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Tutto sui videogiochi: IIDEA crea il sito perfetto per i genitori

IIDEA, l’Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, ha annunciato la nascita di Tuttosuivideogiochi.it, ovvero il primo portale pensato per i genitori, gli educatori e tutte quelle persone che vogliono scoprire i dettagli del mondo dei videogiochi, per capire come sfruttarlo in modo adeguato all’interno della famiglia e insieme ai più piccoli. Lo scopo di Tutto sui videogiochi è di creare uno spazio dove sia possibile reperire informazioni, chiedere consigli a professionisti e approfondire molteplici tematiche: l’obbiettivo è far comprendere l’importanza non soltanto di informarsi, ma anche di giocare con i propri figli. Noi di Tom’s Hardware – GameDivision abbiamo avuto quindi l’occasione di scoprire in anteprima tutti i dettagli su questo progetto e sul portale, già disponibile.

Il videogioco è ormai parte integrante della vita di tutti i giorni delle famiglie italiane. Come indicato dal Rapporto Annuale sul settore, sono ben 17 milioni gli italiani che si sono dedicati a questa forma di intrattenimento nel corso del 2019, in particolar modo nelle fasce d’età più giovani (11-24). Il videogioco è quindi una forma d’arte apprezzata da tutte le fasce d’eta (fino a oltre i 60 anni, come indicato dai dati) ma è ovviamente più vicino ai giovanissimi. Il mercato lo sa bene e infatti il 67% dei videogiochi rilasciati (e il 57% di quelli venduti) è adatto a un pubblico tra i 3 e i 12 anni (ovvero quelli classificati come PEGI 3, PEGI 7 o PEGI 12). I genitori, se lontani da questo mondo, non hanno però le conoscenze adeguate per comprendere e sfruttare un videogioco come strumento di crescita e socializzazione per i figli.

Tuttosuivideogiochi.it vuole essere una risposta dell’industria al bisogno sempre crescente di informazioni sul mondo dei videogiochi che arriva dalle famiglie italiane. Nelle nostre case i videogiochi sono utilizzati sempre più spesso per divertirsi, per imparare, per competere e anche per fare esercizio fisico. Ma chi esercita una funzione educativa non sempre è in grado di comprendere la passione dei propri figli e di sfruttare a pieno le potenzialità che i videogiochi offrono”, dichiara Marco Saletta, Presidente di IIDEA. “Con questo portale vogliamo fornire alle famiglie italiane uno strumento concreto per orientarsi sul tema. I videogiochi non sono solo un mezzo di intrattenimento, ma sono sempre di più anche uno strumento di socialità e apprendimento.

Tutto sui videogiochi è stato realizzato da IIDEA con il supporto di PEGI s.a., l’organizzazione no profit che gestisce il sistema paneuropeo per la classificazione dei videogiochi PEGI. Questa proposta italiana arriva dopo il constatato successo di portali simili come Ask About Games delle Gran Bretagna, PédaGoJeux in Francia e The Good Gamer in Spagna.

Il progetto è stato portato avanti nel solco delle raccomandazioni contenute nelle linee guida di attuazione del Regolamento sulla classificazione dei videogiochi ai fini della tutela dei minori adottato nel 2019 da AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

PEGI è lieto di aver supportato lo sviluppo di Tutto sui Videogiochi, una fonte di informazioni affidabili per i genitori che possono così compiere le scelte giuste in merito a una delle forme di intrattenimento più importanti per i propri figli”, dichiara Simon Little, MD di PEGI s.a.Se i genitori dovessero avere domande o dubbi sul rapporto dei propri figli con i videogiochi, Tutto sui Videogiochi può aiutarli a identificare il giusto approccio. Sul portale sono disponibili tutti gli strumenti necessari per avviare un dialogo costruttivo in merito all’utilizzo dei videogiochi in famiglia, oltre alle regole da implementare e rispettare per un uso corretto”.

Tutto sui videogiochi: il portale ha il volto di Benedetta Parodi

Per il lancio di questa iniziativa, IIDEA ha coinvolto anche una testimonial d’eccezione: Benedetta Parodi, conduttrice televisiva, scrittrice e giornalista ma anche mamma. Durante la conferenza stampa abbiamo potuto assistere a un piccolo intervento di Benedetta Parodi, la quale ha spiegato che in questo periodo di quarantena la sua famiglia ha fatto grande uso dei videogiochi.

