Nintendo Switch

Paper Mario The Origami King | Provato

L’annuncio di Paper Mario The Origami King, non ve lo nascondiamo, ci lasciò a bocca aperta sia per la metodologia scelta da Nintendo per presentare la sua prossima esclusiva per Switch, che per la sorpresa nel constatare che un nuovo capitolo del celebre “idraulico di carta” stava arrivando a così stretto giro di boa sulle sponde ibride dell’ammiraglia del colosso di Kyoto. D’altronde la serie di Paper Mario compirà 20 anni il prossimo 11 Agosto e se andiamo ad aggiungere quest’importante anniversario alle imminenti, e doverose, celebrazioni per i 35 anni dalla prima apparizione dell’idraulico più amato al Mondo, l’uscita di Paper Mario The Origami King ci sembra il migliore dei regali per festeggiare il baffuto idraulico, originario del Bel Paese.

La volontà degli sviluppatori di Intelligent Systems di creare un capitolo che si rifaccia ai primi, storici, episodi del brand, inoltre, non ha fatto altro che aumentare la nostra curiosità nei confronti di Paper Mario The Origami King, specialmente dopo le ultime due iterazioni della serie, Sticker Stars e Color Spalsh, che pur se qualitativamente stupende, mostravano il fianco a una struttura ludica eccessivamente semplicistica e conservativa. Dopo aver speso circa una ventina di ore assieme a Paper Mario e Origami King, seppur non possiamo ancora sbilanciarci con una valutazione preliminare, il solido comparto narrativo e le ottime fasi esplorative, di cui parleremo approfonditamente nella nostra recensione in arrivo nei prossimi giorni, ci hanno indubbiamente colpito positivamente. L’impianto ludico realizzato da Intelligent Systems si sta rivelando, ora dopo ora, in grado di sorprenderci costantemente con trovate sempre divertenti e stimolanti.

 

In questa breve anteprima, però, vogliamo soffermarci maggiormente su quell’elemento che, nelle ultime iterazioni della serie, si è mostrato come l’elemento a tratti più debole e chiacchierato: il sistema di combattimento. Paper Mario The Origami King, ve lo anticipiamo subito, si discosta nettamente dai suoi predecessori più recenti, offrendo un sistema a turni che mischia puzzle game, velate meccaniche da rythm game ed elementi strategici in una mescola che, seppur scricchiolando ancora in alcuni ambiti, si presenta molto più stratificata, e gratificante, rispetto al passato. Innanzitutto ogni battaglia si svolgerà all’interno di un’arena circolare con gli “onnipresenti” Toad, a ricoprire il ruolo di pubblico sugli spalti e gli scontri possono essere di tre tipologie: semplici, a ondate o contro i boss. Le prime caratteristiche importanti che si possono notare fin da subito sono: una serie di anelli circolari a comporre le arene e la disposizione dei nemici, sparsi su questi ultimi in maniera disordinata. 

Le prime fasi di ogni turno, infatti, richiederanno al giocatore di spostare gli anelli in maniera tale da raggruppare i vari nemici in gruppi, o file, da quattro per permettere a Mario di poter massimizzare il danno eseguibile in un turno. Un numero ben definito di mosse a disposizione, per spostare suddetti anelli, e un timer che potrà essere esteso in diverse maniere, imporranno al giocatore di ragionare in maniera serrata per trovare la soluzione a ogni rompicapo in brevissimo tempo. Il fallimento comporterà l’impossibilità di risolvere lo scontro, vittoriosamente, in un solo turno mentre se il giocatore riuscirà a raggruppare correttamente i nemici otterrà un bonus sui danni che andrà ad infliggere oltre che la possibilità di colpire tutti gli avversari presenti sul campo di battaglia con le varie armi che Mario avrà a disposizione.

In Paper Mario The Origami King, difatti, le fasi di attacco riprendono le meccaniche già viste nei titoli precedenti della serie, richiedendo al giocatore di utilizzare salti, martellate e power-up presi di peso dall’universo Mariesco per infliggere danno ai vari nemici. Ogni attacco sarà anticipato da un’animazione che richiederà la pressione di un tasto con un tempismo perfetto per poter massimizzare i danni che verranno inflitti agli avversari. In maniera analoga, durante il turno riservato alle offensive dei nemici, al giocatore sarà richiesto di premere, con il giusto tempismo, un tasto dedicato alla difesa per ridurre i danni che Mario subirà dagli attacchi degli avversari. A offrire il giusto bilanciamento fra varietà e strategia, interviene l’ottimo level design dei vari nemici che, con le loro resistenze e debolezze, andranno a stratificare sapientemente ogni scontro presente in Paper Mario The Origami King.

