentato da Rob Halford dei Judas Priest. Come anticipato, il comparto sonoro è composto da un numero davvero impressionante di tracce imprescindibili per ogni amante della musica metal: si va dai Motley Crue ai Whitesnake, passando per gruppi storici come Black Sabbath e Megadeth fino a nomi di spicco della scena più contemporanea come Rob Zombie e Marilyn Manson. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti! Tutto ciò senza dimenticare ovviamente le ben venti tracce originali composte per il gioco da Peter McConnell, caposaldo di LucasArts e da sempre fidato amico e collaboratore di Tim Schafer.

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Alla luce di cotanta bellezza viene dunque da chiedersi, in questo caso più che mai, cosa sia andato storto. Come mai, insomma, Brutal Legend non ha avuto tutto il successo che meritava? Partiamo subito dall’ovvio: per quanto interessante, il concept del gioco lo rende un prodotto per un pubblico perlopiù di nicchia. Seppur accattivante e ben ideato, il tutto può interessare ad un primo sguardo soltanto videogiocatori amanti del genere heavy metal, eliminando così – almeno all’apparenza – una grande fetta di pubblico.

Va comunque detto che l’originalità del titolo, un’esperienza genuina nonostante le mille ispirazioni e la discreta realizzazione tecnica, unita al genio di Schafer rendono il progetto qualcosa di appetibile anche ad una schiera di appassionati più vasta: ai fan di vecchia data delle produzioni LucasArts, per esempio.

L’insuccesso commerciale di Brutal Legend è inoltre dovuto, con tutta probabilità, al particolare periodo di uscita. Il gioco ha visto la luce nel mese di ottobre 2009 pagando, inevitabilmente, il confronto con altre release di caratura ben superiore: Demon’s Souls, Forza Motorsport 3, Tekken 6 e – lo stesso giorno! – Uncharted 2, giusto per citarne qualcuna.

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Tutto considerato però il gioco merita, ancora oggi, di essere provato e vissuto almeno una volta. Proprio perché, nonostante le sue imperfezioni, risulta un’esperienza divertente e capace di intrattenere e stupire: Tim Schafer, del resto, ci ha da sempre abituati a prodotti dall’indiscutibile qualità anche se, ogni tanto, un pizzico di fortuna in più non avrebbe guastato. La stessa fortuna che noi ci sentiamo di augurargli con Psychonauts 2, uno dei titoli più interessanti attesi per questo 2019! Non ci resta dunque che lasciarvi invitandovi caldamente a dare una possibilità a Brutal Legend e, se l’avete già giocato, a raccontarci nei commenti la vostra personale esperienza.

Potete acquistare Brutal Legend – e la sua fantastica colonna sonora! – ad un ottimo prezzo su Steam!