PlayStation

MediEvil | Recensione


MediEvil – PS4
Genere
Avventura
Piattaforma
PlayStation 4
Sviluppatore
Other Ocean
Editore
Sony Interactive Entertainment
Data di Uscita
25/10/2019

PlayStation è stata la console che ha permesso a milioni di giocatori di affezionarsi a centinaia di titoli diversi ancora oggi molto amati. Tra i tanti è impossibile non parlare di MediEvil, il gioco d’avventura con sfumature dark uscito ormai nel lontano 1998 e sviluppato da Studio Cambridge.

MediEvil, che ha avuto anche un seguito, è entrato in breve tempo tra i videogiochi più amati dai possessori di PlayStation, divenendo ben presto uno dei remake più richiesti dalla community.

Detto fatto: Sony ha accontentato tutti  con un remake completo del primo MediEvil, affidando lo sviluppo ai ragazzi di Other Ocean. Sir Daniel Fortesque è quindi tornato nuovamente in vita, pronto ancora una volta a riottenere il proprio onore e a sconfiggere una volta per tutte il temibile stregone Zarok.

Il ritorno del vile soldato

Il regno di Gallowmere era un posto tranquillo, pacifico, governato da Re Pellegrino, un uomo saggio che metteva sempre davanti le richieste dei propri sudditi rispetto a esigenze personali o politiche. Come ogni Re, anche Pellegrino aveva un consigliere, un uomo fidato che tuttavia veniva un po’ maltrattato per via di svariati esperimenti sulla negromanzia che conduceva e di alcuni suoi comportamenti strampalati al limite della pazzia; il suo nome era Zarok.

Un giorno Re Pellegrino decise di allontanare Zarok e quest’ultimo, arso dalla vendetta, evocò dei demoni e dei non-morti per attaccare il regno e uccidere lo stesso Re. La battaglia venne ricordata a lungo, Zarok venne sconfitto e i menestrelli cantarono le gesta di un certo Sir Daniel Fortesque, un soldato morto per salvare il regno. In realtà la storia andò in maniera diversa: Sir Daniel fu ferito da una freccia casuale quasi a inizio battaglia, ma non rinunciò alla tentazione di diventare leggenda, inventandosi così l’improbabile storia da martire.

La nostra storia inizia ben 100 anni dopo. Zarok è ritornato, pronto a prendere il possesso di Gallowmere una volta per tutte, rapendo le anime dei paesani e facendo resuscitare i morti. Fra questi, ovviamente, anche Sir Daniel che ora ha finalmente l’occasione di riscattare il suo onore, compromesso da quell’orrenda fandonia raccontata ormai molti anni addietro.

La vicenda di MediEvil riesce con la sua semplicità a essere fruibile per tutti, soprattutto grazie a una narrazione lineare, cosparsa di dialoghi e situazioni spassose contornate da un’ambientazione volutamente spaventosa.  Se l’avete amato nel 1998, allora amerete questo rifacimento in egual modo, principalmente perché non sono presenti vere differenze nella trama di gioco, se non per qualche filmato rivisto e il prologo leggermente accorciato. In circa 10 ore riuscirete a completare con successo la storia, ma potete comunque continuare a giocare in maniera tale da raggiungere il 100% del gioco e trovare motivi in più per tornare nel regno di Gallowmere.

Un calice per l’onore

Quando vi diciamo che MediEvil è rimasto pressoché invariato rispetto alla versione del 1998 non scherziamo. Tutte le meccaniche di gameplay sono identiche all’0riginale, compresa la telecamera – l’elemento forse peggiore.

Abbiamo quindi sempre un’arma primaria e secondaria da utilizzare e il relativo scudo per parare i colpi avversari, stessa possibilità di cambiare armi dall’inventario e stessa struttura dei calici per ottenere equipaggiamento aggiuntivo o migliore.

Per chi non avesse mai giocato Medievil, ogni livello cela un calice nascosto che una volta riempito al 100% con le anime dei nemici eliminati garantisce un oggetto aggiuntivo per il livello successivo, il quale un’arma primaria o secondaria o un miglioramento delle stesse. Spesso i calici sono nascosti e trovarli richiede solamente un po’ di attenzione e un’esplorazione oculata e completa, nulla, quindi, di troppo difficile o frustrante. I livelli in generale non sono mai troppo grandi, di conseguenza avventurarsi alla ricerca di segreti e oggetti di vario tipo non ruba mai troppo tempo, così come non richiedono una preparazione esagerata i combattimenti contro i boss, tutti abbastanza semplici e con punti deboli ben identificabili.

