Spazio e Scienze

La fisica del diavolo: il gatto di Schrödinger non è mai stato così diabolico


La fisica del diavolo
Genere
Fisica
Formato
Copertina rigida
Autore
Jim Al-Khalili
Editore
Bollati Boringhieri
Collana
Nuovi saggi Bollati Boringhieri

Vi piace lambiccarvi il cervello con i grattacapi de La Settimana Enigmistica? Il mio consiglio è di metterla da parte per qualche giorno e buttarvi in una sfida ancora più ardua: “La fisica del Diavolo: Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo”. È un libro che ho trovato molto stimolante e istruttivo, che sfrutta l’ironia tagliente e in alcuni punti un po’ perversa dell’autore (il fisico teorico Jim Al-Khalili) per insegnarvi alcune delle fondamentali nozioni di fisica e astronomia partendo dai paradossi.

Abituato ad avere a che fare con gli studenti universitari, Al-Khalili ha sviluppato una naturale capacità di tenere alta l’attenzione sfruttando indovinelli più o meno conosciuti per stimolare gli ascoltatori, portarli a ragionare e usare gli enigmi come pretesto per spiegare come funziona la scienza. Nel libro li definisce divertenti; io me lo vedo a sghignazzare sotto ai baffi con una punta di sadismo mentre si prefigura davanti le facce ad alternanza stupite, corrucciate, sorridenti, arrabbiate dei lettori.

Vi racconto la mia esperienza di lettura per darvi l’idea di quello che vi aspetta se raccogliete il guanto di sfida. Il libro apre con quelli che non sono veri a propri paradossi di fisica, ma sono “cosucce semplici semplici” per far entrare il lettore nell’ottica giusta, per passare in seguito agli argomenti più spinosi. Il professore vi espone un paradosso, vi dà qualche elemento su cui ragionare, poi propone diverse chiavi di lettura, fino a spiegare – alla fine – la soluzione esatta con tutti i perché del caso ed esponendo le nozioni che servono per capirlo.

Questo a livello nozionistico. L’impatto psicologico che il metodo ha avuto su di me è quello che definisco “effetto Agatha Christie” (lo so che non è una definizione scientifica, passatemela, serve solo a farvi capire cosa intendo in poche righe). Dopo il primo passaggio mi sono sentita quasi sempre serena e soddisfatta di me: la so, grande! Nella parte centrale mi ha quasi puntualmente smontato e demoralizzato. Però l’orgoglio e la voglia di rivalsa hanno sempre avuto il sopravvento e non mi sono lasciata scoraggiare. Alla spiegazione finale mi sono ripetutamente morsa le mani e i gomiti perché la soluzione era talmente logica, ce l’avevo sotto il naso e non c’ero arrivata.  Morale: alla prossima non mi frega più! E invece no…

La fisica del diavolo: Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo La fisica del diavolo: Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo

Ecco è un bel viaggetto intellettuale sulle montagne russe, e allo stesso modo se ne esce un po’ sballottati ma divertiti e soddisfatti.  Oltre a questo ho apprezzato la capacità divulgativa dell’autore, che è spesso presente anche in TV e in Radio, anche lì riproponendo i suoi avvincenti interrogativi. Per esempio è uno dei pochi che si prende la briga di spiegare in due parole l’anno luce (che non è una misura di tempo ma di distanza), e che per far capire perché il cielo di notte è buio si mette pazientemente a ripercorrere la storia dell’Universo dal Big Bang ai giorni nostri passando per la Teoria della Relatività e le intuizioni di Fenymann.

Quanto ai paradossi, il bello è che alcuni sono talmente vecchi e talmente noti (il gatto di Schrödinger, Achille e la Tartaruga) che si tende a sottovalutarli (e quindi a farsi fregare). Se vi credete tanto furbi ricordate che Al-Khalili non solo è furbo almeno quanto voi, ma è anche talmente abituato a fare giochetti intellettuali e talmente istruito da sapere dove e come farvi cadere e come e quando farvi rialzare. Non ci credete? Provate, e fatemi sapere se ve la siete cavata meglio di me.