PlayStation

Immortals Fenyx Rising | Recensione, la sorpresa dell’anno!


Immortals Fenyx Rising – PlayStation 5
Genere
Action / Open World
Piattaforma
PlayStation 5
Sviluppatore
Ubisoft
Editore
Ubisoft
Data di Uscita
03 Dicembre 2020

Del trittico di produzioni proposte da Ubisoft in questo fine 2020, abbiamo sempre reputato Immortals Fenyx Rising la più interessante del terzetto. Non sapevamo, fino a oggi, se questa preferenza fosse data dal “fattore novità”, offerto da ogni nuova IP che si affaccia sul mercato, dalle molteplici assonanze con The Legend Of Zelda Breath Of The Wild o dalla narrazione scanzonata e pungente che si è mostrata, fin dalle prime prove, intrigante e divertente. Fatto sta che, dopo aver speso decine di ore assieme a Fenyx, possiamo dirvi che le nostre sensazioni erano, quasi, del tutto corrette e che questa nuova produzione “made in Ubisoft”, ha davvero le carte in regola per guadagnarsi un piccolo posto nell’Olimpo.  

Il tempo dei miti e delle leggende

La storia di Immortals Fenyx Rising si svolge sulla mitologica isola d’oro, una terra incantata creata dal celebre Dedalo per venire popolata da dei e uomini. Tifone, liberatosi dalla prigione dove era stato confinato da Zeus, prese d’assedio il divino atollo liberando le sue armate demoniache, eradicando l’essenza divina dagli dei e trasformando in pietra gli uomini che popolavano l’isola. A nulla servì l’esile opposizione degli Olimpi, privi del loro re in visita nell’Ade, così come futile si rivelò la resistenza offerta dagli antichi eroi greci, rapidamente corrotti da Tifone e posti a comandare le sue armate demoniache. 

A salvare una situazione, oramai disperata, giunse una giovane (o un giovane se deciderete di impersonare un ragazzo) portatrice di scudi di nome Fenyx. La nave da guerra sul quale era assegnata, per supportare le truppe greche, venne colta da una tempesta, naufragando sulle coste dell’isola d’oro. Dopo aver ripreso conoscenza, e in seguito alla scoperta che la ciurma con la quale navigava è stata trasformata in pietra da Tifone, la giovane Fenyx decide di imbarcarsi in un’impresa disperata: recuperare l’essenza degli dei e, con l’aiuto degli Olimpi, sconfiggere Tifone per riportare la pace nella Grecia.

Se il canovaccio di Immortals Fenyx Rising non brilla per l’originalità delle tematiche, quello che lo rende divertente e ispirato è la sua messa in scena. Tutta la storia, infatti, nasce da una scommessa fra Prometeo e Zeus. Il re degli dei, difatti, messo all’angolo dalle gesta di Tifone, si ritrova costretto a chiedere l’aiuto del titano che, prima di acconsentire, gli propone una scommessa. Se Fenyx riuscirà dove gli dei hanno fallito, Zeus lo libererà dalla sua prigionia e lo riaccoglierà nell’olimpo, se invece fallirà, Prometeo lo aiuterà con ogni mezzo a sua disposizione, per contrastare Tifone. 

Questo accordo renderà Prometeo il narratore delle gesta di Fenyx che, atto a raccontarle al re degli dei, verrà costantemente interrotto proprio da Zeus che, cercando rendere maggiormente avvincente la storia, genererà una serie di siparietti comici pregni di doppi sensi e di humor inglese, oltre che una sovente rottura della quarta parete che si ripercuoterà in alcuni casi anche nelle soluzioni ludiche offerte dal gioco. Seppur si possa pensare, erroneamente, che Immortals Fenyx Rising sia un titolo leggero e disimpegnato, la sua pungente comicità si rivelerà il punto di forza dell’intero comparto narrativo, sempre pronta a lasciare basiti con linee di dialogo costantemente borderline fra il “politicamente corretto” e un’ironia intelligente e mai volgare.

Esplorazione libera… ma non troppo.

