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PagoPa, boom di transazioni. I pagamenti verso la PA non sono mai stati cosi semplici e comodi

PagoPA, il sistema di pagamento elettrico sviluppato per le transazioni verso la Pubblica Amministrazione, sta finalmente decollando: si è passati dalle 900mila operazioni del 2016 alle 14 milioni del 2018. C’è voluto del tempo, ma grazie al lavoro del Team per la Trasformazione Digitale a supporto di Agid, la spinta degli ultimi governi e “l’atteggiamento convinto degli ‘ecosistemi centrali’ della Pubblica Amministrazione” le prospettive sono rosee.

Come spiega su Medium, Giuseppe Virgone del Team, “l’Agenzia delle Entrate Riscossione, l’INPS, l’ACI, l’INAIL, o le amministrazioni di grandi Comuni come Milano, Roma o Palermo […] hanno risposto al segnale chiaro da parte del governo portando i loro servizi più importanti su pagoPA”.

La prospettiva è di registrare entro fine febbraio ben 10 milioni di transazioni e superare quota 1,1 miliardi euro. Insomma, uno degli impegni dell’ex Commissario Straordinario Diego Piacentini è stato mantenuto e in questo solco proseguirà quello del neo-designato Luca Attias.

Il successo però di uno strumento di PagoPa si deve soprattutto all’efficienza e l’utilità. “Dal primo gennaio di quest’anno, più del 60 per cento dei pagamenti di bolli auto in Italia è avvenuto tramite pagoPA, rappresentando un volano straordinario per questa piattaforma”, ricorda Virgone. “Nel 2020 puntiamo a raggiungere la totalità dei bolli auto, producendo un’ulteriore impennata nel numero delle transazioni”.

Inoltre si è dimostrato comodo per il pagamento delle multe stradali, che da questa primavera vedranno anche in prima linea il Comune di Roma e il Comune di Milano – per potenziali 5 milioni di provvedimenti l’anno.

“Gestire le multe su pagoPA significa permettere ai Comuni un forte risparmio e un migliore controllo delle entrate, e garantire finalmente ai cittadini la certezza dei propri pagamenti, mettendo fine una volta per tutte all’epoca delle cosiddette ‘cartelle pazze’ e degli avvisi di pagamento sbagliati”, sottolinea l’esperto.

Forse però la novità più importante riguarda l’attivazione da giugno 2019 del canale dell’Agenzia delle Entrate Riscossioni: tutte gli avvisi transiteranno su pagoPA. Infine proprio in questi giorni anche il circuito Bancomat, attraverso la app Bancomat Pay (iOS e Android), è stato aggiunto tra gli strumenti di pagamento messi a disposizione da pagoPA.

“Il Decreto Legge “Semplificazioni” (numero 135 del 14 dicembre del 2018) prevede che tutti i Prestatori di servizio di pagamento (Psp) che incassano per la Pubblica Amministrazione devono aderire a pagoPA entro il 31 dicembre del 2019”, aggiunge Virgone. Un dettaglio importante è che sebbene la media nazionale dei pagamenti con carta sia di circa il 20% o poco più, se si parla di PagoPa si raggiunge il 36%.

Vi sono comunque ancora degli scogli da aggirare. Oggi la transazione media su pagoPA è di circa 190 euro: i dati mostrano che la piattaforma non intercetta né i micropagamenti (come il trasporto pubblico, la sosta o la ZTL), né i macropagamenti (come la TARI di capannoni industriali, o le tasse di concessione governativa). “Al tempo stesso, sulla piattaforma ci sono margini di miglioramento per l’esperienza utente, mentre l’esperienza mobile, nonostante il rilascio di un SDK dedicato, è ancora utilizzata troppo poco”, puntualizza Virgone.

La nota positiva però, secondo il Team, è che il 12 febbraio è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la conversione in legge del Decreto Legge “Semplificazioni” (numero 135 del 14 dicembre del 2018) che nell’articolo 8 norma riconosce l’importanza strategica di pagoPA “come asset fondamentale per la digitalizzazione del Paese”. Da una parte pagoPA ha il controllo diretto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale (se nominato). Dall’altra verrà creata crea una società dello Stato per gestire l’ulteriore sviluppo della piattaforma e la sua industrializzazione. Senza contare il progetto IO, per la creazione di un’app dei servizi pubblici.

“Due progetti, IO e pagoPA, che sono le due facce d’una stessa medaglia: un sistema di pagamenti digitali permette lo sviluppo e la diffusione di servizi digitali, ma solo il ripensamento dei servizi in ottica digitale e mobile permetterà di raggiungere la definitiva diffusione dei pagamenti elettronici verso la Pubblica Amministrazione”, conclude l’esperto.