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Spazio e Scienze

Opportunity sta affrontando una tempesta di sabbia su Marte

Sul Pianeta Rosso si sta abbattendo una gigantesca tempesta di polvere che copre un'area pari a 18 milioni di chilometri quadrati, ossia un'area più vasta del Nord America. E proprio nell'occhio del ciclone si trova la Perseverance Valley, attuale sito di esplorazione del rover veterano Opportunity. Non è una sorpresa, perché il Mars Reconnaissance Orbiter […]

Sul Pianeta Rosso si sta abbattendo una gigantesca tempesta di polvere che copre un'area pari a 18 milioni di chilometri quadrati, ossia un'area più vasta del Nord America. E proprio nell'occhio del ciclone si trova la Perseverance Valley, attuale sito di esplorazione del rover veterano Opportunity.

Non è una sorpresa, perché il Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) dell'agenzia spaziale statunitense l'aveva segnalata il 1° giugno. Il problema è che la tempesta è molto più intensa di quanto si pensasse inizialmente: l'altra tempesta simile che Opportunity fronteggiò con successo nel 2007 aveva generato un livello di opacità pari a 5,5 tau, quella attuale si attesta a 10,8 tau.

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Opportunity

Il rischio è che la quantità di polvere sollevata dall'aria rischia di oscurare i pannelli solari che alimentano il rover impedendo la ricarica delle batterie. Per questo motivo i responsabili della missione hanno sospeso tutte le operazioni scientifiche di Opportunity e l'hanno posto in modalità di risparmio energetico, di modo che impieghi la poca energia a disposizione per la gestione della telemetria e dei sistemi di riscaldamento. La buona notizia è che nonostante tutto il rover è riuscito, domenica mattina, a stabilire un contatto tramite la Deep Space Network (DSN) della NASA, dimostrando che il veicolo spaziale è ancora in funzione, nonostante il peggioramento della tempesta di sabbia.

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La tempesta in corso. Crediti: NASA / JPL-Caltech / MSSS

A differenza del rover Curiosity, che è alimentato con un piccolo generatore nucleare, Opportunity si affida soli ai pannelli solari per mantenere cariche le sue batterie. Qualora non dovessero ricevere abbastanza luce solare il rover non sarebbe in grado di alimentare le sue unità di riscaldamento. Questo sarebbe un grosso problema, perché durante le notti marziane le temperature possono scendere fino a -143 °C, congelando i sistemi di Opportunity e precludendo loro la possibilità di riavviarsi. Per la cronaca questo scenario potrebbe essere quello che ha determinato la perdita del rover gemello Spirit nel 2010.

L'unica nota rassicurante è che una grande quantità di polvere da una parte blocca la luce solare, dall'altra assorbe calore, aumentando la temperatura ambientale attorno al rover. Durante l'ultima trasmissione i dati riferivano una temperatura del rover pari a -29 °C. Per ovviare a questo problema la NASA ha predisposto un differente sistema di alimentazione per il più giovane Curiosity.

 

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La tempesta di polvere in una foto scattata da Curiosity

Le tempeste di polvere di dimensioni pazzesche su Marte non sono certo una novità: ricordiamo per esempio che nel 1971 la sonda Mariner 9 della NASA arrivò in orbita attorno a Marte, ma per iniziare la mappatura della superficie dovette attendere due mesi perché era in corso una tempesta di polvere che aveva avvolto tutto il pianeta. Allora il meteo dei pianeti extraterrestri non esisteva e l'evento fu una sorpresa per gli scienziati, oggi abbiamo molte più informazioni, e quello che sta accadendo in questi giorni a Opportunity è di rilevante importanza scientifica: oltre alla sua missione esplorativa, i dati saranno indispensabili anche per le eventuali missioni umane sul Pianeta Rosso.

 

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Come cambia la luce solare con il progredire della tempesta. Crediti: NASA/JPL-Caltech/TAMU

Gli ingegneri monitoreranno attentamente l'evolversi della tempesta con il Mars Reconnaissance Orbiter, la sonda 2001 Mars Odyssey e MAVEN, e i livelli di carica delle batterie di Opportunity, sperando che riesca a superare questa dura prova. Come ricorda la NASA, questo rover si è già dimostrato più resistente del previsto dato che opera da quasi 15 anni, nonostante sia stato progettato per una missione di 90 giorni: fu lanciato il 7 luglio 2003 a bordo di un razzo Delta II da Cape Canaveral, è atterrato su Marte il 25 gennaio 2004 e da allora non è più fermato.

Aggiornamento: in una conferenza del 13 giugno il team NASA responsabile di Opportunity ha riferito che il rover non ha inviato alcuna risposta ai tentativi di contatto effettuati il 12 giugno. 

Non è una buona notizia perché, come hanno spiegato gli addetti del JPL, è un segno che il rover "è entrato in modalità operativa a bassa potenza" in cui tutti i sistemi si spengono" tranne l'orologio, che è programmato per riattivare periodicamente il rover e controllarne i livelli di carica delle batterie in modo da stabilire se possa chiamare casa. "Se il computer del rover rileva che le batterie non hanno abbastanza carica si rimette in standby". 

Analizzando la situazione gli scienziati ipotizzano che il livello di energia nelle batterie di Opportunity sia sceso sotto a 24 volt. Se il rover non dovesse riuscire a ricaricarle per un lungo periodo di tempo c'è il rischio che non sarà in grado di alimentare i sistemi di riscaldamento necessari per mantenere in buono stato i componenti elettronici. 

Da aggiungere che "la tempesta di polvere che ha oscurato il Sole impedendo ai pannelli solari di Opportunity di ricaricare le batterie ha continuato a intensificarsi". Ora copre un'area di 35 milioni di chilometri quadrati, ossia un quarto del Pianeta Rosso".  


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Le tempeste di polvere marziane si possono grossomodo immaginare come gigantesche tempeste di sabbia. Meglio averci a che fare solo per giocare a costruire castelli, magari con un kit come il Kinetic Sand, che va bene da usare anche a casa.