In merito alla struttura di gioco proposta da Immortals Fenyx Rising, vogliamo distaccarci, almeno per il momento, da futili comparazioni con l’ultimo capitolo di The Legend Of Zelda. Dedicheremo un paragrafo di questa review appositamente alle differenze, e le assonanze, fra i due titoli, per permettere a chiunque abbia affrontato l’ultima avventura di Link, di comprendere cosa troverà nella nuova produzione di Ubisoft. Chiarito questo punto, la prima oretta spesa sull’isola d’oro fungerà da enorme prologo/tutorial, permettendo al giocatore di scegliere l’aspetto della/del protagonista e offrendo una chiara panoramica di cosa offre il gioco in termini contenutistici.

In Immortals Fenyx Rising, infatti, dovremmo esplorare l’enorme arcipelago per liberare l’essenza di quattro divinità greche con le quali affrontare la battaglia finale contro il temibile Tifone. L’isola d’oro si suddivide in sette macro-aree di dimensioni differenti, che presenteranno una struttura ludica abbastanza simile l’una dall’altra. Fenyx dovrà, innanzitutto, trovare e scalare un’enorme statua raffigurante il dio dell’area, con la quale si otterrà una panoramica dell’intera zona, dopodiché rintracciare la suddetta divinità e compiere una serie di missioni che permettano di progredire con la storia, fino a liberarne l’essenza e potersi spostare in una nuova zona dell’atollo.

Se il completamento della storia principale di Immortals Fenyx Rising, al netto dell’esplorare un minimo l’isola per potersi potenziare al meglio, potrà tenere impegnato il giocatore per una ventina di ore abbondanti, il discorso cambia sensibilmente nel momento in cui si decida di completare ogni attività, storia secondaria e sfida opzionale presente nel gioco. Esplorare ogni cripta, risolvere ogni enigma ambientale, eliminare ogni boss leggendario e superare ogni sfida dedicata alle abilità vi permetterà, infatti, di raccogliere materiali, e armamentario, per rendere meno ostiche le vostre incursioni nelle aree più ardue dell’isola d’oro.

Per quanto l’esplorazione proposta in Immortals Fenyx Rising, sia totalmente libera e priva di vincoli narrativi, la sapiente gestione della potenza degli avversari, unita a un level design studiato nel dettaglio, cercano costantemente di indirizzare il giocatore verso un tipo di esplorazione maggiormente “guidato”. I nemici, difatti, pur non avendo alcun tipo di livello di potenza a definirne la forza, avranno una barra della vita di colore diverso per indicare la loro resistenza agli attacchi. Viene da se che, per quanto ogni nemico sia affrontabile fin dall’inizio dell’avventura, un equipaggiamento migliore renderà maggiormente snelle, e fruibili, le battaglie in alcune aree. Allo stesso tempo le abilità di Fenyx, prima su tutte la Stamina, ne vincoleranno le capacità motorie, rendendo alcune scalate, o la risoluzione di alcuni enigmi ambientali, maggiormente complesse.

Seppur, quindi, tutte le aree presenti in Immortal Fenyx Rising saranno disponibili fin dal termine del prologo, questo bilanciamento dei contenuti rende la sfida maggiormente avvincente, evitando di togliere, al giocatore, la libertà di esplorare e andando a offrire una curva della difficoltà totalmente personalizzabile. Questo importante fattore garantisce anche alla narrazione un ritmo migliore, con sotto-trame che si paleseranno solo dopo aver conseguito alcuni obiettivi e lasciando il giusto respiro alla storia principale.

Diventare una divinità

In merito alle abilità a disposizione di Fenyx per esplorare l’isola d’oro, troviamo la possibilità di planare (sfruttando le ali di Icaro), spostare oggetti pesanti (utilizzando un paio di avambracci specifici) e, ovviamente, arrampicarci sulla, quasi, totalità delle superfici presenti nell’isola. Ognuna di queste abilità, però, consumerà costantemente la barra della stamina obbligando il giocatore a ragionare minuziosamente sulle attività, e gli spostamenti, che andrà a compiere. Correre o nuotare, infatti, potrebbero rivelarsi delle sfide più ardue del previsto, se non si doserà sapientemente l’energia a disposizione di Fenyx.

