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Asstel: la 5G non è pericolosa. Insensata la richiesta di blocco

Asstel getta acqua sulle polemiche riguardanti i rischi per la salute dovuti alla 5G e propone una Commissione governativa scientifica permanente.

Asstel, l’associazione di categoria in area TLC di Confindustria, è stata costretta a difendere i progetti di sviluppo 5G dall’azione di alcuni parlamentari che ne hanno chiesto il blocco. Più fonti stampa hanno confermato il coinvolgimento di deputati del M5S e del Gruppo Misto.

“Preso atto che Vodafone, dopo aver completato la sua fase sperimentale a Milano, ora ha acceso la sua rete 5G anche a Roma, Napoli, Torino e Bologna, al fine di tutelare la salute pubblica, abbiamo trasmesso alle amministrazioni in questione un’istanza per richiederne l’immediata sospensione”, hanno fatto sapere Sara Cunial, Silvia Benedetti, Veronica Giannone, Gloria Vizzini, e Saverio De Bonis. “Siamo ancora più allarmati in base alle dichiarazioni di Mirella Liuzzi, portavoce del M5S Stelle alla Camera dei deputati, la quale sostiene che sul 5G, già da diversi mesi, la Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni della Camera dei deputati ha avviato un’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, tuttora in corso. Ci chiediamo se questo governo in tema di salute pubblica, i controlli e le indagini le intenda fare ex ante o ex post. Necessario ricorrere al principio di precauzione per tutte le città oggetto di questa sperimentazione”.

Asstel ha ricordato che la fornitura di servizi 5G “è autorizzata dal  Ministero dello Sviluppo Economico e che la tutela della salute pubblica è assicurata dal rispetto delle norme di cui alla legge 36 del 2001 e dal DPCM dell’8 luglio 2003”. La richiesta è stata definita come “intempestiva ed irrispettosa nei confronti del Parlamento”, poiché da mesi è in atto un’indagine conoscitiva proprio sulla nuova tecnologia mobile. Un’operazione che sta vendendo il coinvolgimento diretto di “rappresentanti dell’industria, delle istituzioni scientifiche e sanitarie, esperti del mondo dell’ambientalismo e scienziati di chiara fama”.

Asstel ha puntualizzato che “le norme che presidiano la tutela della salute sono stabilite da un organismo indipendente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unione Europea, nonché dai governi di tutti gli stati europei”. Anche gli effetti delle radio-frequenze fino a 300 Gigahertz – incluse quindi anche le frequenze utilizzate dalle reti 5G – “sono stati studiati dalla ricerca scientifica internazionale, sono noti e valutati non dannosi entro i limiti stabiliti a livello mondiale ed europeo, in modo non difforme dalla disciplina applicabile ad altri strumenti, anche di impiego domestico, che utilizzano bande di frequenza”.

Per ora organismi internazionali non hanno segnalato conseguenze patologiche. “Si comprende quindi che non c’è alcun fondamento oggettivo alla richiesta di sospensiva dell’esercizio delle reti 5G”, scrive Asstel.

L’associazione però propone di creare una Commissione governativa scientifica permanente, come in altri paesi europei, che si occupi “di effettuare il monitoraggio costante degli esisti della ricerca scientifica a livello internazionale, affinché vi sia un aggiornamento costante sullo stato del conoscenza e sui suoi progressi nel tempo”. Sarebbe poi utile “avviare ulteriori iniziative di divulgazione ed informazione scientificamente corretta delle conoscenze già disponibili a riguardo di questo tema, a beneficio di tutti i cittadini, inutilmente allarmati”.