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Sniper Ghost Warrior Contracts, lo abbiamo provato per tre ore!

Dopo un primo contatto non troppo convincente durante l’E3 2019, abbiamo avuto l’opportunità di provare in anteprima una nuova demo Beta di Sniper Ghost Warrior Contracts, il quarto capitolo della conosciuta saga di City Interactive che ancora una volta ci immedesima nei panni di un cecchino silenzioso e letale sotto contratto.

Ci siamo quindi immersi in tre ore di puro gameplay sperimentando la maggior parte delle caratteristiche che il gioco potrà offrirci nella sua forma definitiva il prossimo 22 novembre, analizzando pregi e difetti di un prodotto che a oggi ci ha lasciato non pochi dubbi, soprattutto a così pochi giorni dal lancio.

Benvenuti in Siberia

La storia di questo quarto capitolo è interamente ambientata in Siberia, divenuta indipendente dopo una guerra civile che oltre a causare morte e disagi alla popolazione, ha consentito a molti esponenti criminali di prendere il potere e instaurare un governo corrotto e paramilitare.

Per provare a riportare il paese sulla strada giusta serve necessariamente un esperto, magari un commando, un esperto, un assassino silenzioso e letale capace di eliminare bersagli sensibili senza destare troppi sospetti ed è qui che entriamo in gioco noi. Non siamo l’agente 47, ma un cecchino esperto che da anni svolge il proprio lavoro con dedizione e professionalità.

Sniper Ghost Warrior Contracts abbandona i connotati open world del terzo capitolo per tornare a una struttura più classica e fruibile dai giocatori, dividendo il gioco in contratti da completare. Occhio però a non confondere il tutto con una campagna standard, poiché pur essendo suddiviso in missioni il gioco ci immerge in mappe sandbox enormi e con diversi obiettivi e sfide da completare per ottenere più denaro per migliorare il proprio equipaggiamento. Ciò implica che ci troviamo dinanzi a un titolo in cui è importante l’approccio di gioco, capire come muoversi, decidere se eliminare subito il boss o puntare prima a incarichi secondari.

Inutile dire che l’arma principale in nostro possesso è un fucile di precisione, arma in cui gli sviluppatori di City Interactive hanno riposto gran parte del loro lavoro per far si di fornire un’esperienza che potesse essere realistica e allo stesso tempo godibile da chiunque. Ecco quindi che prima di sparare occorre posizionarsi strategicamente, impostare l’altezza, verificare il vento e la sua velocità e la distanza di fuoco; ogni nemico rappresenta quindi una sfida più che godibile, soprattutto ad elevate distanze dove è necessario essere più accorti nell’impostare l’arma a disposizione.

In generale quando si tratta di procedere con pazienza e strategia il gioco riesce a dare il meglio di se, non solo per il cecchino, ma anche per tutta una serie di gadget estremamente utili per affrontare le situazioni più complicate. Tra trappole, mine e proiettili che possono penetrare i muri o disattivare gli apparecchi elettronici come torrette e telecamere, c’è veramente l’imbarazzo della scelta per quanto concerne lo stile di gioco che è possibile adottare per proseguire.

Se giustamente la componente di gameplay legata al cecchino funziona abbastanza bene, non possiamo dire lo stesso della armi più comuni come la pistola e il fucile d’assalto, fin troppo legnose e in larga parte inutili visto che negli scontri a fuoco è difficile riuscire a rimanere in vita per più di due minuti. Questo significa che il gioco è fatto e finito per essere giocato in stealth e nonostante il team di sviluppo abbia voluto visibilmente fornire un tipo d’approccio aggiuntivo è facile capire che non ci si è concentrati più di tanto per fare in modo di rendere il tutto godibile come la parte d’infiltrazione. Possiamo decisamente dire che Sniper Ghost Warrior Contracts offre una profondità di gioco invidiabile che però passa in secondo piano nel momento in cui si comincia ad analizzare tutto l’apparato tecnico/grafico del titolo.

La versione da noi testata era una Beta e quindi più arretrata rispetto a quello che sarà il prodotto finale, ma c’è da sottolineare che mancano comunque pochi giorni al rilascio ufficiale del gioco, ragion per cui alcune delle problematiche riscontrate cominciano a essere preoccupanti, soprattutto se vanno a intaccare il buon sistema di gameplay. Durante la nostra prova ci siamo trovati non poco in difficoltà con il framerate, con cali evidenti e fastidiosi che spesso ci hanno portato a una morte imprevista e l’aspetto estetico del titolo non giustifica un’ottimizzazione insufficiente visto che parliamo comunque di aree tutte abbastanza monocromatiche e non esattamente impressionanti dal punto di vista grafico. Le animazioni unite a un’intelligenza artificiale deficitaria completano un quadro tecnico che lascia più di qualche dubbio su quello che sarà il risultato finale dell’intera produzione, ma ci auguriamo che molte di queste siano state già risolte nelle fasi finali di test sul gioco da parte di City Interactive.

Tirando le somme

Sniper Ghost Warrior Contracts sembra avere una struttura di missioni solida, funzionale e un gameplay che nonostante la sua intuitività e legnosità – in alcuni casi -, risulta profondo e variegato, soprattutto considerando le diverse possibilità d’approccio alle situazioni di gioco che si creano. Nonostante questo, però, dobbiamo sottolineare che a oggi il titolo di City Interactive soffre non poco di un lato tecnico rivedibile e di un’intelligenza artificiale deficitaria che rende l’esperienza di gioco spesso ripetitiva e banale. Non sappiamo cosa effettivamente potrà cambiare da qui al 22 novembre, ma il team polacco deve necessariamente mettere mano al codice di gioco prima della sua uscita ufficiale per far in modo di presentarsi al pubblico nella forma più completa manifestando i pregi di un prodotto che avrebbe, nelle condizioni migliori, tanto da dire.