Si potrà, ovviamente, aumentare la propria stamina ma per farlo sarà necessario reperire i fulmini di Zeus all’interno delle cripte del Tartaro. Queste località amene sono disseminate per tutta l’isola d’oro e offrono sfide che variano da; più o meno semplici enigmi ambientali fino a veri e propri dungeon con boss annessi. Nelle cripte le leggi del mondo dei mortali non si applicano e, questo semplice escamotage, impedisce a Fenyx di potersi arrampicare dove meglio crede, così come limita l’abuso delle leggi della fisica per rendere eccessivamente semplici alcuni passaggi. Una, o più, casse nascoste all’interno di questi dungeon, infine, vanno ad arricchire queste sezioni che, seppur ridondanti nell’ambientazione, riescono sapientemente a variare l’azione di gioco proposta da Immortals Fenyx Rising.

Le possibilità di potenziamento di Fenyx, però, non si limitano alla barra della stamina ma vanno a ricoprire un ventaglio di abilità, e caratteristiche fisiche, che potranno essere sviluppate nella sala degli dei. In questo hub, infatti, si potranno spendere le varie risorse rinvenute durante l’esplorazione, per potenziare gli attributi fisici di Fenyx, modificarne l’aspetto fisico, creare le pozioni da usare in battaglia, migliorare il proprio equipaggiamento e, ovviamente, espandere il proprio albero delle abilità. Se, però, per la maggior parte di queste operazioni saranno necessari, esclusivamente, i materiali che potrete collezionare in giro per l’isola d’oro, o eliminando i nemici, per espandere il vostro albero delle abilità avrete bisogno delle, ben più rare, Monete di Caronte.

Questa peculiare valuta sarà legata, a doppio filo, alla maggior parte delle attività secondarie che l’isola d’oro avrà da offrire. Che siano puzzle ambientali, enigmi musicali, sfide di abilità, di velocità o di combattimento, il conseguimento di questi obiettivi secondari vi permetterà di ottenere le Monete di Caronte, indispensabili per poter acquisire nuove abilità, migliorare le vostre capacità combattive e permettervi di espandere il moveset di Fenyx, ampliando le possibilità offerte dall’ottimo level design dell’isola d’oro e rendendo, quindi, le fasi esplorative maggiormente ispirate e divertenti.

Se tutto questo non bastasse, Immortal fenyx Rising, offre tutta una serie di attività secondarie legate alle storie delle varie divinità o ad alcune sotto-trame che si apriranno una volta compiuti obiettivi specifici. Se, infatti, darete la caccia ed eliminerete i quattro eroi greci corrotti da Tifone, l’attività demoniaca di una specifica area dell’isola verrà ridotta, oltre a permettere a Fenyx di progredire in una missione opzionale di cui non vi anticipiamo nulla per non rovinarvi la sorpresa. Alla stessa maniera, nella sala degli dei, Ermes vi proporrà degli incarichi molto semplici che vi permetteranno di guadagnare “Elettro”, una valuta dedicata all’acquisto di elementi estetici per personalizzare Fenyx.

Se, infine, andiamo ad aggiungere la possibilità di addomesticare diversi tipi di cavalcature e un tripudio di casse, e collezionabili di varia natura, disposti su tutta l’isola d’oro e legati al completamento di brevi sfide, o all’abbattimento di ardui boss leggendari, il numero di contenuti offerto da Immortal Fenyx Rising aumenta ancora garantendo una longevità davvero elevata. Pur essendo pienamente coscienti che la nuova produzione di Ubisoft non reinventi nulla nel panorama del genere open world, non possiamo che affermare che l’aver potuto sperimentare con una nuova “proprietà intellettuale” abbia scoperchiato il, cosiddetto, Vaso Di Pandora, permettendo agli sviluppatori di osare lievemente di più e sperimentare maggiormente senza i vincoli che l’ombra di un brand importante avrebbe potuto generare.

Nel nome di Achille

Addentrandoci nel combat system proposto da Immortals Fenyx Rising, non possiamo che apprezzarne l’immediatezza, anche se abbiamo trovato eccessivamente prolisse alcune meccaniche da action/gdr, che ci sono sembrate, semplicemente, poco impattanti all’ecosistema del gioco. Tutto ruota attorno alle tre tipologie di armi a disposizione (arco, spada e ascia), ognuna delle quali viene a sua volta caratterizzata da una sapiente gestione delle statistiche. Ogni arma, o armatura, che troverete, difatti, non avrà alcun indicatore di potenza ma offrirà dei bonus specifici, che andranno ad agire in delle situazioni particolari. Potremmo rinvenire, quindi, un arco che massimizza i danni compiuti a mezz’aria, una spada che aumenti la percentuale di danno eseguita da Fenyx ai nemici unici o un pezzo di armatura che aumenti la barra della stamina.