Una serie di oggetti passivi, e di meccaniche addizionali, si adoperano a fornire tutta quella serie di bonus che permetteranno al giocatore di gestire meglio la battaglia, in particolar modo le fasi di allineamento degli avversari, semplificandone le varie fasi e offrendo quella crescita, in termini di potenza, che sopperisce alla mancanza di un vero e proprio sistema di crescita del personaggio, assente anche in questo Paper Mario The Origami King. Esplorando il modno di gioco, infatti, si potranno trovare numerosi oggetti atti a: aumentare il timer nelle fasi di allineamento, suggerire quali anelli andranno spostati per riuscire a risolvere le fasi preliminari dello scontro, aumentare gli HP, e i valori di difesa e attacco, di Mario e così via. Il giocatore potrà, inoltre, decidere di versare un obolo in monete durante le fasi di allineamento per chiedere supporto ai Toad presenti sugli spalti, che attaccheranno i nemici o forniranno cure a Mario, o estendere il tempo a disposizione per ragionare con maggiore calma su come allineare propriamente i vari avversari.

Seppur il sistema di combattimento di Paper Mario The Origami King ci abbia sorpreso positivamente per come riesce a discostarsi dal passato, offrendo soluzioni originali, divertenti e gratificanti, permangono alcuni dubbi che speriamo vengano dissipati con il nostro progredire nell’avventura. Al momento la mancanza di una progressione vera e propria di Mario tende a rendere, parzialmente, meno stimolante affrontare gli scontri casuali disseminati lungo le varie aree di gioco. La possibilità di reperire la, quasi, totalità dei potenziamenti, semplicemente esplorando, acquistandoli dai mercanti o al termine di una sfida contro un boss, riduce le ricompense ottenibili al termine di uno scontro a un ammontare di monete e coriandoli che, seppur copioso e importante per l’economia del gioco, non si rivela indispensabile alla progressione in quanto entrambe le risorse sono ottenibili tranquillamente durante le fasi esplorative. 

Il secondo, preliminare, dubbio ci è sorto nella peculiare gestione delle armi presenti in Paper Mario The Origami King. Se la presenza di power-up consumabili, quali fiori di fuoco e ghiaccio, code di procione, blocchi POW e funghi per recuperare gli HP persi, ci è parsa come una soluzione ispirata e in grado di ribaltare le sorti di uno scontro, la scelta di rendere le armi, nella fattispecie martelli e scarpe per saltare sulla testa dei nemici, degradabili con l’utilizzo, ci è sembrata una soluzione poco intrigante e introdotta, almeno per il momento, in maniera fin troppo superficiale. Durante l’avventura, difatti, Mario potrà trovare, e conseguentemente acquistare dai vari mercanti, scarpe e martelli di potenza sempre più elevata che, de facto, causeranno ingenti danni agli avversari permettendo di risolvere gli scontri in poche mosse. L’utilizzo ridotto di queste armi, unito al costo in monete abbastanza importante se si volesse riacquistarli, porta il giocatore a ragionare in maniera conservativa, tendendo a non utilizzare queste armi in vista di scontri più difficili che, però, non arrivano mai. Le battaglie con i boss, almeno fino al punto dell’avventura in cui siamo giunti noi, offrono, difatti, una struttura completamente differente da tutte gli altri scontri che si affrontano all’interno di Paper Mario The Origami King.

Queste battaglie uniche, difatti, ribalteranno le regole descritte fino a ora ponendo il boss al centro dell’arena e Mario all’esterno di quest’ultima. La meccanica dello spostamento degli anelli servirà, in questo caso, a costruire un percorso che permetta all’idraulico di avvicinarsi al boss per poterlo attaccare. Il tutto però si svolgerà attraverso delle icone che, se calpestate, garantiranno a Mario la possibilità di compiere una delle varie azioni a disposizione: spostarsi in una direzione specifica, attaccare con le armi a disposizione, usare poteri speciali per effettuare offensive ben precise e così via. All’interno dell’arena saranno ripartite anche delle lettere, che permetteranno al giocatore di capire quale sia la strategia migliore per vincere, dei cuori, per recuperare i punti vita e delle casse, che sparpaglieranno monete e bonus per tutta l’arena. Viene da sé che con una struttura pensata per seguire una strategia offensiva ben precisa, le armi citate poc’anzi ambiano un impatto pressoché nullo nell’economia dello scontro, facendole scivolare in un limbo che non ci ha ancora pienamente convinto ma che ci auspichiamo si mostri più chiaro con il proseguire dell’avventura.

Resta indubbio, però, che il sistema di combattimento presente in Paper Mario The Origami King sia un netto passo in avanti rispetto ai predecessori, mostrandosi solido, originale, gratificante e sopratutto divertente. Abbiamo voluto analizzarlo nel dettaglio in questa nostra anteprima perché siamo consci che sia l’elemento più “discusso” dei capitoli precedenti ma se i valori produttivi rimarranno invariati, o andranno a migliorare, nelle ore che ci separano dalla fine dell’avventura, possiamo già rassicurarvi che Paper Mario The Origami King, grazie alla sua ottima narrazione, al suo mondo vasto e ricco di cose da fare e a un sistema di combattimento convincente, diventerà un altro titolo imprescindibile per ogni possessore di Nintendo Switch.

Se non avete ancora prenotato la vostra copia di Paper Mario The Origami King, potete farlo qui.