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Referendum Lombardia, centinaia di chiavette vuote?

Al netto delle considerazioni politiche sull'esito del referendum in Lombardia – che non ci interessano – è preoccupante costatare che il voto elettronico si è dimostrato un epic fail. Non solo due giorni prima è esploso lo scandalo sicurezza, ma oggi si è potuto ricostruire cosa non ha funzionato.

La Repubblica svela a cosa si debba l'attuale mancanza di dati ufficiali. Ancora stamani sul sito ufficiale della Regione si legge che sono state scrutinate solo il 99,5% delle Voting Machine. Per altro l'hacker white hat Matteo Flora avrebbe rilevato anche una discordanza tra il numero dei votanti e i risultati.

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I dati "non ufficiali"

Secondo le fonti del quotidiano centinaia di chiavette che avrebbero dovuto custodire i dati da consegnare agli uffici elettorali sarebbero giunte vuote. "Durante la giornata elettorale non c'è stato alcun problema e le operazioni di voto si sono svolte regolarmente. Alla fine della maratona elettorale, a seggi chiusi, un problema tecnico che ha riguardato solo 200 macchine su oltre 24mila ha ritardato la trasmissione dei dati", ha dichiarato il governatore Roberto Maroni.

Eppure questo piccolo incidente di percorso pare responsabile di un ritardo di 20 ore per l'ufficializzazione. "Ufficializzazione" che sul sito ufficiale pare ancora latitare dato che si legge che "i dati sono forniti a puro scopo informativo e non sono da considerarsi ufficiali".    

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Dal sito della Regione Lombardia

Ad ogni modo la principale criticità ha riguardato la modalità con cui era prevista l'archiviazione dei dati sulla memoria dei tablet e delle chiavette. A urne chiuse queste ultime sono state portate da pubblici ufficiali presso gli uffici elettorali del Comune. Ma centinaia sono giunte prive di informazioni. Pare che alcuni presidenti di seggio si siano dimenticati di intervenire sull'applicazione, passando dalla modalità test a quella operativa.

A quel punto c'è stato bisogno di ricorrere al backup presente sui tablet. "Un processo che ha richiesto ore, visto che un dato ufficiale è stato dato solo alle 20 di ieri sera e relativo a 24336 tablet (invece di 24400)", si legge su La Repubblica.

Domenica decine di presidenti dei seggi milanesi hanno dovuto attendere fino a tarda notte le operazioni di verifica. E con il problema delle chiavette l'organizzazione è andata in tilt, poiché molti alla fine hanno abbandonato i seggi.

Ad oggi non sappiamo ancora i numeri precisi. Sebbene la tecnologia digitale proprio su questo fronte dovrebbe essere inattaccabile.