La potenza delle armi, e delle armature, viene gestita globalmente permettendo al giocatore di migliorare un’intera categoria aumentandone il valore offensivo, o difensivo, e aggiungendo nuovi bonus peculiari al raggiungimento di un determinato livello. Questo sistema favorisce la creazione di build specifiche atte ad affrontare le differenti sfide presenti nell’isola d’oro, non obbligando il giocatore a dover scegliere un equipaggiamento specifico a causa di una richiesta, eccessivamente, esosa in termini di materiali per potenziare un numero maggiore di armi e armature.

In merito al combat-system vero e proprio, ci troviamo di fronte al classico plateau composto da attacchi leggeri (assegnati alle spade), pesanti (delegati ad asce e martelli), a distanza (garantiti dagli archi) e alle canoniche manovre evasive quali schivata, parata e parry. Un sistema semplice ed efficace, che lascia la buona riuscita di qualsiasi scontro nelle mani del giocatore e della sua capacità di reazione. La totalità degli scontri presenti in Immortals Fenyx Rising, difatti, si basa sulla dinamicità e sulla prontezza di riflessi del giocatore, non vincolando la vittoria alle, sole, “statistiche” della nostra eroina ma permettendo, con il giusto impegno, di affrontare ogni avversario fin dalle prime fasi di gioco.

Una piccola menzione d’onore va alla possibilità di controllare, per brevi periodi, le frecce dell’arco potendole guidare su punti specifici del corpo dei nemici, così come poterle sfruttare per risolvere numerosi puzzle ambientali o, semplicemente, analizzare l’area attorno a Fenyx. Mentre abbiamo trovato poco impattante l’implementazione di Fosforo, un cucciolo di fenice che si premunirà di effettuare diverse tipologie di attacchi ad area atti a controllare maggiormente il campo di battaglia. Unica, reale, nota stonata del combat-system di Immortals Fenyx Rising è l’esasperazione dell’albero delle abilità che vincola alla sua espansione alcune combo che, normalmente, fanno parte di ogni sistema di combattimento presente in titoli di questa tipologia, così come un esubero di indicatori numerici durante le battaglie che poco servono all’ecosistema di gioco e mostrano, più che altro, una sorta di feticismo degli sviluppatori verso un genere ruolistico che poco si sposa con la natura di questa produzione.

Le assonanze con Breath Of the Wild

Relegare Immortals Fenyx Rising a mero clone di The Legend Of Zelda Breath Of The Wild sarebbe errato e, soprattutto, svilente verso l’opera di Ubisoft. Se da un lato è indubbio che il titolo si ispiri fortemente a quanto realizzato da Nintendo con l’ultima avventura di Link, è altresì vero che quest’ultima si ergeva su alcuni capisaldi, in termini di meccaniche di gioco, realizzati proprio dal colosso francese negli scorsi quindici anni . Seppur l’avventura di Fenyx ricalchi pedissequamente la struttura di gioco e numerose meccaniche presenti nel capolavoro di Nintendo, riesce a differenziarsi sul fronte della narrazione, della progressione di gioco e nella gestione del protagonista, andando a offrire il primo open-world, da quattro anni a questa parte, che ripropone alcune delle caratteristiche introdotte da Nintendo, rendendole, a tutti gli effetti, imprescindibili per un’intero genere di produzioni.

 

Immortals Fenyx Rising su PlayStation 5

Immortals Fenyx Rising è una produzione “cross-gen” e riteniamo giusto precisarlo. Il titolo, infatti, si presenta con un comparto grafico ancorato maggiormente alla generazione precedente ma che sfrutta le caratteristiche delle nuove console per offrire prestazioni, ed effettistica, decisamente più convincenti. Come nelle altre recenti produzioni di Ubisoft, difatti, troviamo la possibilità di scegliere se prediligere le performance o la resa grafica. In entrambi i casi il gioco mantiene le promesse, garantendo 60 fps granitici e una risoluzione di 4k dinamici in modalità performance, o un’effettistica migliore, unita a una risoluzione lievemente maggiore e a un dimezzamento del framerate, in modalità “risoluzione”. Lo stile grafico, assolutamente non votato al fotorealismo, però non fa emergere a dovere tutte le minuzie grafiche che si possono ottenere dimezzando gli fps, rendendo la modalità performance, indubbiamente, la preferibile per godere di un’esperienza maggiormente reattiva e dinamica.

