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Xbox dice basta alla retrocompatibilità, ecco perché

Tutte le cose belle, prima o poi, finiscono. E così, se ieri Xbox ha avuto un’infornata di giochi retrocompatibili decisamente importante, da oggi non ce ne saranno più. A svelarlo è Peggy Lo, che negli anni si è occupata insieme al suo team di sviluppare questo aspetto molto importante per la memoria storica dei videogiochi, rendendo disponibili una serie di giochi appartenenti alle prime due generazioni di console Microsoft per tutti, senza nessuna barriera.

Xbox originale

La retrocompatibilità di Xbox è cominciata a piccola passi: era il 2015 quando sul palco dell’E3 2021 Phil Spencer annunciava la possibilità di giocare i giochi dell’epoca Xbox 360 sulla neonata console Microsoft, ovvero Xbox One. Da lì in avanti il servizio si è aggiornato, introducendo anche i giochi della prima, storica piattaforma della casa di Redmond. Ora, a sei anni dal lancio del servizio, il tutto si interrompe, come ha spiegato Peggy Lo durante un’intervista a margine dell’evento celebrativo per i vent’anni del brand di casa Microsoft.

“Continuiamo a migliorare i giochi ma abbiamo oramai raggiunto il limite per aggiungere titoli al catalogo”, ha spiegato Peggy Lo. I due problemi maggiori riguardano i limiti tecnici e ovviamente le licenze. La retrocompatibilità infatti era garantita solo grazie ad una sorta di emulazione e non era ovviamente nativa. Il problema non si porrà per il futuro, poiché le nuove console sono e verranno costruite con l’idea di preservare i cataloghi già esistenti e quelli che usciranno.

Con la chiusura del programma di retrocompatibilità, chiamato Xbox Backward Compatibility, si chiude anche il primo mattoncino che permise a Microsoft di sviluppare la sua nuova strategia di marketing, ovvero il poter giocare senza barriere e senza confini. L’ultimo update, avvenuto nella giornata di ieri, ha aggiunto oltre 50 giochi delle vecchie generazioni, tra cui Nier, la saga di F.E.A.R. e diversi giochi della serie di Star Wars.

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