La vitalità indicata dalla classica barra verde può essere invece ricaricata tramite alcune fiale trovabili in giro, oppure in delle zone specifiche che spesso è possibile scovare prima di un boss. Le stesse fungono anche da checkpoint in caso dovessimo morire e perdere una delle vite disponibili. Le stesse vite sono come in passato limitate e in caso di game over bisogna necessariamente ricominciare il livello da zero, esattamente come – appunto – un classico titolo d’avventura o platform degli anni novanta. Importanti sono poi le munizioni per le armi a distanza che possono essere acquistate da negozi dedicati con le classiche monete d’oro recuperabili in giro. In generale è comunque difficile arrivare al punto da doverle comprare, soprattutto nelle prime fasi del gioco.

Come potete capire, quindi, si tratta di meccaniche vecchio stampo che nonostante il peso degli anni risultano abbastanza godibili ancora oggi, seppur faccia storcere il naso il fatto che Other Ocean non abbia deciso di provare a modernizzare il sistema di combattimento, riportando uno a uno anche la telecamera datata 1998 e che oggi, per ovvie ragioni, non può che infastidire in parecchie situazioni di gioco.

Un lavoro a metà

MediEvil ha subito senz’altro uno svecchiamento importante dal punto di vista grafico: animazioni e texture sono state completamente rifatte e riviste in chiave moderna, modificando anche un po’ lo stile artistico del gioco. C’è da sottolineare che questo cambiamento potrebbe far storcere leggermente il naso ai fan più incalliti, poiché stravolge l’atmosfera dell’originale, donando più colore e diventando inevitabilmente meno dark.

In generale graficamente poteva essere fatto un lavoro leggermente migliore, soprattutto dopo aver visto alcune produzioni di ben altra caratura come Crash Bandicoot n’Sane Trilogy, Spyro Trilogy e Shadow of the Colossus. Il lavoro di Other Ocean è quindi apprezzabile, ma rimane l’amaro in bocca per qualcosa che poteva impressionare di più e lasciare sensazioni più positive, in particolar modo considerando alcuni cali percettibili di frame rate durante i combattimenti con più nemici su schermo.

Elogiabile è invece la colonna sonora, già ottima nel 1998, che ora è stata completamente rivisitata e ricomposta dalla Prague Symphony Orchestra. Il doppiaggio italiano, invece, è rimasto invariato e questo non può che far piacere a tutti i giocatori pronti ad vivere – o rivivere- l’avventura di Sir Daniel.

7.3

MediEvil – PS4


Medievil è uno dei rari casi dove un gioco non propriamente memorabile riesce a entrare nel cuore dei giocatori grazie a un personaggio tutto sommato riuscito e uno stile affascinante. Ma se questo nel 1998 poteva bastare, oggi nel 2019 serve ben altro per impressionare, dimostrando come il buon caro Sir Daniel Fortesque non sia poi invecchiato così bene. Other Ocean ha provato a mantenere intatto il gioco originale, replicando la maggior parte del doppiaggio e dei filmati, adattandoli in un formato più moderno. Tuttavia, seguendo questa linea, anche il gameplay classico e la telecamera non hanno subito cambiamenti, dando origine a un remake dal sapore amaro che avrebbe sicuramente potuto fare di più nel suo complesso, soprattutto a livello tecnico/grafico. MediEvil è quindi l'ennesimo tuffo nella nostalgia, un prodotto senz'altro godibile per chi ha giocato l'originale e che non punta certamente a fidelizzare nuovi giocatori, ma semplicemente a regalare un'avventura disimpegnata e leggera attraverso un'esperienza vecchio stampo in grado di far riaffiorare ricordi e rivivere emozioni.

Pro

  • La maggior parte del doppiaggio è rimasto invariato.
  • Musiche svecchiate.
  • Effetto nostalgia.
  • Prezzo budget.

Contro

  • Telecamera fastidiosa.
  • Tecnicamente si poteva fare qualcosa di più.
  • Alcuni cambiamenti stilistici potrebbero far storcere il naso.
7.3