Per quanto riguarda l’implementazione dei trigger adattivi, e dei feedback apici, ci troviamo di fronte a un lavoro pigro e poco convincente, che si limita a ripresentare le stesse vibrazioni percepibili nelle versioni realizzate per le altre piattaforme di gioco e un utilizzo dei grilletti confusionario e che nulla aggiunge in termini di immersione. Per quanto siamo consci che si tratta delle prime produzioni disponibili anche per PlayStation 5, ci auguriamo che gli sviluppatori vadano a sfruttare, in maniera interessante, le possibilità offerte dal Dualsense di SONY. Nulla da eccepire per quanto riguarda i caricamenti che, in circa 8 secondi, vi porteranno dalla schermata principale all’ultimo checkpoint raggiunto prima di terminare la precedente sessione di gioco.

Tecnicamente parlando, invece, ci troviamo di fronte a una serie di piccole sbavature già viste in numerose produzioni del genere: piccoli impuntamenti qua e la, sporadiche occasioni in cui un comando non viene registrato correttamente, elementi in lontananza poco definiti e animazioni figlie della generazione precedente, hanno fatto capolino nelle nostre partite ma abbiamo notato, in questi giorni antecedenti al lancio, un rilascio costante di patch correttive che si sono adoperate nel correggere la maggior parte di queste sbavature, prima della release ufficiale.

Volendo, infine, analizzare il comparto artistico di Immortals Fenyx Rising, non possiamo che essere soddisfatti di quanto abbiamo visto durante le ore spese nell’isola d’oro. Le aree di gioco si sono rivelate ispirate nell’architettura, vibranti nei colori, varie nelle ambientazioni proposte e sapientemente realizzate in termini di level design. La caratterizzazione visiva dei personaggi ricalca, perfettamente, lo stile scanzonato della narrazione, così come la costante umoristica, dettata dai continui battibecchi fra Zeus e Prometeo, è stata interpretata perfettamente dai doppiatori italiani. Le uniche note un po’ stonate le abbiamo rinvenute in un bestiario non eccessivamente vario, che favorisce un frettoloso reskin rispetto a una maggiore differenziazione fra i nemici, e alle animazioni dei personaggi eccessivamente rigide e goffe, figlie, probabilmente, della necessità di Immortals Fenyx Rising di adattarsi a sette piattaforme di gioco differenti.

8.8

Immortals Fenyx Rising – PlayStation 5


Immortal Fenyx Rising si è rivelato un open world per certi versi sorprendente. Longevo, divertente e non eccessivamente ridondante nei contenuti proposti. L'avventura di Fenyx, per quanto si ispiri palesemente a Breath Of The Wild, riesce a mettere in scena soluzioni ludiche vecchie, e nuove, in maniera solida e convincente. Un combat system di qualità, un ispirato comparto narrativo e una progressione mai forzata, e tediosa, riescono nell'impresa di proporre un titolo che, pur non inventando nulla di nuovo, riesce a intrattenere dall'inizio alla fine. Ci sono, ovviamente, alcune sbavature che non lo fanno splendere come meriterebbe ma di fronte a una proprietà intellettuale dal così alto potenziale, possiamo solo sperare che Ubisoft sfrutti un, ipotetico, sequel per definirne un'identità che si vada a distaccare, definitivamente, dagli altri esponenti del genere open world.

Pro

  • Comparto narrativo ispirato e divertente.
  • Combat System divertente e appagante.
  • Longevo e pieno di sfide stimolanti.
  • Progressione mai tediosa.
  • Level design di ottima fattura.

Contro

  • Le cripte, in termini di ambientazione, risultano ridondanti.
  • Alcune sbavature sul fronte tecnico.
  • Bestiario poco vario e incline al reskin dei nemici.
8.8