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Dirk Gently, una serie TV olistica e bizzarra

Douglas Adams è stato uno dei più influenti scrittori di fantascienza del secolo scorso, accostabile ai grandi della letteratura come Isaac Asimov e Philipp K. Dick.Figlio della fantascienza inglese nata con Doctor Who, Adams ha creato la “trilogia in cinque parti” de La Guida Galattica per gli Autostoppisti, una saga che fa dell’assurdo, l’humour britannico e gli asciugamani i suoi punti di forza.

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Insieme alle avventure filosofiche e spaziali di Arthur Dent, l’eclettico autore di Cambridge creò una serie thriller molto apprezzata dai suoi fan, anche in questo caso ricolma del suo sofisticato senso dell’umorismo: Dirk Gently, un detective decisamente sui generis, impegnato a sventare complotti interdimensionali fra un gatto scomparso e altri paradossi spazio-temporali. Ma a differenza di colleghi letterari più famosi, Dirk sfoggia una tecnica investigativa fuori dal comune, basata sulle interconnessioni fra gli eventi più improbabili e distanti.

Questa “tecnica” a volte è proprio quello che sembra, ovvero un pretesto per sottrarre soldi ad incaute donne anziane, ma il nostro eroe è sempre capace di ritrovare il proverbiale filo rosso nelle situazioni più strane e risolvere di conseguenza i casi.

Con 15 milioni di libri venduti, molti produttori cinematografici e televisivi hanno accarezzato l’idea di trasporre le opere di Adams, e nel caso del detective olistico ci avevano già provato nel 2010 con una miniserie britannica per BBC Four mai uscita all’estero.

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Il risultato era fedele al materiale originario, ma decisamente limitato e dimenticabile, vittima anche di una messa in onda incostante e su un canale secondario. Nel 2016 i diritti di sfruttamento del personaggio sono passati alla succursale americana della BBC, che ha messo in cantiere un nuovo adattamento che si slega quasi del tutto dai libri di Adams.

Nelle mani del giovane sceneggiatore Max Landis (Chronicle), è stata chiara fin da subito l’intenzione di creare una versione del personaggio più giovane e pop, trasportato in una nuova ambientazione (dai sobborghi londinesi alla città di Seattle) e circondato da personaggi assenti nei libri. Il narratore della storia è Todd Brotzmann (Elijah Wood), facchino in un gran hotel, che scopre una assurda scena del crimine e si ritrova presto al centro di avvenimenti sempre più inspiegabili.

Il protagonista attira su di sé l’interesse di polizia, FBI, esercito e – ultimo ma non meno importante – dello stesso Dirk Gently (Samuel Bernett), che piomba in casa sua e lo promuove istantaneamente a suo assistente. Occorre ritrovare una ragazza e sventare un omicidio, che in realtà è già avvenuto…

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Mettiamo in chiaro una cosa da subito: lo show funziona decentemente, ma non grazie a Dirk Gently. Tutti i personaggi secondari, seppur inediti, si rivelano divertenti e ben caratterizzati nei comportamenti, e la trama mescola spesso elementi drama e comedy in un contesto semiserio. Ma il detective – amabilmente british, spaccone e saccente nella versione cartacea – nella trasposizione seriale si è trasformato in un sociopatico vittima di esperimenti militari e con poteri psichici. Spesso la sua presenza nella scena sembra accessoria, più un comic relief che il reale protagonista attorno a cui ruotano gli eventi. Il suo interprete è indubbiamente bravo, ma è la scrittura alla base a snaturare il personaggio.

La vicenda narrata, invece, rispecchia molto il particolare stile allucinante e allucinato di Adams: viaggi nel tempo, un gruppo di punk vampiri, welsh corgi e una setta di fanatici religiosi di una misteriosa macchina elettrica. La varietà certamente non manca, e prima che comincino a rivelarsi i giusti collegamenti lo spettatore assiste alle prime puntate in completa balia degli eventi, condividendo lo smarrimento semi-comico degli stessi personaggi.

Non sorprende, o perlomeno non del tutto, la vena comica dello show. Nei suoi libri Adams riusciva a creare gli intrecci letterari più assurdi, mantenendo però integra la sospensione dell’incredulità; questo aspetto però non funziona ugualmente bene nell’adattamento televisivo. Sarà forse l’assenza dello stile tipicamente britannico in favore di uno più americano, ma ad ogni modo si avverte spesso che la dinamica dell’azione non funziona a dovere.

Se siete fan dell’autore potreste rimanere con l’amaro in bocca per come è stato trattato il materiale di partenza; tuttavia, chi è in cerca di un intrattenimento di buon livello, si può deliziare con la prima stagione completa su Netflix, nella sezione Original.