La giornalista ha spiegato come si sia sempre di più interessata a questo mondo, anche in seguito alle recenti dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale ha sottolineato come i videogame abbiano un valore terapeutico, sfruttabile per mitigare i limiti sociali imposti dal lockdown ai più giovani. I bambini e i ragazzi hanno infatti potuto sfruttare i videogame per vedersi e giocare, in un modo diverso ma non per questo meno efficace. Benedetta Parodi ammette anche di essersi avvicinata e appassionata ai videogiochi. In conclusione, la conduttrice esprime il proprio sostegno per questo progetto, in quanto può veramente creare una sorta di “community delle famiglie”.

Penso questa iniziativa sia molto importante perché è fondamentale che i genitori siano consapevoli del modo in cui passano il tempo i loro figli. La passione per questa forma di intrattenimento può creare un ponte comune con i figli, e adesso che tanti adulti cresciuti video giocando stanno mettendo su famiglia questo capita sempre più spesso, ma non basta”, commenta Benedetta Parodi. “Informarsi è importantissimo per molti motivi, non solo per scegliere consapevolmente i giochi adatti a ogni età ma anche per parlare una stessa lingua, fugare dubbi e paure, utilizzare i videogiochi come strumento di socialità e aggregazione”.

Benedetta Parodi

I contenuti del sito, tra rubriche e guide

Il sito include molteplici contenuti ideati per i genitori e proprio per questo è pensato per essere semplice, immediato e di facile consultazione per le famiglie. Thalità Malagò, Direttore Generale IIDEA, ci ha presentato i dettagli sulle varie sezioni del portale, spiegando anche la natura del logo, che mette al centro un bambino e la madre che giocano assieme: le mamme, spiega Malagò, sono tradizionalmente più lontane da questa forma di intrattenimento, ma lo scopo di Tutto sui videogiochi è proprio quello di avvicinare gli adulti ai bambini. Vediamo però nel dettaglio le varie parti del sito.

Nel sito è ad esempio disponibile la rubrica “Videogiochi in famiglia” a cura di Federico Cella, firma autorevole del Corriere della Sera ed esperto di videogiochi. A cadenza mensile sarà proposta un’analisi ragionata di un videogioco, in collaborazione con un esperto. Per iniziare è stato scelto l’apprezzatissimo Animal Crossing New Horizons per Nintendo Switch. La recensione è stata scritta a quattro mani con Manuela Cantoia, Professore Associato di Psicologia Cognitiva Applicata presso l’Università eCampus.

Ci sarà modo di visualizzare anche delle schede con le principali uscite di interesse per il pubblico più giovane, aggiornate di mese in mese. Ci sarà grande spazio per tutte quelle informazioni legate alla classificazione dei videogiochi, con strumenti di ricerca per trovare il PEGI dei videogiochi in commercio e i dettagli sui sistemi di controllo parentale.

Ci saranno poi delle “Guide”, il cui scopo sarà rispondere alle domande più frequenti dei genitori e degli educatori. Per il lancio sono disponibili le risposte ai quesiti più comuni:

  • come scegliere il videogioco adatto?
  • come monitorare il tempo di gioco?
  • come gestire gli acquisti in-game?
  • come limitare le interazioni con altri giocatori online?
  • cosa sono gli esport?

I genitori potranno inoltre porre domande tramite la rubrica “L’esperto risponde”: esperti selezionali in diversi ambiti come la psicologia, la sociologia e la medicina aiuteranno a dare le risposte migliori. C’è poi una sezione “Approfondisci” nella quale saranno raccolti articoli a cura di professionisti di diverse discipline: i primi contribuiti arrivano da Giacinto Barresi, Ricercatore post-doc in Neuroergonomia e User Experience presso l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, Manuela Cantoia, Professore Associato di Psicologia Cognitiva Applicata presso l’Università eCampus, Ivan Ferrero, psicologo delle nuove tecnologie e Donatella Solda, co-autore del Piano Nazionale Scuola Digitale e ora Direttore di Future Education Modena.

