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UE, investimenti sulle reti? Sì, ma non fiber-to-the-cabinet

Ieri sera il Parlamento e il Consiglio UE hanno raggiunto un accordo per aggiornare il Codice Europeo delle comunicazioni elettroniche. Il punto chiave è rappresentato dalla decisione di rendere prioritari gli investimenti su reti ad altissima capacità, insieme ovviamente agli stimoli alla concorrenza, favorire il Single Market e maggiori benefici per i consumatori. Insomma l'accordo […]

Ieri sera il Parlamento e il Consiglio UE hanno raggiunto un accordo per aggiornare il Codice Europeo delle comunicazioni elettroniche. Il punto chiave è rappresentato dalla decisione di rendere prioritari gli investimenti su reti ad altissima capacità, insieme ovviamente agli stimoli alla concorrenza, favorire il Single Market e maggiori benefici per i consumatori.

Insomma l'accordo disciplina i modelli di investimento che possano favorire lo sviluppo di reti in fibra ottica prevedendo una regolamentazione più favorevole per gli operatori wholesale only (come, in Italia, Open Fiber) rispetto agli operatori verticalmente integrati. Non solo, finalmente è stata stabilita una gerarchia fra le varie architetture NGA, anche se non c'è un esplicito riferimento a FTTH, FTTB o FTTC per ragioni di neutralità tecnologia, come sostiene Innocenzo Genna, l'esperto di regolamentazione e policy TLC.

fibra ottica lavori 2

La nuova norma considera ideale l'FTTH (fiber-to-the-Home) ovviamente ma stabilisce anche come soglia minima quella delle architetture che prevedono soluzioni miste rame-fibra di prossimità basate su Fiber-To-The-distribution point (FTTdp). Scongiurata quindi l'ipotesi che potessero rientrare dalla finestra FTTC e semplice vectoring.

Si parla infatti di centraline di distribuzione posizionate sui marciapiedi antistanti, accanto agli edifici o nella zona cantina – FTTB in molti casi. E ad esempio la tecnologia G.FAST su questo fronte potrebbe essere ideale poiché in grado di supportare velocità di 500 Mbps fino a 100 metri di distanza dall'unità fibra e poco meno di un 1 Gbps entro 50 metri.

"L'accordo costituisce un importante passo in avanti nella modernizzazione del quadro normativo europeo delle TLC perché riconosce l'urgente necessità di investimenti infrastrutturali, con particolare attenzione alle reti tutte in fibra (FTTH- Fiber To The Home), le uniche che assicurano le prestazioni richieste dalla Gigabit Society dei prossimi anni in termini di velocità di accesso, affidabilità, latenza, bassi costi di manutenzione e di energia; le reti in fibra sono peraltro l'infrastruttura di base anche delle TLC mobili, col nuovo standard 5G", ha dichiarato il presidente di Open Fiber Franco Bassanini.

fibraa

"Il nuovo codice disciplina per la prima volta il modello wholesale only creando le condizioni migliori per lo sviluppo di operatori infrastrutturali puri, che si dedicano allo sviluppo di reti a cui tutti gli operatori interessati possono accedere in forma paritaria e non discriminatoria. L'operatore wholesale only, privo di unità di business retail, può interamente dedicarsi allo sviluppo di una rete sempre più performante da offrire in particolare agli altri operatori TLC che sono visti esclusivamente come clienti e non come concorrenti. Questa evoluzione normativa consente un più rapido cambiamento nella direzione della Gigabit society, creando le condizioni per una digitalizzazione più pervasiva e una maggiore competitività dell'economia".

Il codice, una volta definito in ogni dettaglio in sede comunitaria, sarà approvato probabilmente dopo l'estate dal Consiglio e dalla Commissione UE. Dopodiché dovrà essere recepito entro due anni da ogni singolo stato europeo, quindi in linea di massima entro il 2020 considerata la scadenza legata alle frequenze 5G.

In ogni caso le novità non riguardano solo la connettività residenziale ma anche le basi per il coordinamento della gestione dello spettro radio in relazione alla 5G, protezioni dei consumatori in relazione a servizi di comunicazione tradizionale e basati su Web, diritto all'accesso, chiamate internazionali (nella UE) con costi non più alti di 19 centesimi (oggi sono tra 5 e 80 cent), massimo 6 centesimi a SMS, trasparenza contrattuale, portabilità dei numeri agevolata, etc.

"La decisione delle istituzioni europee di accelerare lo sviluppo del wholesale only attraverso una regolamentazione favorevole rappresenta un'importante conferma a livello continentale della validità del modello di business scelto da Open Fiber", ha concluso Bassanini. "Auspichiamo che il nuovo quadro venga recepito dal nuovo Governo in maniera prioritaria, per consentire all'Italia di essere all'avanguardia nella realizzazione di infrastrutture in fibra ottica e accelerare l'evoluzione digitale, al servizio delle famiglie e delle imprese".