Ovviamente Tutto sui videogiochi continuerà a evolversi nel corso dei mesi, aggiungendo contenuti e rispondendo a sempre più domande dei genitori, così da dare un sopporto a chi ne ha bisogno.

Le parole degli esperti

Dopo la presentazione del sito di Tutto sui videogiochi, è stato il turno di alcuni esperti che hanno dato il proprio punto di vista professionale su questa iniziativa. Per iniziare, è intervenuto Simone Mulargia, Ricercatore presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza.

Mulargia ha spiegato che Tutto sui videogiochi non è solo uno strumento interessante, ma è sopratutto il frutto di un metodo che funziona, ovvero l’unione degli sforzi delle istituzioni e dell’industria (che hanno ovviamente priorità diverse). Insieme, le due realtà possono creare i mezzi per aiutare le famiglie che devono avere un ruolo attivo all’interno del rapporto dei giovani con i videogiochi.

Il ricercatore definisce il videogioco come una radiografia della nostra società, come una raccolta degli elementi più eclatanti e interessanti della realtà. Così come un vaso antico ci permette di capire gli usi e i costumi di una società antica, così oggi un videogame potrebbe permettere a un osservatore esterno di comprendere la nostra realtà, al pari di quanto potrebbe fare un film o un romanzo. Il videogioco è anche oramai vicino alla nostra storia, è un elemento simbolico che può essere usato per costruire la nostra identità e comunicare con gli altri.

In che modo possiamo quindi sfruttare il videogame? Mulargia, per rispondere, prende in prestito dalla psicologia il termine scaffolding, ovvero l’aiuto dato da una persona a un’altra per “svolgere un compito”, in questo caso di ambito educativo. I giovani che giocano vanno ovvero sostenuti con strumenti adeguati: il portale Tutto sui videogiochi è quindi la risposta a questa necessità.

Subito dopo è toccato a Manuela Cantoia, Professore di Psicologia Cognitiva Applicata dell’Università eCampus. La docente ha definito questa iniziativa di IIDEA come “necessaria”: le famiglie, dal suo punto di vista, hanno il bisogno di essere accompagnate. La quarantena ha spinto molti nuclei famigliari a “fare pace con i videogiochi”, ma il rischio secondo Cantoia è che questo avvicinamento assuma la forma di un’abbuffata, che non può che far male a chi vive i videogame. È importante “riprendere le redini” di tutto il tempo che viene dedicato alla tecnologia e ai monitor (dallo smartphone al computer usato durante le lezioni scolastiche da casa). Oltre al tempo, è anche importante selezionare i contenuti adatti.

I due elementi suddetti, inoltre, devono essere gestiti in sinergia: un prodotto videoludico educativo, se utilizzato per troppo tempo, può infine essere dannoso. Il portale vuole quindi portare avanti una campagna di sensibilizzazione sui concetti di “gioco sano” e “gioco consapevole”: il bambino deve vivere il videogioco non come uno strumento di ripiego per mitigare momenti di noia, ma come scelta. Il bambino deve voler giocare perché quell’esperienza gli “dà qualcosa”. Il videogioco deve avere uno scopo: non a caso viene spesso usato anche come mezzo educativo e di riabilitazione.

Manuela Canotia affronta poi anche il tema della condivisione: giocare insieme è ottimo, ci spiega, ma alle volte il genitore potrebbe anche solo parlare con i giovani, senza assumere un “atteggiamento di snobismo” che alle volte viene utilizzato e che non fa altro che allontanare il bambino. Infine, sottolinea come, una volta definite delle regole, il genitore dovrebbe mantenere un comportamento rispettoso verso l’esperienza di gioco, ovvero permettere di salvare e far uscire il bambino nei tempi necessari (che in alcuni casi, titoli online in primis, non sono sempre sotto il pieno controllo del giocatore), ma anche riconoscere le emozioni che il gioco suscita (positive o negative che siano) e comprendere l’importanza di un successo del bambino all’interno del videogioco.

Il videogame non deve diventare una merce di scambio legata alla disciplina, anche perché in tal modo si darebbe eccessiva importanza a un’attività che deve essere gestita come una tra le tante e non la più rilevante della giornata.

Condividere, responsabilizzare, seguire delle regole, rispettare l’esperienza di gioco: questi i traguardi da raggiungere, anche con l’aiuto di Tutto sui videogiochi.